Avvertimenti inascoltati


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3765

Max Weber (uno dei più eminenti sociologi dell’era moderna) ammoniva l’umanità sulla perdita di vista dell’etica, dichiarando che il rischio sarebbe stato di creare:
*Mono-specialisti senza intelligenza e gaudenti senza cuore*.

Profezia immancabilmente avveratasi direi …

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la TV


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3764

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“L’unica verità che conoscete è quella che ricevete alla TV.
Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV!
La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione.
La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri.
La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati.
E quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui.
Quindi ascoltatemi.
Ascoltatemi!
La televisione non è la verità!
La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio!
Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere, da noi non potrete ottenere mai la verità: vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna, vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire.
Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero, ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede… conoscete soltanto noi!
Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui, cominciate a credere che la TV è la realtà e che le vostre vite sono irreali.
Voi fate tutto quello che la TV vi dice: vi vestite come in TV, mangiate come in TV, tirate su bambini come in TV, persino pensate come in TV!
Questa è pazzia di massa, siete tutti matti!
In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni!
Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti!”

(Howard Beale – Quinto Potere)

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tratto da Realtà, inganno e manipolazione

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la Veracità


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In un bellissimo libro LEZIONI DI ETICA di Kant tra i tanti temi trattati, c’è un capitolo (molto lungo) che riguarda l’Etica.

ecco una piccola parte del capitolo
DAI DOVERI ETICI VERSO GLI ALTRI, DELLA VERACITA’

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3762

“Nei rapporti umani la cosa più importante è la comunicazione dei propri sentimenti, dove l’essenziale è che ciascuno sia veritiero a proposito di quello che pensa.
Senza questa condizione il consorzio umano perderebbe ogni valore.
Solo mediante la comunicazione di pensieri ciascuno può giudicare ciò che l’altro pensa e, quando questo afferma essere sua intenzione dire quanto pensa, anch’egli lo deve fare, altrimenti nessuna società tra gli uomini sarà possibile.
L’intimità della comunanza è soltanto una condizione ulteriore della società e il bugiardo la sopprime.
Il bugiardo intanto è oggetto di disprezzo (oggi, non più, anzi, … come esempio vedasi il bimbominkia & Co, ndr), in quanto la menzogna rende impossibile trarre vantaggio dal colloquio con gli altri.
L’uomo ha la tendenza ad essere riservato e a fingere. 
La riservatezza è ‘dissimulatio’, la finzione ‘simulatio’.
L’uomo è riservato riguardo alle proprie debolezze e mancanze, ma può anche fingere e cercare di apparire sotto false vesti.
L’inclinazione a essere riservati e a celare la propria intimità dipende dal fatto che la Provvidenza non ha voluto che fossimo intimamente accessibili agli altri, perché siamo pieni di difetti.
Essendo caratterizzati da qualità e da desideri riprovevoli noi appariremmo agli altri sotto il profilo della follia e dell’odiosità; potrebbe inoltre capitare agli uomini di abituarsi ad avere cattive qualità, vedendole presenti in tutti gli altri.
Così noi disponiamo la nostra condotta in modo da celare le nostre mancanze, come anche da assumere un’apparenza diversa, in base alla capacità di sembrare altri da quelli che siamo.
Di conseguenza, sotto gli occhi altrui, delle proprie mancanze e debolezze, null’altro cade che un’apparenza di sanità e di qui non ci avvezziamo a quelle disposizioni che producono la condotta buona.
Perciò nessun uomo è sincero nel vero senso della parola.
[…]
Se tutti gli uomini fossero buoni, non avrebbero motivo di essere riservati; ma poiché non lo siamo, dobbiamo chiudere i nostri scuri.
In ogni casa v’è un luogo particolare per le immondezze; del pari noi non spingiamo nessuno a entrare nella stanza a letto, dove vi sono i pitali etc., per quanto sappiamo benissimo che gli altri hanno di simili cose come noi: ne potrebbero nascere abitudini, che distruggerebbero il nostro gusto.
Allo stesso modo, noi nascondiamo i nostri difetti, assumendo altre apparenze e, per quanto diffidenti, affettiamo della cortesia; solo per questa strada ci avvezziamo ad essere cortesi, dando un apparente buon esempio e diventando alla fine intimamente affidabili.
Se non fosse così, ognuno si trascurerebbe, non trovando nessuno migliore di lui,
E’ dunque lo sforzo di assumere un’apparenza che ci trasforma realmente in un certo modo.
Se gli uomini fossero tutti buoni potrebbero essere sinceri, ma nelle loro attuali condizioni ciò non è possibile. La riservatezza consiste nel non manifestare i propri sentimenti.
Questo può essere ottenuto anzitutto tacendo.
Tacere, però, è il modo più semplice per essere riservati e implica l’abolizione del consorzio sociale: gli uomini silenziosi sono non soltanto superflui, ma destano anche sospetto, inducendo ciascuno a stare in guardia.
Perché, se qualcuno domanderà loro che ne pensano di qualcosa ed essi rispondessero di voler tacere, ciò equivarrà ad adottare un giudizio sfavorevole, perché altrimenti avrebbero espresso un giudizio positivo.
Poiché il silenzio tradisce sempre, la riservatezza cessa allora dall’essere un comportamento prudente.
Tuttavia si può essere riservati per ragioni di prudenza, senza per questo chiudersi nel silenzio.
In ogni forma di riservatezza che sia dettata dalla prudenza, ma non coincidente con il silenzio, occorre ponderazione, parlando e giudicando di tutto, tranne di ciò su cui si vuol essere riservati.
Discrezione e riservatezza sono due cose completamente diverse”.

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Testo impegnativo ma importante.

Secondo Kant la ‘Verità’ è una componente essenziale del vivere comune; direi che anche a prima vista ci possiamo rendere conto che ormai questa condizione non è più parte del nostro mondo; mondo che è corroso da una sequela di difetti che sono l’opposto della verità ed intendo fra questi anche annoverare la mancanza di onestà, di onestà intellettuale, di etica.
Bella la frase “Se tutti gli uomini fossero buoni, non avrebbero motivo di essere riservati; ma poiché non lo siamo, dobbiamo chiudere i nostri scuri.”
Racchiude in se e descrive tutta la natura umana fatta anche di debolezze e difetti che tendiamo sempre a nascondere agli altri; essere consapevoli però dei propri difetti è una ‘dote’ che ormai pochi hanno conservato.
“Se gli uomini fossero tutti buoni potrebbero essere sinceri, ma nelle loro attuali condizioni ciò non è possibile.” Tutta qui sta la questione e a quanto pare le cose stavano già così qualche secolo fa.
Il silenzio (fonte di meditazione e buoni pensieri) siamo riusciti a farlo diventare un grave difetto; di converso vediamo oggi quanti abusano dell’opposto blaterando senza sosta e senza ritegno le peggiori stupidità, con la loro insulsa voce amplificata dai mezzi di comunicazione.
Quindi?
Fine della società partecipativa, cioè comunitaria; ci si ritrova, nostro malgrado, ad essere eterodiretti da un manipolo di evanescenti personaggi che non hanno un minimo, dico un minimo, di spessore umano, totalmente sprovvisti, come sono, di etica, morale, deontologia e coscienza, e dunque: tutto chiacchiere e distintivo !
Una domanda ricorrente è: come fa, gran parte della gente, a non vedere e non capire quello che sta succedendo.
Essendo la ‘realtà’ sotto gli occhi di tutti, qual è il discrimine mentale che fa apparire lecito, o normale, quello che lecito o normale non è.
Cosa succede nelle menti delle persone?
Niente?
Risposte automatiche, come i cani di Pavlov?
Difficoltà di elaborare per evidenti limiti culturali, intellettuali, morali?
Paura di scontrarsi con la realtà nuda e cruda, obbligati poi a prendere provvedimenti?
Non ho, evidentemente, la risposta, ho però una certezza: se il ‘popolo’ nella sua grande maggioranza, non pensa, non agisce, non fa nulla per migliorare la vita sociale, non ci sarà futuro per il nostro Paese che andrà spegnendosi come una candela che consuma la sua cera e il suo stoppino, fino a ritrovarsi moccolo …
l’alternativa è svendere tutto, sperando che i nuovi ‘padroni, e non più padrini’ sappiano amministrare meglio il paese e ‘obblighino’ i cittadini a dismettere le pratiche in uso oggi (esempio il familismo amorale, o il leccacuclismo) per ritornare ad essere responsabili per se stessi e solidali con gli altri.

Utopia ???

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