Non so come definirlo … guardatelo e poi decidete voi


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Immunologa della Harvard University smaschera il grande inganno


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Leggi qui e poi valuta tu stesso/a se l’immunologa sia una scienziata oppure qualcosa di diverso … (e di conseguenza se quello che dice possa essere vero o falso)   >>>    Immunologa della Harvard University smaschera il grande inganno della vaccinazione – Autismo e Vaccini

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la realtà è …


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La realtà è solo quel che la mente definisce tale. Una elaborazione creata sulla base dei segnali che il cervello riceve tramite i cinque sensi. Eppure, solo una minima parte di questo universo che definiamo “reale” viene stabilito tramite percezione diretta – cioè basandosi su oggetti e fenomeni che osserviamo, ascoltiamo, annusiamo, assaggiamo o tocchiamo direttamente: quasi il 90% di ciò che riteniamo “reale” ci arriva tramite forme di comunicazione. Insomma, cosa sia “reale” ce lo racconta qualcun altro.

Ma come decidiamo a quali informazioni credere e a quali non credere? Perché riteniamo affidabile un individuo, un giornale, un programma televisivo o un sito di informazione – ed altri invece no?

Queste scelte avvengono a livello meta-comunicativo. Quel livello di cui quasi nessuno sa un cazzo, ma che decide tutto della nostra esistenza.

Ovviamente qualcuno ha studiato questi processi, queste regole, e ha elaborato procedure che li sfruttino per proprie finalità. Ecco cosa sono il marketing o la propaganda. Ecco come funzionano la religione e la seduzione.

Stefano Re

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Il testo è tratto da  Stefano Re

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A volte mi chiedo: come abbiamo fatto a …


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A volte mi chiedo:
come ha fatto la nostra generazione
a sopravvivere ai cibi
contenenti lattosio?
Come siamo potuti crescere
senza omogenizzati, integratori,
ormoni e multivitaminici?
Come siamo vissuti
senza Coca zero, Red Bull,
aperitivi e long drink,
se aspettavamo la domenica
per bere l’acqua gasata
con polverine disciolte?
Come abbiamo superato
gli inverni rigidi
col panino nella cartella,
senza le merendine, la nutella
e gli immunostimolanti?
Come ci siamo accontentati
della merenda del pomeriggio
fatta di pane, burro e zucchero,
senza ricorrere ai centrifugati
di frutta e verdura?
Come abbiamo superato
le sere d’estate
con una fetta di anguria per strada,
senza la baldoria degli happy hour?
Come abbiamo sopportato
la punizione di un professore,
e abbracciato incontrandolo
dopo tanti anni,
senza aggredirlo
con l’approvazione dei genitori?
Come abbiamo potuto
corteggiare la compagna di banco
senza epilazione sul petto,
e un fisico da bodybuilding?
Come abbiamo potuto
fare a meno del personal trainer,
avendo giocato solo a calcetto
sui terreni sterrati,
mentre il compagno più sfigato
faceva da arbitro?
Come siamo sopravvissuti
alle ginocchia sbucciate
e disinfettate con la sola saliva,
senza ricorrere ad antibiotici
antisettici e medicazioni?
Come siamo riusciti
ad incontrarci con la ragazza
se non esisteva il cellulare
e gli unici sms
erano un bigliettino nel diario
e un bacio rischiato?
Come accettava di uscire con noi,
se andavamo a prenderla a piedi
sapendo che volevamo
regalarle le ali?
Come abbiamo potuto
scrivere poesie
e comporre canzoni
senza l’uso del computer?
Come siamo riusciti
ad aspettare un tempo infinito
per dare il primo bacio,
se ora è l’ultimo ad arrivare
dopo un amplesso?
Eppure,
la nostra generazione
che non faceva l’alba,
ha saputo sognare.
Perché il cibo più sano
che l’ha nutrita,
era la speranza.

[Gianni Miniello]

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L’immagine ed il testo sono tratti da   Ilcontesenzaterra

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Chissà quale sarà la ‘vera’ specie “aliena ed invasiva” su questo pianeta …


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In tutto il mondo gli animali selvatici vengono rimossi dalle comunità umane e uccisi in massa.
Cosa fanno per meritare questa punizione?

All’inizio di gennaio, dei funzionari in Australia hanno annunciato l’intenzione di sparare e uccidere migliaia di cammelli.
Cosa hanno fatto per meritare questa punizione?
Cercavano acqua da bere e questa ricerca li ha portati nelle comunità umane.

L’anno scorso, i governi federali e statali statunitensi hanno speso decine di milioni di dollari in piani per “sradicare” bande di maiali selvatici.
Che cosa hanno fatto i maiali per meritare questa punizione?
Cercavano cibo da mangiare e questa ricerca, ancora una volta, li ha portati nelle comunità umane.

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Queste storie sono la punta dell’iceberg.
Mentre i dettagli variano, il tema generale è sempre lo stesso.
Quando gli interessi umani e non umani sembrano in conflitto, usiamo la violenza, spesso sotto forma di campagne di sterminio organizzate, per risolvere questi apparenti conflitti a nostro favore.
In molti casi, usiamo un linguaggio militaristico e catastrofico per giustificare questa violenza contro altri animali.
Invece di ritrarre i non umani come compagni che stanno semplicemente cercando di esistere, li ritraiamo come nemici invasori che stanno venendo a distruggere le nostre comunità.

L’idea di specie invasive è tanto politica quanto scientifica.
Il governo federale degli Stati Uniti, ad esempio, definisce le specie invasive come “una specie aliena la cui introduzione provoca o è probabile che provochi danni economici o ambientali o alla salute umana”.
Con questa definizione, la sola possibilità di danneggiare gli interessi economici è sufficiente per qualificare una specie non autoctona come invasiva.
Ecologi di spicco come Marc Bekoff notano che anche le credenze sugli impatti delle “specie invasive” sono cariche di valore, specialmente quando queste convinzioni influenzano le decisioni sulla vita o sulla morte di altri animali.

Quando usiamo la retorica delle specie invasive, potremmo anche non intendere, con il nostro linguaggio, contribuire alla violenza contro altri animali, ma lo facciamo.
Questa retorica crea distanza con gli altri animali, cancellandoli come individui che contano moralmente e cancellando la realtà che gli umani attaccano e uccidono i non umani molto più del contrario.
Questa retorica semplifica la razionalizzazione dell’uccisione di altri animali, piuttosto che la ricerca di modi per convivere pacificamente con loro.

Articolo completo:
https://sentientmedia.org/stop-treating-animals-as-invaders-for-simply-trying-to-exist/

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L’immagine ed il testo sono tratti da
Persi nella traduzione

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Già … chissà mai quale sarà …

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Como, Wi-Fi a scuola: 16enne (elettrosensibile) costretto a casa.


Notizie che fanno riflettere, che suggeriscono l’opportunità di usare sempre cautela quando si è tenuti a prendere delle decisioni.
Ovviamente cosa che non si fa mai!
Prima di stabilire se una scoperta oppure una invenzione sia veramente utile e positiva occorrerebbe tenere anche in considerazione i possibili effetti collaterali.
Ovviamente cosa che non si fa mai!

Dopotutto è una questione di priorità e si sa, ormai in questo mondo le priorità sono la (sbandierata e presunta) comodità ed il lucro; l’Uomo, i suoi diritti, la sua salute, passano in secondo piano (quando non è il terzo o il quarto).

Oasi Sana

di Maurizio Martucci

L’ennesima brutta storia all’italiana. Un ragazzo di 16 anni residente in Lombardia si ritrova la vita completamente stravolta dalla malattia dell’Era Elettromagnetica. I certificati medici parlano di fotofobia ed elettrosensibilità: per lui niente spazi pubblici, niente treni, niente autobus né pizzeria al sabato sera con gli amici. La presenza ubiquitaria di pervadenti campi elettromagnetici gli rende impossibile compiere anche le cose apparentemente più facili e normali per un giovane della sua età. Ma soprattutto da quattro mesi non mette più piede nella sua scuola del comasco, una classe di terza del Liceo Scientifico Carlo Porta di Erba, da quando un tira e molla con la dirigenza scolastica ingaggiato della tenace mamma (beffa del destino, insegnante) s’è concluso con il ritiro dell’alunno dell’aula, la sconfitta della paventata ideologia inclusiva così tanto sbandierata dai vertici della scuola pubblica. La scuola non è affatto per tutti: Wi-Fi, LIM…

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Frustrante dataroom


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Le scelte dei governi, qui auspicate, sono in realtà ed ormai da lungo tempo quelle sbagliate.

Come si può accettare che curare un malato sia più redditizio che mantenerlo sano (e chi vuol capire capisca cosa ciò ‘realmente’ significa in pratica …); è eticamente assurdo che la salute anziché un diritto inalienabile sia una enorme ed infinita fonte di lucro altrui.
Come si può accettare che gli unici ‘controllori’ siano gli stessi ‘controllati’ ? (altro che ‘indipendenza’, altro che ‘trasparenza’ …)
Come si può accettare che venga disatteso il fondamentale principio “Primum non nŏcēre” (il ‘primo’ che si insegna nelle facoltà di medicina)?
Come si può accettare che si disattenda continuamente al ragionevole e giudizioso “principio di precauzione”? Occorre studiare, studiare, studiare (lo dice il conduttore TV) ma, intanto, prima di sapere se una cosa sia o meno dannosa la si usa per anni.
Come si può accettare la totale disinformazione da parte dei media anche su argomenti di questa rilevanza ed importanza? (Ed anche in questo filmato ne compare un po’ …)

Eppure sono tutte cose, azioni, situazioni (e relative conseguenze) che, da anni, accettiamo senza discutere …

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Corri in soccorso degli altri con amore e giungerà anche la pace


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« Ho profonda gratitudine in questo momento.
Non mi sento superiore agli altri candidati o ad altri presenti in questa sala, perché tutti noi condividiamo lo stesso amore, nonché l’amore per i film e per il cinema. Questa forma di espressione mi ha dato la vita più straordinaria possibile e non saprei cosa sarei diventato senza.

Ma penso che il dono più grande che mi ha regalato, come a molte altre persone in questa sala, è l’opportunità di utilizzare la nostra voce per le persone che non hanno voce.
Ho riflettuto molto su alcune delle angoscianti questioni che affrontiamo a livello collettivo. A volte penso che sentiamo, o che ci siamo fatti sentire, che sosteniamo cause diverse, ma che hanno per me molti aspetti in comune. Penso che, sia che stiamo parlando di disuguaglianza di genere o di razzismo o LGBT, di diritti indigeni o di animali, stiamo parlando della lotta contro l’ingiustizia. Parliamo dei diritti, parliamo di lottare contro l’idea che una razza, una nazione o una specie sia dominante e abbia il diritto di dominarne un’altra impunemente.

Penso che siamo diventati veramente così lontani e disconnessi dalla natura, e ciò di cui molti di noi siamo colpevoli è una visione del mondo egocentrica – la convinzione di essere il centro dell’universo. Andiamo nel mondo naturale e lo deprediamo delle sue risorse. Ci sentiamo in diritto di inseminare artificialmente una mucca e quando lei partorisce, le rubiamo il piccolo, nonostante le sue grida di angoscia siano inconfondibili. Quindi, prendiamo il suo latte, che è destinato al suo vitello, e lo mettiamo nel nostro caffè e nei nostri cereali, e penso che temiamo l’idea di un cambiamento personale perché pensiamo che dobbiamo sacrificare qualcosa per rinunciare a qualcosa.

Ma gli esseri umani, quando danno il meglio, sono così inventivi, creativi e ingegnosi, e penso che quando usiamo l’amore e la compassione come principi guida, possiamo creare, sviluppare e implementare sistemi di cambiamento che siano vantaggiosi per tutti gli esseri senzienti e per l’ambiente.

Io ho fatto cose terribili nella mia vita. Sono stato egoista, cattivo e crudele a volte. Sono stato un collega difficile con cui lavorare.
Ma molte persone che sono in questa sala mi hanno dato una seconda possibilità. Ed è qui che diamo il meglio di noi come esseri umani.
Cioè quando ci sosteniamo l’uno con gli altri e non quando ci diamo contro quando abbiamo fatto degli errori, ma quando cerchiamo di crescere assieme. Quando ci guidiamo verso la redenzione ed è qui che viene il meglio dell’umanità.

Quando mio fratello aveva 17 anni, ha scritto queste parole: “Corri in soccorso degli altri con amore e giungerà anche la pace.” »

#JoaquinPhoenix, Discorso alla premiazione con l’Oscar come miglior attore

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***gresso … (quando un “pro” alla fine diventa un “re”)


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State allegri, grazie al “progresso”, potremo incontrare una versione sintetica dei nostri figli morti (magari morti a causa di uno degli “effetti collaterali” del “progresso”); alla faccia di una sana elaborazione del lutto e del successivo recupero dell’equilibrio mentale.
La situazione è gravissima, questi sono attacchi alla salute psicologica e mentale di tutta una società che, oltretutto, già non sta per niente bene.
La manipolazione fa leva sul dolore più grande, sul dolore insopportabile, sul dolore più “ingiusto” di tutti;
la manipolazione sta sfondando qualsiasi limite di etica e decenza morale, qualcuno se ne rende conto?
Qualcuno si rende conto di quanto è malato il mondo alienato e alienante che vogliono creare, e delle conseguenze psicologiche e mentali che produrrà?!
Psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, operatori del benessere, è tempo di insorgere, mettere dei paletti, far sentire la vostra voce e chiarire le idee alla gente così che possa difendersi da questa follia.

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Avete appena letto un testo tratto dalla pagina FB di   Utopia Razionale che si riferisce ad un articolo davvero inquietante e meritevole di attente riflessioni …

e che potete trovare cliccando >>>    Una mamma “incontra” la figlia morta grazie alla realtà virtuale. L’esperienza in un documentario – la Repubblica

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Propaganda virus


Media media media

Se facessimo un sondaggio chiedendo quali siano i maggiori problemi che affliggono l’umanità in quanti risponderebbero cambiamenti climatici, globalizzazione, inquinamento, guerre, capitalismo sfrenato, povertà?
E … in quanti risponderebbero … “i media”?

Il simplicissimus

corona-virus-withLa vicenda del coronavirus cinese dimostra che per la guerra batteriologica non c’è affatto bisogno di sofisticati laboratori segreti, ma basta avere in mano l’informazione e trasformare in peste una delle tante sindromi influenzali che percorrono il pianeta: basta dire che  ci sono 100 o 200 morti che subito scatta la sindrome del contagio e costringe il Paese nemico, quello dove è nato il focolaio, a eccezionali sforzi per circoscrivere la diffusione del virus con straordinari danni economici. Tanto l’uomo della strada non ha la minima idea che l’influenza “normale” fa centinaia di migliaia di morti ogni anno, quando va bene e quando non si diffonde un ceppo virale particolarmente aggressivo e che le stesse precauzioni cinesi dovrebbero essere prese ogni anno in ogni singolo Paese se si dovesse dare retta alla realtà delle cose e non alle rappresentazioni che nascondono o esaltano a volontà qualsiasi cosa formando il matrix…

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Noise


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Non so a chi di voi piaccia la musica definita “heavy metal”; io, in genere, non l’apprezzo particolarmente perché la trovo troppo “rumorosa”.
E guarda caso il titolo di questo brano appena uscito è proprio Noise, cioè “rumore” eppure il video l’ho guardato ed apprezzato tutto; magari non troppo dal punto di vista musicale ma per i possibili spunti di riflessione che vi ho trovato; testo ed immagini che mi hanno suscitato una riflessione sul “percorso” che l’essere umano ha ultimamente intrapreso, sui modelli, sulle priorità e sugli obiettivi.
Dopo il video vi allego una traduzione del testo (che ho trovato sul Web) la cui lettura aiuta la riflessione.
A voi lascio giudicare poi se questo video è una “opera” prodotta con intento di “denuncia” oppure di “proselitismo” …

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RUMORE
Brama la macchina
Venera lo schermo
Zooma per critica e miseria
Sanguina alcuni pixel

Fatti una foto
Posa per i morti
Fai un’esperienza quasi di vita
In una matrice di aria calda

Ora sei una star
Un vanesio avatar
Alimenta la bestia
Nella tua rumorosa terra dell’ego

Sei diventato
Strumento di uno strumento
Demoni digitali
Ti stanno dicendo
di stare zitto e ballare!

Colora una storia e le masse si riuniranno

Rumore
Da un mondo senza sole
Il tuo specchio è nero,
solo una copia si riflette
In uno schiavo del nuovo mondo
Rumore
Per evocare la voce umana
Cervello insonne, paranoico
Rumore infinito

Per favore amami
Vedi quanto sanguino
Per favore, resisti
Ho una tale empatia in me

Brusio, rumore, ronzio
Splendidamente insensibile
Toccando l’aria silenziosa
per avere un significato

Da una carcassa
Un triste ologramma
Perduto nel labirinto
Il vero e umano sentimento

Il tramonto è gratuito
Da questa divinità
La Terra ha una vera voce
Esci ed entra

Io seguirò

Colora una storia e le masse si riuniranno

Rumore
Da un mondo senza sole
Il tuo specchio è nero,
solo una copia si riflette
In uno schiavo del nuovo mondo
Rumore
Per evocare la voce umana
Cervello insonne, paranoico
Rumore infinito

Rifatevi gli occhi sullo specchio nero
Alimentate la bestia, unisciti alla riunione
Racconta una storia
Il banchetto delle paure si sta avvicinando

Oltre l’orizzonte umano
Qualcosa di terrificante dorme

Rumore
Da un mondo senza sole
Il tuo specchio è nero,
solo una copia si riflette
In uno schiavo del nuovo mondo
Rumore
Per evocare la voce umana
Cervello insonne, paranoico
Rumore infinito

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Testo originale :

NOISE
Crave the machine
Revere the screen
Zoom in for flak and misery
Bleed some pixels

Shoot yourself
Pose for the dead
Have a near-life experience
In a hot air matrix

Now you’re a star
Vain avatar
Feeding the beast
In your loud Egoland

You have become
Tool of a tool
Digital ghouls
Telling you to
Shut up and dance!

Color a yarn and the crowds will gather

Noise
From a sunless world
Your mirror is black,
only a copy stares back
At a slave of brave new world
Noise
To decoy the human voice
Brain insomniac, paranoiac
Endless noise

Please love me
See how I bleed
Please endure
I have such empathy in me

Hum, noise, hum
Beautifully numb
Tapping the quiet air
To have a meaning

By a carrion
Sad hologram
Lost in the maze
The real and human feel

Sunset is free
From this deity
The Earth has a real voice
Go out and get in

I will follow

Color a yarn and the crowds will gather

Noise
From a sunless world
Your mirror is black,
only a copy stares back
At a slave of brave new world
Noise
To decoy the human voice
Brain insomniac, paranoiac
Endless noise

Feast your eyes on the black mirror
Feed the beast, join the gathering
Tell a tale
Feast of fears is drawing nearer

Beyond the human horizon
Something terrifying sleeps

Noise
From a sunless world
Your mirror is black,
only a copy stares back
At a slave of brave new world
Noise
To decoy the human voice
Brain insomniac, paranoiac
Endless noise

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tra il dire ed il fare (fate quel che dico e non fate quel che faccio) …


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Nel leggere il commento finale di questo arguto articolo (a firma di Stefano Montanari) non ho potuto fare a meno di pensare a Jacques de Chabannes …

… per capirne il motivo non vi resta che leggerlo qui   >>>    Chiesa cattolica, discrepanze tra il dire e il fare | Imola Oggi

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Il Ricordo nel Tempo


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Il ricordo di una persona di buon cuore muore al massimo con tutti coloro che la ricordano. Mettiamo il caso dei nostri nonni: nostra nonna genera nostra mamma che genera noi, 2 generazioni e si perde tutto.
Le persone spietate invece solitamente godono di un posto privilegiato nella storia.
Con la faccenda del “per non dimenticare” chi perpetra crimini inenarrabili e mastodontici si ritaglia la sua immortalità facendo riecheggiare le sue nevrosi nel corso di secoli anche.
Di bocca in bocca le storie di uomini a volte divengono “Leggende” nel corso del tempo, un po’ come quando gli amici di mio cugino parlano del suo pesce pescato che da spigola diventa un tonno di 100 chili, per diventare a fine mese una balena antartica, in pratica.

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E così siamo funzionati per migliaia di anni: oralmente il sapere veniva custodito da bocca ad orecchio e viaggiava spedito nel tempo. Il mondo non era piccolo piccolo come oggi, in cui una scoperta farebbe il giro della Terra in nemmeno mezz’ora grazie alla rete web (l’hanno chiamata ragnatela … se molte scoperte rimangono appiccicate e se le pappa il ragno, facciamocela qualche domanda …).
In altri cicli ed “Ere passate”, il sapere archetipico, quello che custodiamo dentro di noi TUTTI, viaggiava in modo “ecosostenibile” diremmo ai giorni nostri. L’uomo era immerso nella creazione, la natura non era nemica ed il canale era aperto a meditazione e conoscenze ancestrali che ci si proiettavano “fisiologicamente” nel nostro sé.
Ma ancora tutto questo non sarebbe bastato a preservare il ricordo per le generazioni future.
Le civiltà che osservavano il cielo sapevano che per lasciare al proprio popolo il “benessere delle proprie scoperte” e garantire prosperità alla propria gente, serviva ben altro che la parola o la scrittura, specie se osservando gli astri, si fosse venuti a conoscenza dei cicli di creazione/distruzione, principio, fine ed inizio dei cicli stessi (maremoti apocalittici, terremoti globali, flare solari, sciame d’asteroidi, o “semplici” siccità e glaciazioni).
Fu così che si prese la natura stessa e la si rimodellò in strutture piramidali, affrescando ma soprattutto “scalpellando” le superfici interne ed esterne: per non dimenticare, diremmo oggi.

6114

Ed oggi?
Iper-informazione, iper-digitalizzazione, iper-data, iper-informazione, iper-velocità della civiltà stessa. File, programmi, continui aggiornamenti, morte e rinascita di nuovi programmi, più veloci, ancora più veloci, sempre tutto più semplice a patto che sia iper-tecnologico.
Anche ora mentre leggete stiamo producendo miliardi di dati tra foto, video o semplici file testuali come questo. Chi sta custodendo cotanto scempio? Quanto di questi nostri ricordi andrà avanti nei secoli? Quanto di questi device, cellulari, oramai divenuti “articolazioni, protuberanze virtuali nostre” , passerà incolume nel tempo?
NULLA.
Abbiamo relegato la nostra storia personale a 24 ore di una Storia da social.
Mentre in giro per il mondo esistono, sotto qualcosa come METRI di sedimenti e terra, Piramidi che ancora hanno la loro voce ed il loro racconto da narrarci anche dopo 30 mila anni. Foglie ritrovate durante gli scavi datate al carbonio-14 che pongono l’evoluzione umana fuori da qualsivoglia storiella preconfezionata della scimmietta africana curiosa …
La nostra Terra è antichissima, le tracce sono ovunque oramai, la verità è un processo entropico inarrestabile e come per tutti i cicli, arriverà in tutti i modi e forme, la sua piena emancipazione dal Potere.
IN SINTESI: Mentre noi siamo la società selfy compulsiva del dato inutile, esistono racconti sulla Terra disseminati ovunque, che ci raccontano migliaia di anni e che da migliaia di anni assolvono alla loro mansione nobile.
Ora ditemi cosa dovrebbe essere più “Tecnologico” fra uno scalpello ed un cellulare … sempre che di scalpello si tratti …
Saluti.

Davide Fiorella

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Le immagini ed il testo sono tratti da  Davide Fiorella

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