Umiltà e arroganza


§

5726

§

Umiltà e arroganza

Solo un essere superiore può sentirsi inferiore
E solo un essere inferiore può sentirsi superiore

(© Marisa Haltiner)

§

Immagine e testo tratti da
Il Portale Interiore

§

Annunci

Il Mondo si sveglia ? (no, purtroppo lo fa solo una piccolissima parte …)


§

“Il Mondo si sveglia”
Così si legge all’inizio del video …
ma, purtroppo, non credo sia realmente così.
Certamente è un bel video perché mostra un bel numero di persone che hanno finalmente un ‘risveglio’; che mostra la loro conseguente acquisita consapevolezza dell’amara, cruda, vile, malvagia (e mistificata) verità; persone che hanno un passato di “materiali esecutori” delle volontà dei mandanti che hanno creato il “sistema” che governa il mondo.
Ma il numero delle ‘altre’ persone … quelle che continuano imperterrite nel loro ‘sonno’ è ancora troppo più tremendamente grande …

§

§

È davvero questo il futuro che vogliamo ???


§

5725

Clonazione, chimere, spermatozoi in provetta, chip dermali, editing genetico, uteri artificiali, emulazione del cervello, crionica, sono sgusciati dalle distopie per divenire reali.
Semplicemente la maggior partte di noi non ne è consapevole.
Siamo cittadini di una zona grigia in cui realtà e finzione si fondono, in cui i deliri prometeici stanno riscrivendo la nostra società.
Per i transumanisti esiste una dicotomia tra la mente e il corpo: l’attività mentale è di fatto riducibile a dati informatici, scaricabili su altri supporti artificiali, che permettono di andare oltre la durata biologica della vita; in questa visione scientista la svalutazione del corpo porta alla progettazione di esoscheletri meccanizzati interscambiabili.
È davvero questo il futuro che vogliamo, oppure siamo stati gradualmente indottrinati da cinema, letteratura, media e TV a desiderare simili scenari dopo averli introiettati come “fantastici”?

Enrica Perucchietti

§

La paura è la fonte di tutte le false percezioni


§

5723

“In questo mondo vi è una quantità di cose apparentemente saldissime che anche un bambino potrebbe rovesciare; ma nessuno ha il coraggio di dare la spinta decisiva.
La preoccupazione per gli indumenti, il cibo, il denaro, il giudizio degli altri, il come e il perché, e soprattutto la paura delle conseguenze bloccano più o meno chiunque.
La paura è la fonte di tutte le false percezioni.”

(Aleister Crowley)

§

Immagine e testo tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

§

Il pregiudizio, la paura e il bisogno di un colpevole, che poi sei tu allo specchio


§

Hitler non ha inventato l’antisemitismo.
Salvini non ha inventato la xenofobia.
La Lorenzin non ha inventato il terrore della malattia né l’odio per gli “untori” e chi parla di “teoria del gender” non ha inventato il rifiuto mentale della confusione tra i generi sessuali.
Questi e mille altri pregiudizi esistono nella mente delle persone, delle masse, perché nella storia si sono verificate condizioni tali da diffonderli e perpetuarli: sono una – talvolta antipatica, talvolta folkloristica, talvolta atroce – risposta a precise forme di esperienza.

Per esempio.
Perché esiste l’antisemitismo?
I motivi sono facilmente identificabili: la popolazione ebraica ha una forte tendenza a preservare proprie ritualità specifiche, a raccomandare ai suoi membri di frequentare, sposare, collaborare professionalmente con altri ebrei.
A sua volta, queste caratteristiche non sono frutto di un capriccio ma conseguenza e risposta dello sradicamento di una popolazione da un territorio, e dunque tentativi di preservare una memoria culturale che altri gruppi sociali legano appunto al territorio in cui vivono.
Però queste scelte provocano diffidenza e sospetto nelle popolazioni presso cui si insediano, sviluppando un sentimento specifico di “rifiuto” dal corpo sociale, esattamente come avviene per gli zingari o altri gruppi sociali di minoranza quando vanno a collocarsi in un tessuto sociale senza perdere le proprie identità culturali.
Basti pensare ai cinesi e a come creano proprie “sottoculture locali” nelle città europee o statunitensi in cui migrano.

Qui devo aprire una parentesi a sé, per intenderci un poco su cosa sia un ”pregiudizio”.
Un “pregiudizio” non è né buono né cattivo, né giusto né sbagliato.
È soltanto un pre-giudizio, cioè una aspettativa associata a un dato elemento sulla base di precedente esperienza diretta o indiretta.
Capiamoci con un esempio: se una persona vestita di nero, con un passamontagna in faccia e un’arma in mano, si dirige verso di voi, ecco che molti avranno un pregiudizio negativo sulle sue intenzioni.
Ma nulla del suo comportamento giustifica un giudizio sulle sue intenzioni, per cui è un pre-giudizio: una aspettativa basata su una associazione con precedente esperienza diretta (siete stati rapinati da un tipo con passamontagna l’altro ieri) o indiretta (avete visto tanti film in cui uno col passamontagna fa del male a qualcun altro).

Ora, è interessante notare che se su quel passamontagna identificate lo stemma dei carabinieri, le vostre aspettative potrebbero variare totalmente, e se prima temevate cattive intenzioni, dopo attribuite invece ottime intenzioni.
Ma, di nuovo, si tratta di un pregiudizio: non sapete davvero che intenzioni abbia quella persona, le derivate voi da modelli mentali vostri.

Il punto essenziale da mettere a fuoco è che i pre-giudizi non sono di per sé positivi o negativi: possono salvarci la vita oppure condannarci a morte, farci fare scelte estremamente vantaggiose come disastrose.
Insomma: sono dei processi percettivi, non si può evitarli né bollarli come buoni o cattivi: si può solo esserne consapevoli e provare a gestirli oppure subirli e basta, ubbidirvi ciecamente come bestie, cioè quello che fanno quasi tutti gli esseri umani.

Potrei parlare per ore dei meccanismi mentali correlati ai pregiudizi, ma era una parentesi, e la chiudiamo qui.

Hitler non ha certo deciso queste dinamiche: ha semplicemente trovato un pregiudizio diffuso e importante nella popolazione tedesca, e lo ha sfruttato per indicare dei colpevoli, dei capri espiatori da odiare al popolo tedesco, confuso e reso disperato dal disastro seguito alla prima guerra mondiale.
Cosa ha fatto dunque Hitler?
Ha associato un pregiudizio fortemente presente in un dato gruppo sociale di massa con altri pregiudizi e con molte aspettative, e ha offerto tutto questo nella forma di propaganda antisemita, sulla cui base ha ottenuto il sostegno entusiastico e fanatico di una enorme fetta della popolazione tedesca.

Quel che i tedeschi non avevano molto chiaro quando hanno iniziato a sostenere il nazismo, però, era che quando Hitler parlava di togliere le protezioni della legge ai “nemici dello Stato”, di sospendere i diritti civili, non stava affatto parlando dei soli ebrei.
Stava parlando di sospendere i diritti di chiunque, inclusi quelli di chi lo sosteneva a gran voce.
Allo stesso modo in cui oggi chi sostiene l’obbligo vaccinale continua a bersi la favoletta che sia un modo per “aiutare bimbi immunodepressi” e “stare dalla parte della scienza” e non capisce che sta sostenendo il diritto di una qualsiasi autorità di violare il *suo* corpo contro la *sua* volontà.
Oggi si parla di vaccini, domani di qualsiasi altro trattamento, il confine resta solo uno: l’inviolabilità del corpo.
Sfondato quel confine, tutto diventa possibile.
I sostenitori del nazismo pensavano “ce l’hanno con gli ebrei e fanno bene”, i sostenitori dell’obbligo vaccinale pensano “ce l’hanno coi no-vax e fanno bene” – ma sono invece i diritti di tutti, anche i loro stessi diritti, che stanno stracciando: sono i loro stessi corpi che stanno offrendo a qualsiasi violazione d’autorità, contro la loro stessa volontà.
Tutto il resto è propaganda.

Questo è il genio di chi manipola i processi percettivi di massa: sfruttare dei pregiudizi già radicati nelle culture, come la paura del diverso, la paura della malattia, il bisogno di “colpevoli” anche del tutto immaginari, e condurre intere folle di persone a voler linciare questo nemico illusorio, spingerle ad odiare e costringere sul rogo dei “colpevoli” – senza che tali masse si accorgano che i “nemici”, quelli che stanno bruciando in effige, sono loro stessi.

Stefano Re    © 2018 per Dolce Vita Magazine

§

perseguire il progresso


§

5722

§

Immagine reperita sul Web

§

Ecco un fulgido esempio di grande capacità del “vedere” la realtà ‘prima’ che se ne manifestino gli effetti …
‘dopo’ è troppo facile, ne son capaci tutti …

eppure, nonostante ciò, nonostante che gli effetti devastanti siano sotto gli occhi di “tutti”, la maggioranza di loro non si ribella neppure più …

§

normali in maniera anormale


§

5721

“Le vere vittime che, a causa della malattia mentale, hanno perso ogni speranza, si possono trovare tra coloro che sembrano i più normali.
Molti di loro sono normali, poiché si sono talmente adattati al nostro modo di vivere, poiché la loro voce umana è stata messa a tacere molto presto durante la loro vita, così che perfino non lottano o soffrono o sviluppano i sintomi del neurotico.
Sono normali non nel senso assoluto della parola.
Sono normali solo in relazione a una società profondamente anormale.
L’adattamento perfetto a quella società anormale è la misura della loro malattia mentale.
I milioni di persone normali in maniera anormale, che vivono senza lamentele in una società a cui, se essi fossero stati interamente esseri umani, non si dovrebbero conformare.”

Aldous Huxley

§

il calendario nefasto


§

Secondo l’archeologo Henri Frankfort, il pensiero primitivo «non conosce il tempo come durata uniforme o come successione di momenti qualitativamente indifferenti».

5719

L’esistenza, fuori dal tempo, è un’esistenza calata in un continuo presente, hanno spiegato Gunnel ed Eliade: un presente libero dal passato e non soffocato dall’ossessione del futuro; un presente vissuto nell’immediatezza dei sensi, nell’attenzione dell’esserci costantemente e completamente; un presente ampio e illimitato capace di cogliere il fatto che ogni istante è prezioso e irripetibile. I primitivi, lo ha affermato splendidamente Withrow, non vivono nel tempo: «i primitivi vivono nell’adesso, come tutti noi quando ci divertiamo».
Per frantumare questa partecipazione diretta a una vita goduta nell’adesso, occorreva asservire la coscienza a una pretesa di temporalità; e per imporre una tale pretesa si doveva predisporre uno strumento che visualizzasse l’idea di un tempo seriale, replicabile, capace di tornare meccanicamente su se stesso:
occorreva il calendario.

Enrico Manicardi – Liberi dalla civiltà

§

Immagine e testo tratti da    Mosca Bianca

§

Bicchieri di sete, da “Adverbios de lugar” (2004), Juan Vicente Piqueras


nonsolobiancoenero

Se dubiti della tua sete, se non osi
farle domande o darle un nome,
se sai solo che cerchi dell’acqua
che la sazi e non trovi che pozzi,
e in questi echi che ti chiamano, bevi.

Se al bere la sete scompare
era solo sete. Continua a cercare.

Ma se quando la sazi cresce in te,
se non vuoi smettere di avere sete
ma continuare a bere giorno e notte
bicchieri di sete, non c’è dubbio:
puoi chiamarla amore, continuare a soffrire,
e sapere che non esiste chi ti guidi.

(Traduzione di Raffaella Marzano)

Vasos de sed

Sin dudas de tu sed, si no te atreves
a preguntarle o a ponerle un nombre,
si sólo sabes que buscas un agua
que la sacie y no hallas sino pozos,
y en ellos ecos que te llaman, bebe.

Si la sed al beber desaparece
es que era sólo sed. Sigue buscando.

Pero…

View original post 37 altre parole

il televisore è un contenitore …


§

5717

Il televisore è un contenitore pieno di prodotti.
Dentro ci sono detersivi, automobili, macchine fotografiche, cereali per la prima colazione e altri televisori.
Non sono i programmi a essere interrotti dalla pubblicità, ma è il contrario.
Un televisore è una forma di imballaggio elettronico.
Non è altro.
Senza i prodotti, non esiste nulla.
Il concetto di programma educativo è un’idiozia.

Don DeLillo

§

Immagine e testo tratti da
Ragione Critica

§

Il televisore è un contenitore pieno di prodotti.
Prodotti pessimi, ogni giorno peggiori …

§

Perché il consumismo è un vizio


§

5716

Perché il consumismo è un vizio?
Perché crea in noi una mentalità a tal punto nichilista da farci ritenere che solo adottando, in maniera metodica, e su ampia scala, il principio del consumo e della distruzione degli oggetti, possiamo garantirci identità, stato sociale, esercizio della libertà e benessere.

Umberto Galimberti

§

Immagine e testo tratti da
Ragione Critica

§

un (brutto) gioco a somma zero


§

5714

Se c’è una manifestazione che svela inequivocabilmente che quello del denaro è un gioco a somma zero questa è la speculazione finanziaria.

Perché se c’è qualcuno che guadagna alla Borsa di New York è matematico che in una diversa parte del mondo, non necessariamente in Borsa, c’è qualcun altro che sta perdendo.

Massimo Fini

§

§

Immagine e testo tratti da  Ragione Critica

§