specchio delle mie brame …


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5383

“I media sono diventati lo specchio – e i creatori – dello stato disconnesso in cui si trova l’umanità.
Notizie, attualità, ma persino film e reality show servono a esacerbare la religione della polarità, riflettendola su di noi in tutte le sue forme: materialismo, odio, uccisioni, idolatria e separazione.
Quasi tutti i programmi televisivi, si tratti di saghe, melodrammi o telegiornali, creano dipendenza come qualsiasi droga.
Questo “pulpito” unidimensionale da cui i media ci fanno la predica – spesso nel centro del nostro salotto – è la fonte di molti dei nostri schemi comportamentali quotidiani.
Siamo stati indotti a credere che i notiziari e i programmi di attualità che guardiamo siano veri, imparziali, onesti.
Spesso le cose stanno tutt’altro che in questo modo.
Le notizie vengono selezionate da un gruppo ristretto di persone.
Chi la pensa diversamente rispetto a ciò che i proprietari dei media globali vogliono farci vedere e ascoltare, si ritrova senza una piattaforma da cui presentare la propria conoscenza e le proprie opinioni.
I governi si assicurano che soltanto i più potenti abbiano accessso ai nostri salotti, limitando la proprietà e il controllo dell’etere tramite la concessione di licenze finanziariamente ben oltre la portata della gente comune.
Il risultato è che i notiziari di tutti i Paesi sviluppati sono esattamente uguali, parola per parola, immagine per immagine.
Ma tutto questo è intenzionale; tale metodo garantisce che gli imperi delle multinazionali mediatiche, ormai di portata globale, diventino sempre più grandi e potenti e divorino tutti i concorrenti più piccoli che trovano sul loro cammino.
Quel gruppo ristretto di persone selezionate distorce efficacemente la democrazia plasmando l’opinione pubblica attraverso un inganno di enormi proporzioni.”

(Steven M. Jones)

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Cosa sarò dunque io ?


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In questi giorni l’argomento più gettonato sui media è quello dei migranti.
Ovviamente (a mio parere) è trattato con le solite e massicce dosi di demagogia, opportunismo (anche politico) e disinformazione.
Il ‘buonismo’ ha trovato ora anche la contrapposizione un nuovo termine che è ‘cattivismo’ di cui si comincia a sentir accennare, e non manca neppure la cara e vecchia ‘xenofobia’; il ‘razzismo’ poi volete che non sia tirato in ballo?
La cosa mi fa porre dei dubbi esistenziali, a quale categoria apparterrò io visto che non mi ‘ritrovo’ in nessuna di quelle categorie?
Allora vediamo di ricapitolare la mia visione della situazione, forse facendolo mi chiarirò le idee.

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Una premessa è d’obbligo: io ho un forte senso di empatia, nei confronti degli uomini (e di tutti gli altri esseri viventi); trovo che la creazione delle frontiere non sia stata in origine una ‘trovata’ positiva nè tantomeno l’affannosa secolare ricerca di rimarcare le differenze razziali e religiose;
io penso che l’unica razza di ‘homo sapiens’ esistente al mondo sia la razza umana;
e di sicuro non mi piacciono lo sfruttamento, la prevaricazione, l’egoismo etc etc.

Una ulteriore premessa fondamentale è rimarcare la differenza tra ‘rifugiati’ e ‘migranti (economici)’ … sui primi non si discute neppure.

Allora ricordiamolo che il continente africano è stato sfruttato, depauperato e saccheggiato dall’occidente (pseudo) civilizzato, nel corso dei secoli ed ancora tutt’oggi; ricordiamo che con le risorse che noi gli abbiamo sottratto, avrebbero potuto avere una situazione economica migliore di quella che ‘abbiamo consentito’ loro (di povertà pressochè assoluta); ricordiamo che i dittatori che abbiamo aiutato ad insediare (e magari poi rimosso) non hanno di certo favorito lo sviluppo della libertà e dei diritti; ricordiamo poi gli eccidi, la schiavitù, il colonialismo e, dulcis in fundo, le guerre spacciate per missioni di pace mentre son sempre state fatte per lo sfruttamento delle risorse.
C’è stato qualcuno che queste cose ha avuto il coraggio di dirle, ma essendo contrarie agli interessi dell’uomo bianco pochi mesi dopo è stato fatto fuori; vi devo ricordare di chi sto parlando?

Ma torniamo ai migranti.
E’ fuor di dubbio che su di loro c’è ben oltre che la creazione iniziale del loro stato di necessità (di cui ho appena accennato): c’è uno sfruttamento globale.
Sono trattati come schiavi, imprigionati, violentati per poi essere usati (almeno questa è la versione ufficiale, ma si dice anche che sono persone che hanno comunque i soldi per pagare il viaggio alle organizzazioni criminali).
Quindi effettivamente sono ogggetto di totale sfruttamento da parte di organizzazioni di ogni genere, non governative ma anche mafiose (ricordiamo oltre gli scafisti anche certe ‘cooperative’)
Le ONG poi non godono assolutamente della mia fiducia:
in primis perché sono sovvenzionate (con cifre spropositate) da gente senza scrupoli, dalla non specchiata reputazione e che sono normalmente dediti all’accumulo della ricchezza, poi perché il loro comportamento non è limpido, non rendono pubblici i loro bilanci, spengono i trasponder, non vogliono la presenza di magistrati a bordo, nicchiano spesso … si comportano cioè come ‘tassisti abusivi’.
Anche grazie a loro i migranti vengono utilizzati come arma destabilizzante delle economie (e non solo) nel vecchio continente, vengono spostati non con lo scopo di alzare i loro diritti ma per abbassare quelli degli altri (comunque la si pensi questo è il risultato tangibile e reale di quanto è successo ultimamente).
Mi fanno sorridere coloro che dicono che i migranti fanno dei lavori che gli europei non vogliono fare più perché non è poi così vero (vorrei proporre a costoro un qualsiasi, anche splendido, lavoro a 2€ all’ora e vedere se lo accettano); mi fanno arrabbiare invece quelli che dicono che i migranti ci pagano le pensioni perché sentirselo dire dopo aver versato 40 anni di contributi crea un certo malumore (ve lo garantisco).

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Un altro motivo per supporre quanto ho appena detto è dato dal fatto che vengono spostate grandi masse di persone ma quasi tutte di una certa fascia di età e forza fisica; nessuna traccia di tutti quei bambini (con le costole in bella vista e l’addome gonfio che tutti avremo avuto modo di vedere) che di sicuro avrebbero più urgenza di essere aiutati perché non credo che non ci siano più.
Ora non fate troppo caso alla scritta ma alla ‘differenza’ tra le immagini (che ho postato per chiarire il concetto)

Di africani da aiutare ce ne sono veramente tanti ed io vorrei che lo si facesse per davvero ma penso che la soluzione migliore sia farlo in Africa (anche perché tutti loro in Europa non ‘ci stanno fisicamente’) e per far capire il ‘modo’ migliore userò una metafora: io darei loro inizialmente del pesce ma soprattutto anche tante canne da pesca (con annesso manuale d’istruzioni) …
Qualcuno vorrà farmi notare che alcuni di loro compiono gesti violenti e prevaricatori e questo non mi piace ma preferisco lo stesso suddividere le persone non tra bianche o nere ma tra onesti e delinquenti (e questi ultimi vanno fermati, di qualunque colore siano).

Pensando a tutto ciò diventa difficile schierarsi da un solo lato della ‘barricata’, cioè trovarsi una collocazione.

Cosa sarò dunque io ?

No, nonostante il tentativo non ho chiarito molto, ne so quanto prima.

Ho solo rafforzato la mia idea (ormai radicata) che l’Uomo sia il più grande problema ed il più grande pericolo per l’Uomo …

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un termine che tutti ci impongono di etichettare come negativo


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5380

Una parola che il sistema ci impone di considerare pregna di tantissima negatività di ogni genere è ANARCHIA.
Ma ci siamo mai chiesti perché ?

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[Questo è uno scritto dell’antropologo David Graeber. Si intitola “Are You An Anarchist? The Answer May Surprise You!“. Tradotto e liberamente riadattato da  Mason Massy James]

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Sicuramente hai già sentito la parola anarchia, ma probabilmente quello che sai dell’anarchia è frutto di pregiudizio e superficialità.

Alla parola “anarchia” quelle più associate di solito sono violenza, caos, distruzione. Agli anarchici si pensa come a persone senza regole, disadattati, inaffidabili, egoisti, persone che vorrebbero vivere secondo la legge del più forte.
E se ti dicessi che questo è solo uno stereotipo creato e propagandato da chi trae vantaggio dal mostrare l’anarchia e gli anarchici in questo modo distorto?

In realtà l’anarchico è solo una persona che, fra altri, si basa su due principali assunti:
1. Il potere è malvagio, pericoloso, qualcosa che corrompe.
2. L’essere umano, nel giusto contesto, è ragionevole, empatico, sociale e soprattutto in grado di rapportarsi agli altri ed organizzarsi senza che nessuno gli imponga come farlo, quindi non ha alcun bisogno di delegare decisioni ad altri né quindi delegare il potere e la responsabilità delle scelte, comprendendo che l’unica strada per la pace e l’armonia è quella legata all’aggregazione volontaria degli individui che si assumono la responsabilità delle proprie azioni.

Messa così suona già molto diversamente, vero?
Ma si può dire di più: probabilmente la maggior parte di voi è già anarchica e non lo sa. La maggior parte di voi già crede nell’anarchia, sa che non è un’utopia e la pratica ogni giorno… solo che non se ne rende conto.

Facciamo questo test insieme:

DOMANDA 1.
Se c’è una fila per salire su un autobus affollato, anche se non c’è polizia attorno, aspetti il tuo turno e non ti fai strada a gomitate?

Se hai risposto “sì”, allora ti comporti abitualmente come un anarchico! Il principio anarchico fondamentale è infatti l’auto-organizzazione: la convinzione che gli esseri umani non hanno bisogno di essere minacciati con sanzioni per essere in grado di giungere a ragionevoli intese gli uni con gli altri, o per trattarsi a vicenda con dignità e rispetto.
Se stai pensando che gli strumenti di coercizione sono necessari perché temi che ALTRI non si comporterebbero come te, è lo stesso ragionamento, evidentemente sbagliato, che hanno gli altri verso di te: ci sarebbe un ovvio interesse comune a comportarsi in maniera ragionevole con dignità e rispetto, non c’è alcuna ragione perché ci si comporti diversamente. Come vedi è la società che crea barriere dove non esistono e ci fa credere di avere bisogno di essere controllati e poi, come un cane che si morde la coda, è proprio questo controllo, questa coercizione che crea le CONDIZIONI che poi fanno nascere disuguaglianze, diffidenza e tensioni cioè gli elementi per cui poi noi invochiamo forme di controllo e coercizione. Capisci il paradosso?

DOMANDA 2.
Pensi sia normale e fattibile fare parte di un club, di una società sportiva o di un’altra organizzazione volontaria in cui le decisioni non sono imposte da un leader ma prese sulla base del consenso generale?

Se hai risposto “sì”, allora sostieni l’idea di organizzazioni che funzionino sulla base di principi anarchici! Un altro fondamentale principio anarchico è infatti quello dell’associazione volontaria basata sul principio del consenso. Gli anarchici sono convinti che l’intera società dovrebbe basarsi su questi principi poiché la coercizione applicata attraverso istituzioni gerarchiche o militaresche, tipo gli eserciti, le burocrazie e le grandi imprese, basate sulla catena del comando non sono affatto indispensabili, anzi, sono deleterie.
Certo può sembrare un’utopia a molti, ma è quello che fate nella vita di tutti i giorni ogni volta che raggiungete un accordo volontario con qualcuno. E’ già la base della vita che vivete. Se si applicasse questo concetto all’intera società si avrebbe un insieme di individui che si relazionano volontariamente con altre persone ugualmente libere e, per questo, attente alla responsabilità verso gli altri che il loro agire comporta. Questa è l’unica condizione in cui ci può essere equilibrio e libertà senza alcuno sforzo perché è nella natura umana, viceversa quando a qualcuno viene dato un potere sulle altre persone e queste vivono nella coercizione e nella diffidenza, esse smettono di essere responsabili dando vita a comportamenti antisociali.

DOMANDA 3.
Credi che i politici siano per lo più persone avide ed egoiste, a cui in realtà non importa nulla del bene comune o, nel migliore dei casi, attori di uno spettacolo inutile anche quando in buona fede? Pensi che il sistema economico in cui viviamo sia stupido e ingiusto?

Se hai risposto “sì”, allora tu sottoscrivi -almeno nelle sue linee generali- la critica anarchica della società attuale. Gli anarchici sono convinti che il potere corrompa e che coloro che cercano potere sono proprio le ultime persone a cui bisognerebbe affidarlo. Gli anarchici pensano che il nostro attuale sistema premi i comportamenti egoisti, coloro che sono privi di scrupoli, e sanzioni o renda inutili i comportamenti positivi legati all’empatia, alla condivisione. Ecco perché, anche quando in buona fede, i politici finiscono per diventare fautori e sostenitori di quel sistema, anche involontariamente.
Probabilmente la maggior parte delle persone la pensa allo stesso modo. L’unica differenza con l’anarchico è che molti sono convinti che non ci sia niente da fare o che, se si facesse qualcosa, si finirebbe per produrre una situazione ancora peggiore di quella attuale.

Ma se ciò non fosse vero? Beh, anche tutte le previsioni catastrofiste sul cosa accadrebbe senza capitalismo e senza stati crollano semplicemente guardando alla storia e si rivelano ennesimi falsi stereotipi.
I popoli hanno vissuto senza governi per migliaia e migliaia di anni, molti più anni di quanti ne abbiano vissuti con gli stati e con il capitalismo. Anche oggi, in molte parti del mondo, esistono persone che vivono al di fuori del controllo dei governi, al di fuori di contesti economici e, sorpresa, non si ammazzano a vicenda. Prosperano. A meno che non siano messi a rischio dalla cosiddetta civiltà.
Semplicemente queste persone cercano di vivere le proprie vite come farebbe chiunque altro. Al contrario è la presenza dell’economia e degli stati che mette in pericolo la società proprio perché innesca meccanismi di competizione e deresponsabilizzazione.
Se solo ci sforzassimo di analizzare l’intera storia dell’essere umano al netto dei cliché propagandati da chi, da questo sistema, trae vantaggio, scopriremmo che l’idea che siano gli stati a darci sicurezza e l’economia a darci benessere è l’esatto opposto di quello che è sempre successo.
Anche se si può essere spaventati da un cambio di paradigma così forte, è solo l’illusione che questo sistema funzioni o che si possa migliorare che ci tiene legati in realtà all’unica cosa che invece sicuramente non funzionerà perché in antitesi alla natura umana. Gli anarchici credono che bisognerebbe combattere sia la paura che l’illusione e metterci insieme a lavorare su qualcosa che possa funzionare davvero.

DOMANDA 4.
Di solito ai bambini si ripetono frasi come “Non importa chi ha cominciato”, “Due cose sbagliate non ne fanno una giusta”, “Prima fai pulizia in casa tua”, “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”, “Non trattare male le persone solo perché sono diverse da te”.
Credi realmente che sia giusto insegnare queste cose ai bambini?

Se pensi sia giusto perché quelle frasi hanno un valore, allora dobbiamo chiederci se stiamo poi mentendo a noi stessi da adulti, perché quei semplici principi morali applicati alla società portano all’anarchismo.
Già solo le due frasi “Non importa chi ha cominciato” e “Due cose sbagliate non ne fanno una giusta” da sole spazzerebbero via la follia delle guerre e del sistema carcerario: due strumenti che non funzionano, non hanno mai funzionato né funzioneranno mai per lo scopo per cui esistono.
Perché insegniamo ai bambini a condividere ed essere buoni se poi creiamo un mondo competitivo e ci ripetiamo che l’essere umano è cattivo per natura? Mentiamo a i bambini? O mentiamo a noi stessi da adulti per proteggere un sistema che non abbiamo il coraggio di cambiare ma sappiamo essere sbagliato?
Qualcuno dirà: “Certo ma continueranno sempre ad esistere persone veramente competitive ed egoiste”. E questo è un buon motivo per creare un sistema che premia e incentiva quelle persone? Quei comportamenti? O forse, al contrario, serve un sistema che li renda ininfluenti perché la massa collabora e ottiene risultati senza conflitti?
Il conflitto e la paura servono solo agli interessi di coloro che detengono il potere.
Questo è il motivo per cui gli anarchici auspicano una società fondata non solo sulla libera associazione ma anche sull’aiuto reciproco o mutuo appoggio. Il fatto è che la maggior parte dei bambini cresce credendo nei principi anarchici e poi deve gradualmente rendersi conto che il mondo degli adulti in realtà non funziona in questo modo. Questo è il motivo per cui molti diventano adulti ribelli, alienati o rassegnati, frustrati e amareggiati.
Ma cosa succederebbe se cominciassimo seriamente a costruire un mondo fondato sui principi di equità, condivisione e giustizia con cui ipocritamente cresciamo i bambini?

DOMANDA 5.
Credi che gli esseri umani siano in realtà fondamentalmente corrotti e malvagi, che certe categorie di persone (le donne, la gente di colore, la gente comune che non è ricca o istruita) siano inferiori, e quindi devono essere obbligate ad essere governate da chi è migliore di loro?

Se hai risposto “sì”, allora è chiaro che, dopo tutto, tu non sei anarchico. Ma sei hai risposto “no”, allora è probabile che tu sottoscriva già il 90% dei principi anarchici e probabilmente stai già vivendo la tua vita in gran parte in accordo con questi principi.
Ogni volta che tratti un altro essere umano con cura e rispetto, tu sei anarchico.
Ogni volta che affronti le divergenze con gli altri cercando un compromesso ragionevole, ascoltando ciò che ciascuno ha da dire piuttosto che lasciando che una sola persona decida per tutti gli altri, tu sei anarchico.
Ogni volta che avresti la possibilità di costringere qualcuno a fare qualcosa e invece preferisci fare appello alla sua ragionevolezza e al suo senso di giustizia, cercando di fargli comprendere la situazione facendo leva sulla sua responsabilità, tu sei anarchico.
Lo stesso accade ogni volta che condividi qualcosa con un amico, oppure quando decidi chi dovrà lavare i piatti, questa volta, o fare qualsiasi altra cosa spiacevole o fastidiosa in base a un criterio di giustizia.

Ora tu potresti obiettare che questo è un metodo che va bene per far funzionare un piccolo gruppo di persone, ma che gestire una città, o una nazione è una faccenda del tutto differente. E naturalmente c’è del vero in quello che dici. Ma questo probabilmente deriva solo dal fatto che è molto complesso immaginare un sistema differente da quello in cui si è abituati a vivere e non mettere in discussione.
Attraverso la decentralizzazione della società e mettendo quanto più potere è possibile nelle mani di piccole comunità si inizierebbe un percorso virtuoso che porterebbe alla nascita di nuove realtà (e molte già stanno nascendo) riportando le cose verso un sistema equo e libero.

Certo non è una cosa semplice, ma pensi che questo sistema in cui viviamo lo sia? Non solo non è semplice ma è anche sbagliato, ingiusto, corrotto.
Probabilmente stai pensando a quanti meccanismi complessi esistano in questo sistema, magari alcuni positivi, e che sarebbe complicato rivedere secondo i principi di equità, giustizia e libertà ma il solo fatto che una cosa sia complicata non significa di per sé che sia impossibile. Significa solo che è complicata. E se una cosa è talmente complicata da rivedere secondo quei principi, forse quella cosa non è solo complicata, è anche sbagliata.
In effetti gli anarchici hanno elaborato ogni sorta di idee e visioni diverse su come potrebbe organizzarsi e gestirsi una società complessa. Spiegarli però andrebbe molto al di là dello scopo di un breve testo introduttivo come questo.
Il punto è che gli anarchici confidano nel fatto che tutti i problemi possono essere affrontati e risolti secondo i principi di equità, giustizia e libertà, gli unici principi che possono realizzare un sistema in cui le persone possono essere felici e vivere una vita degna di essere vissuta in cui nessuno domini più su nessun’altro, in cui guerre, oppressione e sfruttamento diventino solo brutti ricordi.

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Che dire ???

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con l’apologia costante del futuro ci stanno rubando il presente


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5379

La civiltà non ci ruba il futuro.

Ci impone uno stile di vita incentrato sulla gestione, sulla programmazione, sulla previsione.
Siamo talmente focalizzati sul futuro da non riuscire ad apprezzare quello che stiamo vivendo.
Futuro che quando arriverà dovrà essere in funzione di un futuro più lontano.

Questo modo di vivere ci ruba la possibilità di vivere ogni momento come unico ed irripetibile.

Ci ruba il presente.
Ci ruba il qui ed ora.

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Immagine e testo tratti da  Mosca Bianca

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qualche informazione in più sul perché abbiamo i ‘migranti’ …


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clicca qui > Sankara e Palme, due leader che avrebbero cambiato l’Africa e l’Europa: stop alla fame, all’ingiustizia e all’oligarchia – Politicamente Scorretto

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Qualche informazione fondamentale per comprendere perché oggi la situazione è quale la vediamo … niente è frutto del caso …

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gli scrupoli perduti


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5121

“[…]
E questo pensiero delle classi privilegiate di fortuna riguardo alle classi povere, diventò rapidamente pensiero d’ogni individuo verso ogni individuo.
Ciascun uomo prese cura dei propri diritti e del miglioramento della propria condizione senza cercare di provvedere all’altrui; e quando i propri diritti si trovarono in urto con quelli degli altri, fu guerra : guerra non di sangue, ma d’oro e d’insidie : guerra meno virile dell’altra, ma egualmente rovinosa : guerra accanita nella quale i forti schiacciano inesorabilmente i deboli o gl’inesperti.
In questa guerra continua, gli uomini si educarono all’egoismo, e all’avidità dei beni materiali esclusivamente.”

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Anno di pubblicazione dello scritto è il 1860 (ricordiamolo), oltre un secolo e mezzo fa.
Un pensiero basato sull’esperienza del passato e prodromo di quanto poi si sarebbe immancabilmente verificato in futuro;
a differenza della massa delle persone che si ostinano a “non rendersene conto” in quel pensiero era già presente la lucida visione della evoluzione della ‘guerra’ e delle armi: oggi si combattono ancora guerre nella maniera tradizionale in alcuni luoghi del mondo ma si combatte anche una guerra “ovunque”, una guerra in cui (sarebbe sotto gli occhi di tutti, ma troppi di questi occhi sono chiusi) le armi son diventate la finanza, i mercati, le agenzie di rating, le borse, il consumismo; oggi i generali sono le banche e le multinazionali; oggi il ‘comandante supremo’ è la globalizzazione.

5378

Ma in quanto alle vittime non è cambiato nulla.
Anche se le armi oggi son diverse, le vittime son rimaste quelle di sempre … la gente comune … intere nazioni.
La citazione di Jean-Paul Sartre descrive una verità tale da sempre ma che oggi lo è ancor di più; con l’aggravante che oggi i ricchi la guerra non la fanno più tra loro …
E per tornare all’attualità guardiamo ai migranti tenendo in considerazione quanto appena detto; ecco che allora si intuisce che essi sono prima sfruttati e poi utilizzati da alcuni come fonte di guadagno e da altri come un’arma (di destabilizzazione sociale ed economica): comunque sempre vittime rimangono.
Purtroppo la realtà attuale ci mostra che, non solo i migranti appunto, la quasi totalità dell’umanità è destinata ad essere vittima; una grande maggioranza è formata da coloro che sono già poveri ma la residuale minoranza è sempre più trascinata sulla via per diventarlo; tutto a vantaggio di un ristrettissimo numero di persone senza scrupoli.

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Impietosho (6)


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5333

“I valori costituiscono l’unica differenza tra l’uomo e gli animali. Nessun animale vive secondo dei valori; l’animale vive in modo cieco, senza rendersi conto di perchè stia vivendo. La sua energia vitale non è consapevole di se stessa.
Molti uomini vivono allo stesso modo: hanno solo le sembianze di uomini, ma in realtà non hanno ancora trasceso l’animale. Sono i valori a indicare che l’uomo ha trasceso l’animale.
Ma i valori possono essere di due tipi: possono essere imposti dall’esterno, “tu devi”, oppure avere origine nel tuo essere, “io voglio”.
Il primo tipo di valore non è altro che ipocrisia; è una tattica che serve a darti l’illusione di avere trasceso l’animale, mentre di fatto sei caduto più in basso dell’animale stesso. Gli animali per lo meno sono naturali; tu non sei nemmeno naturale. I tuoi valori distorcono la tua natura, stravolgono la tua semplicità, la tua innocenza… ma ti fanno credere, a torto, di essere un uomo.
I valori del secondo tipo sono valori autentici. Per scoprirli, devi evitare qualsiasi tipo di imposizione dall’esterno e lasciar posto al tuo essere interiore, alla sua voce delicata e impercettibile.
La fiducia nella voce interiore segna l’inizio dell’essere umano.”

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La Verità e la Menzogna


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La leggenda che segue l’ho trovata sul Web, l’immagine raffigura “La verità che esce dal pozzo”, un dipinto di Jean-Léon Gerôme . Pur essendo probabilmente una leggenda antica la morale finale è senza tempo … attualissima.

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5377

“La leggenda vuole che un giorno la verità e la menzogna si siano incrociate.

– Buongiorno. Disse la menzogna.
– Buongiorno. Rispose la verità.
– Bella giornata. Disse la menzogna.
Quindi la verità si sporse per vedere se era vero. Lo era.
– Bella giornata. Disse allora la verità.
– Il lago è ancora più bello. Rispose la menzogna.
La verità guardò verso il lago e vide che la menzogna diceva il vero e annuì.
La menzogna disse:
– L’acqua è ancora più bella. Nuotiamo.
La verità sfiorò l’acqua con le dita ed era davvero bella e si fidò della menzogna.

Entrambe si spogliarono e nuotarono tranquille.
Qualche tempo dopo la menzogna uscì, si vestì con gli abiti della verità e se ne andò.
La verità, incapace di vestire i panni della menzogna, cominciò a camminare senza vestiti e tutti erano inorriditi nel vederla così.

Questo è il modo in cui ancora oggi le persone preferiscono accettare la menzogna camuffata come verità e non la nuda verità. “

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Cambiamento climatico: un po’ come nel Tetris


facciamo una partita ???

😦

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Al di là delle cose scontate

Oggi condivido un breve video creato da Joss Fong per Ted in cui si rappresenta il problema del cambiamento climatico attraverso il famoso gioco dei pezzi ad incastro: il Tetris. Quali sono i blocchi con cui siamo costretti a “giocare”? Ma soprattutto, saremo abbastanza bravi da riuscire ad incastrarli prima che ci portino al “game over”?

Buona visione! (Sottotitoli disponibili in italiano)

Foto di copertina: veeterzy on Unsplash

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Impietosho (5)


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5333

“Nel mondo, è semplicemente la stupidità a generare tanta infelicità: siamo costretti ad adeguarci a determinati modelli, ma questi modelli non hanno alcun rispetto per gli individui.
Sono frutto della comprensione dell’individuo medio, ma la “media” è un concetto matematico che non ha nulla a che vedere con la vita.
Provate a dare a tutti un paio di scarpe di misura “media”: alcuni le porteranno in mano perchè sono troppo grandi, ad altri staranno talmente piccole che sembrerà loro di morire.
Chiunque si prenda la responsabilità di dominare le persone si comporta molto disumanamente, perchè degrada gli esseri umani, li priva della loro unicità, abolisce ogni differenza: obbliga tutti a mettersi le scarpe della stessa misura.
Nessuno riesce ad adattarsi. Tutti soffrono. Tutti i vostri principi di vita hanno questo effetto.
Se non conosci la tua fonte di energia vitale, finisci inevitabilmente per seguire le regole del guppo di persone tra le quali, per caso, ti sei trovato a vivere.
Non fai altro che seguire le masse, ti limiti a fare tutto ciò che le masse considerano giusto. E poichè ti adegui al loro concetto di virtù, vieni considerato un santo. E se vuoi diventare un grande santo, devi adeguarti completamente al loro concetto di virtù.
Le masse non permettono a nessun individuo di elevarsi; continueranno ad afferrarlo per le gambe e a riportarlo nella melma in cui loro stesse vivono.
Il loro ego si sente ferito se qualcuno diventa un individuo. Le masse rispettano coloro che sacrificano la propria individualità, li considerano santi. E tutti quei santi sono soltanto ombre, cadaveri… non fanno altro, se non corrispondere le aspettative delle masse.
Per mantenere la tua rispettabilità, fingi di credere in molte cose che tu stesso consideri inutili, stupide o addirittura pericolose.
Un po’ alla volta, appesantito dal fardello di tutti i comandamenti che ti vengono imposti dall’esterno, ti dimentichi completamente di avere il diritto di vivere la tua vita in armonia col tuo essere interiore.
Cominci a vivere una vita artefatta, una pseudo-vita, che non può soddisfarti, non può renderti felice, non può arrecarti gioia, nè verità; una vita che finirà per distruggerti, per farti sprecare una grande opportunità che l’esistenza ti ha offerto.
Forse nessuno vuole veramente cambiare. Per cambiare, occorre sforzarsi e l’uomo è uno scansafatiche.
Cambiare, significa avventurarsi nell’ignoto, e l’uomo è un codardo, che sceglie di rimanere nella dimensione da lui conosciuta. Può anche essere fonte di infelicità, ma per lo meno è conosciuta.
L’uomo non uscirà mai dai confini di ciò che conosce perchè, chissà? Ci si potrebbe perdere nell’ignoto.
C’è il rischio di non poter più tornare a casa, di non ritrovare più la stessa infelicità, la stessa moglie, lo stesso marito, le stesse angosce e gli stessi problemi.
Le masse sono talmente infelici che la loro vita non è altro che una morte lenta.
Chi le difende, non rende un servizio all’umanità. Le masse hanno bisogno di individui che le prendano a martellate in testa, per aiutarle a ragionare un poco, di individui che distruggano tutte le loro superstizioni, affinchè possano cominciare a cercare la verità.
Le masse vivono una vita insipida, tiepida, nè calda, nè fredda; una vita che non conosce eccessi.

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Queste parole sono durissime nei confronti dell’essere umano …
però leggendole e rileggendole qualche squarcio nelle nubi si palesa in tutta la sua luce, qualche barlume di verità affiora alla mente, qualche ipotesi diviene certezza e …
in qualche cosa ci si può anche riconoscere …

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dovremmo, e al più presto


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5375

“Dovrete insegnare ai Vostri bambini che la terra sotto i loro piedi è la cenere dei nostri nonni, che la terra è ricca delle vite della nostra razza.
Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri figli, che la terra è nostra madre.
Qualunque cosa succeda alla terra, accade ai figli della terra.
Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.”

(Sitting Bull – Hunkpapa – Lakota)

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Immagine e testo tratti da  La vita oltre lo specchio.

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Parole e riflessioni di un selvaggio ???

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