Educazione da XX secolo


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Vediamo di puntualizzare alcuni concetti che sfuggono ai più;
le motivazioni per cui sfuggono sono molteplici, non dipende tutto da una eventuale ignoranza sulle dinamiche che regolano i fatti descritti, come non dipende soltanto da ignavia;
un pezzo corto ma pregno di significato e di chiarezza, leggerlo può far diradare eventuali nebbie che ci impediscono di vedere con grande nitidezza come la politica (che possiamo a ragion veduta definire ‘meschina’) utilizzi e manipoli l’educazione dei cittadini per impedir loro di scoprire di essere quotidianamente turlupinati.

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da    PICCOLA BUSSOLA ETICA PER IL MONDO CHE VIENE

di Fernando Savater
(Occhio ! E’ una bussola, quindi serve per orientarsi    😉    )

Capitolo    L’EDUCAZIONE

“Ma ai politici non importa nulla della nostra istruzione?
Investire nell’istruzione non costituisce una priorità per un uomo politico.
Non crediate che non condividano i nostri discorsi, la maggior parte di loro li capisce perfettamente (ma li ignora per convenienza, ndr).
Il problema è che l’istruzione è una soluzione a lungo termine.
Immaginiamo che da domani si cominci ad offrire un’istruzione come si deve.
Quanto tempo ci vorrà prima di avvertire gli effetti, di saggiarne i benefici ?
Quindici anni ?
Non c’è politico al mondo capace di vedere più in là di quindici giorni, figuriamoci quindici anni.
Quindici anni sono troppo lontani per potere vedere i risultati del proprio lavoro.
E’ come chiedere loro di investire in qualcosa i cui utili saranno riscossi da altre generazioni e altri politici (mi scappa da ridere solo all’idea … ndr).
Perciò mettono qualche pezza qua e là e si affidano ad altre agenzie educative in senso lato: la famiglia, i mass media, gli amici, i colleghi di lavoro.
Nell’istruzione, inoltre, è presente una certa dimensione suicida che gli insegnanti conoscono molto bene.
Il bravo educatore è colui che insegna affinché chi impara possa un giorno fare a meno di lui.
I bravi genitori educano i figli perché un giorno se ne vadano da casa.
Il bravo professore educa gli alunni perché un giorno diventino più intelligenti di lui: lo scopo finale è che diventino indipendenti, che non abbiano più bisogno di genitori né di maestri.
Da questo punto di vista, l’istruzione non va d’accordo con il potere, perché il potere ha tutto l’interesse a controllare i cittadini, a continuare ad incassare il loro denaro, a farli pensare in un certo modo.
Per questo la società ha il diritto di reclamare un’istruzione di qualità (ammettendo che ci siano ancora insegnanti/educatori in numero sufficiente, e ne dubito ndr).
Bisogna spiegare a quelli che detengono il potere che prima o poi (da noi direi poi … molto poi … ndr) dovranno abbandonare le loro poltrone.
Devono essere i cittadini a pretendere un’istruzione che li tuteli, che offra loro maggiori e migliori opportunità per il futuro, perché se aspettiamo che lo facciano i politici, campa cavallo (campa …  forse    😉    ndr) …”

§

Detto così, è molto semplice no ?
Ma in realtà non è così !
Perché ?
Lo ha spiegato Savater ma ha tralasciato di dire che lo ‘stravolgimento’ del concetto di educazione è potuto avvenire ANCHE grazie alla ‘complicità’ di troppa gente (e nessuno si senta escluso) che si è illusa che fosse solo una faccenda che riguardasse il bon ton e il galateo.
E adesso si godano il risultato : “fottuti & beati” (o forse meglio dire ‘beoti’…)

§

 

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