quando una immagine vale più di 1000 parole


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Immagine tratta da  Russia-Press Нажмите

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l’automazione del lavoro


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Spesso sento sollevare il problema dell’automazione del lavoro.

Da una parte c’è chi lancia allarmismi perché: “Le macchine ci ruberanno il lavoro”, “L’uomo che farà?!”, “Senza lavoro non c’è dignità!”, “Saremo tutti disoccupati!”, ecc.

Dall’altra si schierano quelli che tranquillizzano: “le macchine lavoreranno per noi rendendoci liberi”, “non dobbiamo temere l’automazione ma farla esplodere”, “tutto sarà più efficiente”, ecc.

Non vedo nessuno porsi davanti al fatto che, dovunque stia la verità fra i due schieramenti, se è palese che il mondo in cui viviamo può essere gestito da macchine, altrettanto evidente è che noi abbiamo creato un mondo di macchine, adatto alle macchine, per le macchine, non per l’uomo. Viviamo in un sistema che vuole efficienza, velocità, produzione, consumo, innovazione, programmazione, settorialità, dipendenza, catena di montaggio.
E come se tutto questo fosse normale, auspicabile e benevolo, ci occupiamo maldestramente di come gestire le sue conseguenze, di capire quale potrà essere il nostro ruolo nel mondo delle macchine e fingendo di non renderci conto che siamo e saremo solo il loro carburante.

Non vedo nessuno porsi davanti al fatto che questa vita non è più vita.

Mason Massy James (14 luglio 2016)

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Immagine e testo tratti da  Mosca Bianca

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un brindisi alla stampa indipendente


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John Swinton (1829-1901), redattore capo del New York Times, in un discorso tenuto nel 1880 durante un banchetto in suo onore presso l’American Press Association («Associazione della Stampa Americana») ebbe a dire:
«Che follia fare un brindisi alla stampa indipendente!
Ciascuno, qui presente questa sera, sa che la stampa indipendente non esiste.
Lo sapete voi e lo so io: non c’è nessuno fra voi che oserebbe pubblicare le sue vere opinioni, e, se lo facesse, lo sapete in anticipo che non verrebbero mai stampate.
Vengo pagato duecentocinquanta dollari alla settimana per tenere le mie vere opinioni al di fuori del giornale per cui lavoro.
Altri fra di noi ricevono la stessa somma per un lavoro simile.
Se autorizzassi la pubblicazione di un’opinione sincera in un numero qualunque del mio giornale, perderei il mio impiego in meno di ventiquattro ore […].
La funzione di un giornalista è di distruggere la verità, di mentire radicalmente, di pervertire, di avvilire, di strisciare ai piedi di Mammona e di vendersi egli stesso, di vendere il suo Paese e la sua gente per il proprio pane quotidiano o – ma la cosa non cambia – per il suo stipendio.
Voi questo lo sapete e io pure: che follia allora fare un brindisi alla stampa indipendente!
Noi siamo gli strumenti ed i vassalli di uomini ricchi che comandano da dietro le quinte.
Noi siamo i loro burattini; essi tirano i loro fili e noi balliamo.
Il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono di proprietà di questi uomini.
Noi siamo delle prostitute intellettuali».

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Che dire?
Possiamo considerarlo un parere pieno di fondamento visto che è di un ‘esperto’, di un ‘addetto ai lavori’?
La cosa triste (oltre alla mestizia derivante dalla veridicità di tali affermazioni) sta nell’incapacità delle masse di rendersene conto.
La cosa angosciante è pensare che sono trascorsi quasi 140 anni e la situazione è solamente peggiorata enormemente: son peggiorati i burattini ma purtroppo son molto peggiorati anche i burattinai;
e le masse?
Sempre immobili nella loro apatia …

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la bellezza della Natura


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Guarda gli alberi, guarda gli uccelli, guarda le nuvole, le stelle… e se hai occhi potrai vedere che l’esistenza intera è ricolma di gioia.
Ogni cosa è felicità pura.
Gli alberi sono felici senza alcun motivo; non diventeranno primi ministri o presidenti e non diventeranno ricchi, non hanno nemmeno un conto in banca!
Guarda i fiori.
È incredibile come siano felici i fiori, e senza alcuna ragione.

(Osho)

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Quanto più uno vive solo, sul fiume o in aperta campagna, tanto più si rende conto che non c’è nulla di più bello e più grande del compiere gli obblighi della propria vita quotidiana, semplicemente e naturalmente.
Dall’erba dei campi alle stelle del cielo, ogni cosa fa proprio questo; c’è tale pace profonda e tale immensa bellezza nella natura, proprio perché nulla cerca di trasgredire i suoi limiti.

(Tagore)

paesaggio innevato

L’uomo deve rendersi conto che occupa nel creato uno spazio infinitamente piccolo e che nessuna delle sue invenzioni estetiche può competere con un minerale, un insetto o un fiore.
Un uccello, uno scarabeo o una farfalla meritano la stessa fervida attenzione di un quadro di Tiziano o del Tintoretto, ma noi abbiamo dimenticato come guardare.

(Claude Lévi-Strauss)

rondini in volo

C’è un piacere nei boschi senza sentieri,
c’è un’estasi sulla spiaggia desolata,
c’è vita, laddove nessuno s’intromette,
accanto al mare profondo, e alla musica del suo sciabordare:
non è ch’io ami di meno l’uomo, ma la Natura di più.

(George Gordon Byron)

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Come i media corporativi ci rendono schiavi di un mondo di inganni (quarta ed ultima parte)


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Jonathan Cook
CounterPunch

(Tradotto dall’inglese per la
‘Ribellione’ da Sinfo Fernández)

la terza parte la trovi qui

Altrettanto umano

Per spiegare quello che voglio esprimere, lasciami un attimo di digressione e consideri il film allegorico di Matrix.
Neo, l’eroe interpretato da Keanu Reeves, inizia a rendersi conto che la realtà intorno a lui non è così solida come sembrava.
Le cose sono diventate strane, incoerenti, inesplicabili.

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Con l’aiuto di un mentore, Morpheus, viene mostrato la porta a una realtà completamente diversa.
Neo scopre che, in effetti, esiste in un mondo oscuro dominato da forme di vita generate da un computer che si nutre della sua coscienza e di quella del resto dell’umanità.
Fino a quel momento, aveva vissuto in un mondo onirico creato per domare lui e gli altri umani mentre sfruttava la sua energia.
Neo e una piccola banda che si sono liberati da questa falsa coscienza non possono fare affidamento sulla sconfitta diretta degli avversari. Devono fare la guerra attraverso Matrix, un mondo digitale in cui le forme di vita dei computer trionfano sempre.
Torniamo a noi Dall’altro lato della porta c’è la verità che gli umani sono tutti ugualmente umani.
Da questo punto di vista è possibile capire che un occidentale o israeliano privilegiato reagirebbe esattamente come un palestinese se dovesse sopportare le esperienze di vita a Gaza.

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Da questa posizione, è possibile capire che mio figlio potrebbe premere il grilletto, come fanno la maggior parte degli adolescenti israeliani, se tutta la sua vita fosse stata bombardata, come è con loro, con un lavaggio del cervello dai loro media, scuole e politici che descrivono i palestinesi come primitivi e violenti.
Dall’altro lato della porta, Vladimir Putin o Bashar al-Asad sembrano razionali, irrazionali e criminali come George W. Bush, Tony Blair, Barack Obama o Donald Trump.
In realtà, sembrano meno criminali, non perché sono umani migliori delle loro controparti occidentali, ma semplicemente perché godono di meno potere e affrontano maggiori costrizioni quando cercano di imporre la loro volontà.
La domanda non è chi è migliore.
Sono gli stessi umani.
È chi ha la più forza a disposizione – e la più grande volontà di usarlo – per perpetuare il proprio potere.

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In schiavitù al potere

La conclusione di tutto ciò è che il modo di cambiare le nostre società dipende meglio da un cambiamento nella nostra coscienza, per liberarci da false prospettive, per poter attraversare la porta.
Se rimaniamo in un mondo di illusioni o false gerarchie di virtù, ignari del ruolo del potere, continueremo a essere Neo che vivono nel suo mondo onirico.
E se solo avanziamo verso la soglia e daremo un’occhiata alle ombre dall’altra parte, saremo anche schiavi dell’inganno, proprio come Neo ha preso la sua battaglia contro Matrix, combattendo i fantasmi nella macchina come se fossero nemici di carne e sangue.

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Questo pericolo può essere visto anche nel caso di Israele-Palestina, dove gli orrori che Israele infligge ai palestinesi radicalizzano giustamente molti osservatori.
Ma non tutti passano attraverso la porta.
Rimangono sulla soglia indignati con Israele e gli israeliani e beatificano i palestinesi solo come vittime.
Alcuni riescono ancora a trovare false consolazioni, accettando questa volta cospirazioni preconcette che “gli ebrei” stanno tirando le leve che rendono possibili quelle atrocità e l’inazione occidentale.
Stare all’ingresso è brutto come rifiutarsi di camminare.
I miraggi sono tanto pericolosi quanto profondi è la falsa coscienza.

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Il nostro pianeta e il futuro dei nostri figli dipendono da noi che ci liberano vedendo i fantasmi della macchina per quello che sono realmente.
Dobbiamo iniziare a ricostruire le nostre società sulla base del fatto che condividiamo un’umanità comune. Che il resto degli umani non siano nostri nemici, solo quelli che desiderano schiavizzarci al loro potere.

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Jonathan Cook ha vinto il Martha Gellhorn Special Journalism Award. I suoi ultimi libri sono: Israele e lo scontro di civiltà: Iraq, Iran e il piano per il remake del Medio Oriente , (Pluto Press) e Disappearing Palestine: Israel Experiment in Human Despair (Zed Books). Il suo sito web è: http://www.jonathan-cook.net/ .

Fonte: https://www.counterpunch.org/…/how-the-corporate-media-ens…/

Questa traduzione può essere riprodotta liberamente purché rispetti la sua integrità e menzioni l’autore, il traduttore e Rebelión.org come fonte di esso.

… e così ho fatto, mentre le immagini le ho aggiunte io …
devo riconoscere che non è una traduzione perfetta dal punto di vista lessicale e a volte richiede uno sforzo per comprendere il significato originario della frase; complessivamente però è molto comprensibile il senso di tutto il pensiero elaborato (mirabilmente), comprensibile ed assolutamente veritiero …

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La grande illusione: cambiare la società con delle norme o delle riforme


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La grande illusione:
cambiare la società
con delle norme o delle riforme
1 Novembre 2013
Scritto da Fausto Carotenuto
( tratto da Coscienze in rete )

Semplicemente non funziona. La strada è un’altra.
Uno dei problemi della nostra cultura materialista è che pensa che, una volta analizzato superficialmente un fenomeno, e visti i sintomi prodotti da quel fenomeno, sia possibile “guarire” quella situazione intervenendo sul sintomo.
In medicina con una medicina che si occupa del sintomo.
In politica con una certa legge, in economia con un certo provvedimento, ecc…
In tutti i settori.
In realtà la causa delle malattie umane, fisiche, psichiche o sociali, non si può trovare nei sintomi che queste producono, ma nelle cause… ovviamente.
Guarire il sintomo non basta.. e per giunta ci illude di aver risolto un problema che è ancora lì.
Ma questo è talmente ovvio che la nostra cultura priva di senso fa grande fatica a capirlo.

E allora se andiamo da un medico materialista e inconsapevole lui, in base ad una superficiale analisi dei sintomi, cerca di toglierceli con una di quelle 100-200 medicine che gli sono state proposte dall’industria farmaceutica.
Altro spesso non sa fare. Né vuole fare.
Perché tantissimo è quello che non sa, e nulla gli è stato insegnato sulle vere cause spirituali e psichiche delle malattie. Che, per poter emergere, richiederebbero ben altre conoscenze e una grande, autentica, amorosa attenzione verso il paziente.
E allora con la medicinetta standardizzata che viene prescritta come la soluzione, il sintomo, se tutto va bene, sparisce a danno di un qualche altro organo, e la causa di quella malattia prima o poi si ripresenta nella stessa o in altra forma.

Lo stesso avviene per la politica.
Si prendono provvedimenti, si fanno leggi per indirizzare o usare o manipolare certi fenomeni negativi… come la corruzione, la malavita, la predazione finanziaria, ecc..
Ma anche se si cambiano i sistemi completamente, come ha tentato di fare il fascismo, il nazismo e il comunismo, o la bellissima nostra costituzione democratica, poi si vede che quelle riforme radicali non hanno prodotto altro che deformazioni, lutti e sangue.

Ora la panacea di moda è la “democrazia diretta”, mal presentata ma comunque offerta da Grillo e da altri come soluzione finale per la trasformazione positiva della società.
Oppure i grandi poteri ora presentano come indispensabile la creazione di un superstato di saggi, europei o mondiali, ai quali svendere le nostre libertà, in cambio di un preteso “buon” governo, anche se poco o nulla democratico.

Ecco, entrambe le proposte sono sbagliate, ma potrebbero anche essere giuste, a certe condizioni.
Vediamo quali.

ln effetti la causa profonda delle ruberie della classe politica, della corruzione, della malavita e della predazione finanziaria, risiede essenzialmente nel prevalere nell’umanità degli istinti predatori, dell’egoismo, di forme pensiero come quella che dice che il fine giustifica i mezzi, che vuole imporre il principio di autorità, ecc…
Se non si rimuovono questi problemi della psiche umana, qualsiasi riforma, qualsiasi legge, qualsiasi sistema, sarà sempre deformato e manipolato dalla somma degli animi umani, intenti a prendere per sé sottraendo agli altri, invece di distribuire armoniosamente ed equamente.

Solo una rivoluzione delle coscienze, che metta al primo posto il benessere comune, nostro e degli altri, che comprenda che predare fa male a se e agli altri e alla Terra con le sue creature, potrà porre le basi per cambiare veramente le cose.

E’ una illusione quella che cambiando le facce, o le leggi, o i sistemi, poi migliori veramente la società.
Perché dietro alla maggioranza di quelle facce, ci sono tuttora le stesse immaturità, la stessa non comprensione della vita e del ruolo di un pensiero colmo d’amore incondizionato.
Questo sì capace di trasformare in meglio la società

Quindi non serve una rivoluzione politica o economica senza una rivoluzione culturale e del cuore.

Nel passato, se abbiamo avuto diritti umani, abolizione della schiavitù e alcune altre libertà fondamentali, non è tanto perchè certe leggi ce le hanno imposte, ma perchè la coscienza umana ormai era maturata fino a volerle profondamente.
E quindi ha fatto in modo che certe norme si affacciassero a sancire gli effetti positivi della trasformazione delle coscienze.
Se fosse stato per le classi politiche o di potere, non avrebbero mai concesso nulla…

Una volta maturate le coscienze, o almeno una parte significativa delle coscienze, le varie norme o forme di governo o sistemi acquistano tutt’altra validità.
A quel punto potrebbe andare bene sia la democrazia diretta che un governo di pochi saggi… veri.
Perché a guidare sarebbero comunque coscienze mature, orientate al bene di tutti.

Allora quale è la priorità per noi se vogliamo migliorare veramente la società?
Coltivare la nostra coscienza e diffondere quanto è utile per la libera crescita di quante più coscienze è possibile.
Questa la priorità vera di qualsiasi azione politica, economica, sociale, terapeutica, ecc….

Non passare per questa strada, ascoltando demagoghi, illusi, furbacchioni o forze oscure che indicano altre direzioni e scorciatoie è una pura illusione.

E cosa significa far crescere una cultura della coscienza?
Significa trasformare ogni pensiero ed ogni azione indirizzandolo non verso se stessi o il proprio gruppetto-famiglia-tribù-nazione, ma verso il bene di tutti.
E cosa è il bene di tutti?
E’ il benessere fisico e soprattutto quello dell’anima, che quando è priva di condizionamenti interiori ed esterni è libera di riempirsi di ideali elevati, di comprensione, di gioia, di capacità creative positive… di Amore.

E come si fa a trovare la forza per diffondere questa cultura?
Si lascia scorrere l’Amore da se stessi a tutti gli altri esseri… incondizionatamente e consapevolmente nei modi più adatti ad ogni situazione..

Questo l’unico vero cambiamento positivo possibile!
Se abbiamo fretta di vedere risultati pratici nella società, diamoci da fare in questa direzione…
Tutte le altre sono giri in tondo che non cambiano nulla.

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la (colpevole) scomparsa dei ‘limiti’


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5447

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La globalizzazione è stata per il capitalismo una tappa decisiva sulla strada della scomparsa di ogni limite.
Infatti permette di investire e disinvestire dove si vuole e quando si vuole, in spregio degli uomini e della biosfera.”

SERGE LATOUCHE

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Immagine e testo tratti da  Utopia Razionale

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Business is business


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Della serie “non è tutto oro quello che luccica”

Chissà se tutti i VIP ‘rossomagliettati’ sono al corrente di queste ‘strane’ cifre …
ma le ONG non salvano vite per “SPIRITO UMANITARIO” ???

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Se qualcuno si chiede a chi mi riferisco con l’appellativo di ‘rossomagliettati’ ecco che vi posso rinfrescare la memoria … sono costoro … (basta cliccare qui); ma anche questi non scherzano … oh si?

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Giuseppe Di Vittorio


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Io non sono, non ho mai preteso, né pretendo di essere un uomo rappresentativo della cultura.
Io credo di essere rappresentativo di quegli strati profondi delle masse popolari più umili e più povere che aspirano alla cultura, che si sforzano di studiare e cercano di raggiungere quel grado del sapere che permetta loro non solo di assicurare la propria elevazione come persone singole, di sviluppare la propria personalità, ma di conquistarsi quella condizione che conferisce alle masse popolari un senso più elevato della propria funzione sociale, della propria dignità nazionale e umana.
La cultura non soltanto libera queste masse dai pregiudizi che derivano dall’ignoranza, dai limiti che questa pone all’orizzonte degli uomini: la cultura è anche uno strumento per andare avanti e far andare avanti, progredire e innalzare tutta la società nazionale.

Giuseppe Di Vittorio

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“La Cultura ci nutre solo se il Pianeta vive …”
questo potete leggere sulla pagina di questo blog; quindi figurarsi se ho bisogno di spendere molte altre parole per affermare che la cultura, il sapere e la capacità di analisi (che sono in antitesi all’ignoranza) siano o meno fondamentali.
Le parole di di Di Vittorio che avete appena lette sono molto belle e piene di buon senso; forse ci viene da giudicarle un po’ utopiche se, dopo averle lette, si volge lo sguardo al mondo per “ammirare” come è stato ridotto dall’Uomo (dopotutto sono pensieri datati).
Una ulteriore riflessione che vi propongo è la seguente:
Giuseppe Di Vittorio (1892 – 1957) è stato un sindacalista e politico morto da oltre 60 anni; sindacalista (pur se di origine non operaria ma contadina) fu fra i padri fondatori dell CGIL unitaria …
… vi va di metterlo a confronto con i politici ma soprattutto con i sindacalisti dei nostri ultimi anni?

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non sempre le cose uguali sono uguali …


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5444

« Non è sufficiente che le cose siano in sé eguali o simili perché siano considerate eguali dalla volontà.
Tutte le diverse modificazioni dell’uomo, le sue opinioni, i suoi pregiudizi, il temperamento, le abitudini e le circostanze, devono essere introdotte e considerate come una causa di elezione non meno degli oggetti tra i quali compiamo la scelta; e queste inclineranno o determineranno sempre le nostre volontà e renderanno preferibile la scelta che compiamo malgrado gli oggetti esterni siano così simili fra loro. »

Anthony Collins, “Ricerca filosofica sulla libertà umana”

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Immagine e testo tratti da    Gazzetta filosofica

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Impietosho (9)


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5333

“Il tuo ego dipende dall’opinione altrui.
Il tuo essere non dipende da nessuno; ecco perché l’uomo che fonda la sua vita sull’essere è sempre un ribelle, mentre l’uomo che radica la sua vita nell’ego scende a continui compromessi con la società.
L’ego ha bisogno del sostegno degli altri, ha bisogno degli altri come puntelli: maggiore è il numero di persone a cui piaci, più il tuo ego risplenderà e si raffinerà.
Il mondo non esiste per te.
A nessuno interessa il tuo ego, che tu esista o no, non fa differenza.
Sei solo un’onda. L’onda va e viene, l’oceano non se ne preoccupa.
Ma tu pensi di essere molto importante.
Coloro che vogliono dissolvere l’ego devono prima riconoscere questo fatto.
E se non riesci ad abbandonare il tuo egocentrismo, non riuscirai a vedere la realtà, perché qualunque cosa tu veda o percepisca, l’ego la distorce: cerca di manipolare tutto in funzione di se stesso, ma nulla esiste a suo vantaggio, perché la realtà non può sostenere qualcosa che sia falso.
Ricordalo.”

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La tua vera vita è l’eterno


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5442

“I pochi anni della tua vita sono solo un paio di secondi se paragonati alle ere passate prima che tu nascessi e al tempo senza fine che verrà quando tu avrai da molto lasciato questo mondo.
Questo non è il “tuo” corpo, la “tua” famiglia, la “tua” terra.
Tu qui sei solo un visitatore.
La tua patria è l’infinito.
La tua vera vita è l’eterno.”

(Paramahansa Yogananda)

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Immagine e testo tratti da   La vita oltre lo specchio.

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