Disipnotizzati


§

5869

“Il risveglio di un uomo ha inizio dall’istante in cui si rende contro che non va da nessuna parte e che non sa dove andare. Svegliarsi significa realizzare la propria nullità, cioè realizzare la propria meccanicità, completa e assoluta, e la propria impotenza, non meno completa, non meno assoluta.
E non è sufficiente comprendere queste cose filosoficamente, a parole. Bisogna rendersene conto attraverso fatti semplici, chiari, concreti, fatti che ci concernono.
Quando un uomo comincia a conoscersi un po’, vede in se stesso delle cose che lo fanno inorridire. Fintanto che un uomo non si fa orrore, non sa niente di se stesso.
Quando comincia a conoscere se stesso, vede che non possiede niente, tutto ciò che ha considerato come suo, le sue idee, i suoi pensieri, le sue convinzioni, le sue tendenze, le sue abitudini, le sue stesse colpe e i suoi vizi, niente di tutto questo gli appartiene: tutto si è formato per imitazione, oppure è stato copiato da qualche parte, tale e quale.
L’uomo che sente tutto ciò, sente la sua nullità; sentendo la sua nullità, l’uomo si vedrà come egli è in realtà, non per un secondo, non per un momento, ma costantemente, senza dimenticarlo mai più.
Se gli uomini potessero veramente rendersi conto della loro reale situazione, se potessero comprenderne tutto l’orrore, sarebbero incapaci di rimanere tali quali sono, anche per un solo secondo.
Comincerebbero subito a cercare una via d’uscita, e la troverebbero molto rapidamente, perché vi è una via d’uscita; ma gli uomini non riescono a vederla, per la semplice ragione che sono ipnotizzati.
“Svegliarsi” per l’uomo, significa essere disipnotizzato.”

(P.D. Ouspensky)

§

Immagine e testo tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

§

Annunci

cambiare META e MENTE


§

Come dice la rompiballe lapalissiana, è vero, bisogna “inquinare meno”, allora cominciamo con il (rin)chiudere i responsabili delle multinazionali che ci ficcano plastica ovunque, e i banchieri/mercanti, che ci ficcano benzene in ogni dove, basterebbe per questo CAMBIARE MONETA, ma per cambiare moneta bisogna cambiare META e MENTE.

Nicoletta Forcheri

§

Tratto dalla pagina FB di    Nicoletta Forcheri

§

Auguri


Oggi ricorre una festività religiosa di cui usufruiscono anche i non credenti.
Ognuno è libero di dargli il significato che desidera, ovviamente.

Nella foto che segue (la sola immagine l’ho reperita nel Web) la frase l’ho aggiunta io e rappresenta un semplicissimo mio augurio per tutti voi.

Certo sarebbe davvero bello vivere in un mondo dove fosse possibile estenderlo a tutti gli uomini, anche solo con un minimo di probabilità che si possa avverare …

§

Auguri di Pasqua 2019 con pablo

§

Tutti, ma non se stesso


§

5866

“L’unica cosa che apre davvero la visione e che guarisce la coscienza è l’onestà; e l’onestà non è altro che la coscienza che consente a se stessa di vedere le cose così come sono in realtà.
L’intera nostra società è disonesta e fondata sulla paura.
La disonestà conduce all’illusione, all’autoinganno. Lo sappiamo tutti.
Ognuno guarda gli altri e riesce a smascherarli tutti, ma non se stesso.
Sono rare le persone che si concedono di vedere davvero come stanno le cose, e di smascherare se stesse.
La paura della visione vera, la paura di esporre alla luce del sole quel che si tiene stretto dentro, impedisce alla gente di svelare la realtà, quella realtà che sa che è vera. In realtà, ti tieni separato dalla Verità perché sai che se ti unissi ad essa perderesti tutto quello a cui ti stai aggrappando, tutto quello che hai ottenuto fin qui. Perderesti tutte quelle cose con cui ti sei identificato, in modo del tutto illegittimo, proprio rimanendovi aggrappato.
E se il passaggio da qui a lì è difficile, è solo perché in realtà vuoi rimanere qui.
Non vuoi veramente andare lì, in quel modo autentico di essere. Non vuoi mollare. Se in questo momento stai cercando di lasciare andare e per te è difficile, questo rivela che vi è carenza di onestà da parte tua.
La vera questione in gioco è l’onestà.”

(John de Ruiter)

§

Immagine e testo tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

§

Vuoi avere successo? Vuoi essere ricco? Sei davvero sicuro? Leggi questa storia …


§

5864

“Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina a una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.
Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.
Il pescatore risponde: “Non ho impiegato molto tempo” e il turista: “Ma allora, perché non è stato di più, per pescarne di più?”
Il pescatore messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia.
Il turista chiese: “Ma come impiega il resto del suo tempo?”
E il pescatore: “Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie.
La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.”
Allorché il turista fece: “La interrompo subito, sono laureato ad Harvard e posso darle utili suggerimenti su come migliorare.
Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più, così logicamente pescherebbe più pesce.
Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa.
Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche.
Potrà permettersi un’intera flotta.
Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua.
In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York. Da lì potrà dirigere un’enorme impresa.”
Il pescatore lo interruppe: “Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?”
E il turista: “20, 25 anni forse.
Quindi il pescatore chiese: “E dopo?”
Turista: “Ah dopo, e qui viene il bello, quando i suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi.”
E il pescatore: “Miliardi? E poi?”

“E poi finalmente potrà ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita.”

§

Immagine, testo e titolo tratti da  Expanda

§

Ecco, appunto …
è una storiella ma descrive bene (in metafora) la realtà della vita dell’uomo contemporaneo.

§

Non dico niente, tanto è inutile. Anzi, lo voglio dire….


§

§

Non dico niente, tanto è inutile.
Anzi, lo voglio dire….

Brucia Notre Dame.

Brucia una cosa bellissima.
Una cosa di importanza storica e artistica enorme.
Una cosa che ha 10 secoli, creata da grandi artisti.
Una cosa simbolica dal valore inestimabile.

Ma pur sempre una “cosa”.

Negli ultimi 3 anni in Yemen sono morti 85mila bambini.
Uccisi, non morti per conto loro.

Ammettiamo che Notre Dame sia così importante da valere come la vita di 85mila bambini.
Ammettiamo che siano equivalenti, come danno, anche se difficilmente potrei immaginare questa equivalenza, e soprattutto credo difficilmente sarebbe accettata dai parenti e ancor meno dai genitori dei bambini stessi.
Faccio fatica a immaginarlo.

Ma se anche fosse, e il danno fosse paragonabile, dove sono state e dove sono le dirette TV ininterrotte sui bambini yemeniti ?
Dove sono per parità di trattamento le lettere e i messaggi di cordoglio da tutto il mondo, le offerte di aiuto ?
Dove sono le lacrime per i bambini yemeniti ?

Non ci sono state, non ci sono e non ci saranno.

Abbiamo creato un mondo sbagliato.

Mi spiace sia bruciata Notre Dame, che era una meraviglia, ma erano una meraviglia anche 85.000 bambini, ma non se li è filati nessuno.

Non erano bianchi, non erano ricchi, in Yemen non ci siamo stati e dello Yemen non abbiamo la calamita sul frigo.
Non erano i nostri.

Notre Dame, un po’ si.

Tutto qui.

Piangiamo quindi per un pezzetto dei nostri ricordi, e dei bambini altrui, in fondo in fondo, non ce ne frega niente.

Spero sia salvata e ricostruita Notre Dame, ma spero sia salvata e ricostruita anche l’Umanità, che stante ciò che ho appeno scritto, allo stato attuale delle cose, non c’è più.

Francesco Neri

§

Immagini reperite sul Web – testo tratto da FaceBook

§

When a blind man cries


§

Quello che udite è una cover di un famoso brano dei Deep Purple, ad opera di Richie Sambora (un chitarrista conosciuto soprattutto per essere stato nella rock band Bon Jovi dalla formazione del gruppo nel 1983 fino al 2014).

Quelle che vedete sono delle immagini che narrano una storia toccante.

Nel complesso un bel video …

§

§

Restare nella norma


§

5857

“Restare nella norma non indica necessariamente equilibrio.
La norma stessa può essere il prodotto di una civiltà squilibrata.
Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati a una società malata.
Siamo meschini, gelosi, vani, avidi, quello è ciò che creiamo attorno a noi, quello è la società in cui viviamo.
La sola rivoluzione che può cambiare il mondo è una rivoluzione nell’individuo, nelle sue attitudini e nella sua condotta rispetto alle sue relazioni, non soltanto con le altre persone, ma anche con le cose, con la natura e con le idee.
Solo l’individuo che non è intrappolato nella società può influire su di essa in modo fondamentale.”

(Jiddu Krishnamurti)

§

Immagine e testo tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

§

Gli uomini si dividono in tre categorie …


§

leggi qui l’articolo >>>  Gli uomini si dividono in tre categorie: Schiavi inconsapevoli, Schiavi consapevoli e Liberi. – La verità di Ninco Nanco

§

Percentualmente, alla prima categoria possiamo abbinare la quasi totalità degli uomini, alla seconda non più di un 5% ed alla terza … chissà …
di sicuro ci si sta avviando velocemente a raggiungere lo zero …

§