I bambini hanno bisogno di più natura e meno tecnologia


Le cose che il bambino ama rimangono nel regno del cuore fino alla vecchiaia. La cosa più bella della vita è che la nostra anima rimanga ad aleggiare nei luoghi dove una volta giocavamo.
Khalil Gibran

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Sono assolutamente della stessa opinione …        🙂

I soldi fanno la felicità ???


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tratto da
PICCOLA BUSSOLA ETICA PER IL MONDO CHE VIENE
di Fernando Savater.

I SOLDI FANNO LA FELICITA’ ?

“In realtà bisognerebbe ridefinire il concetto di ricchezza.
Oggigiorno abbiamo sviluppato una concezione della ricchezza legata esclusivamente al denaro.
E il denaro, come diceva Schopenhauer, promette una felicità astratta, una felicità che dura finché i soldi ce li hai in tasca.
Sei felice perché pensi a cosa potranno diventare: una bottiglia di buon vino, una cena, l’enciclopedia Britannica, tutto ciò che vuoi.
Il problema è come rendere concreta questa felicità astratta, perché a un certo punto troverai sempre un limite, un ostacolo che ti causerà più mal di pancia che soddisfazioni.
Forse dovremmo abituarci a forme di felicità più legate alla nostra dimensione sociale.
Ad esempio, una madre che si prende cura del figlio sta vivendo un’esperienza di concreta e appagante allegria.
Lo stesso succede a noi quando trascorriamo una serata in compagnia di persone con cui ci troviamo a nostro agio, ridiamo e scherziamo.
Inoltre, se per essere felici bastasse avere venti milioni di euro in banca, ormai lo sapremmo da tempo.

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Invece tutto quello che sappiamo è che le cose non stanno affatto così, che l’allegria viene dalle cose concrete, non da quelle astratte.
Non voglio fare demagogia: è ovvio che senza quattrini la vita può risultare un affare terribilmente complicato.
Tuttavia abbiamo a disposizione infiniti piaceri che non dipendono da quanti soldi abbiamo sul conto corrente, ma da circostanze casuali, da cose che ci siamo saputi meritare, da conquiste affettive e intellettuali che migliorano la nostra esistenza.
Spesso mi viene da pensare che la differenza essenziale tra una persona colta e una incolta è che quella incolta ha bisogno di molti più quattrini per divertirsi.
Ce ne accorgiamo in vacanza: i turisti meno colti, i turisti che sanno poco o nulla, spendono di più, come quegli Stati che devono importare tutte le materie prime perché non producono nulla.
Invece le persone colte sanno trarre piacere da una passeggiata, una conversazione, un museo, un ricordo, sanno insomma fabbricarsi da sé i momenti di allegria;
e se li fabbricano praticamente gratis…”.

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Tutto giusto (ovviamente), tuttavia il ‘sistema’ (a qualsiasi livello) non educa di certo a tali ‘riflessioni’.
Ti identifica esclusivamente come ‘consumatore’ e dunque, assiomaticamente, meno sai e più spendi, e questa non è una considerazione, è un obiettivo;
oltretutto consumatore per lo più di cose che sono inutili per una crescita personale, ma che arricchiscono imprese che hanno costruito un impero sul ‘fatuo’ o sul ‘vacuo’.
E se si continua a credere che con ‘l’ignoranza’ (nel senso letterale) si possa costruire una società migliore si prosegue imperterriti sul sentiero che porta al dirupo …

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Siamo alla leg-gen-da …


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E qui siamo alla leggenda.
Una delle pagine più esilaranti nella storia dell’uomo, da sempre, è “Matteo Renzi News”, che sin dal nome tradisce la sua filiazione col genere fantascientifico.
Negli ultimi giorni tale pagina, popolata ovviamente perlopiù da fini intellettuali e statisti imberbi, si inventa cose straordinarie.
Per esempio Renzi associato a Totti (“Due grandi capitani”).
Oppure la Raggi accusata di ogni cosa, compreso il ritiro stesso di Totti – la Raggi è rea anche di non opporsi al bieco scorrere del tempo, evidentemente – e pure lo sciopero dei minatori finnici su Urano.
Qualcuno si chiede: “Chi c’è dietro tutto questo?”.
I renziani si dissociano, dicendo: “Boh sarà un fan qualsiasi”. (Sì, e io sono The Edge).
Lorenzo Borga, giornalista del Foglio e della Voce.info, fa una ricerca e intuisce che dietro “Matteo Renzi News” (o se preferite “Tifiamo per questo bischerino, sperando che qualcuno ci venga dietro”) ci sia Alessio De Giorgi.

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Chi è?
Uno dei tanti membri-satellite del giglio magico.
Un Nicodemo debole (scusate la ridondanza), un Anzaldi che non ce l’ha fatta.
“Fondatore di Gay.it, da tempo residente in Toscana e assunto da Renzi per aiutarlo (sic) con le sue pagine social ai tempi del referendum costituzionale” (cito Giornalettismo).
De Giorgi, che ovviamente è una lince come tutti i renziani che circondano la faina guizzante di Rignano, smentisce.
Borga rilancia: No no, sei tu.

E qui De Giorgi si tinge di leggenda: risponde che non è vero, ma lo fa dimenticandosi di “s-loggarsi” (?) dalla pagina “Matteo Renzi News” di cui è amministratore.

E quindi, nel commento in cui dice di non entrarci nulla con “Matteo Renzi News”, si firma “Matteo Renzi News”.

Siamo alla leg-gen-da.

E’ torcida inesausta e francamente immarcescibile.
(L’Italia è anche in mano a gente così. Buona catastrofe)

Andrea Scanzi

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Mi può fornire qualche prova a supporto ?

ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

ah … il ‘fenomeno’, nella foto, è quello a destra      😉

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Occidentali’s arma


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Tratto dalla prefazione di un libro/dialogo fra Andre Vltchek (reporter di guerra russo/americano) e Noam Chomsky che si intitola TERRORISMO OCCIDENTALE, un punto di vista obiettivo su quanto accadeva, accade e, quasi sicuramente, accadrà nel mondo, ma che ci viene raccontato con evidenti mistificazioni, tali da farci vedere una realtà con lenti deformate.
Il gran fumo nasconde la visione del minuscolo ‘arrostino’ bruciato ed immangiabile … o forse è una ‘frittata’ (più adatta ad essere ‘rigirata’ 😉 )

Per principio non mi piace farlo ma devo ricordare che … ve lo avevo più volte detto …

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“L’uomo con cui ho avuto questa conversazione sulla situazione mondiale potrebbe essere definito ‘il più grande intellettuale del ventesimo secolo’, o ‘la persona più citata dell’epoca contemporanea’, o ancora un fiero avversario dell’ingiustizia e delle violenze inflitte a miliardi di uomini, donne e bambini indifesi in tutto il mondo ?
Ovviamente sì, ma lui non gradirebbe parole tronfie e lodi altisonanti.
Per me Noam Chomsky è uno che ama le rose, che apprezza il buon vino e che sa parlare con calore e tenerezza del passato, delle persone che ha incontrato lungo il suo cammino in tanti angoli del pianeta; uno che sa quali domande fare e che sa ascoltare le risposte; un uomo gentile, un uomo che si preoccupa per gli altri.

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Nell’ufficio di Noam, al MIT, è appesa una famosa foto di Bertrand Russell con una sua citazione: *Tre passioni semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d’amore, la ricerca della conoscenza e una struggente compassione per le sofferenze dell’umanità*.
[…]
Fin dai primi istanti passati con lui, ho percepito simpatia e cameratismo; mi sono sentito a mio agio, come se la differenza di età non esistesse, come se stessi incontrando un vecchio amico, non uno dei più grandi pensatori contemporanei.
[…]
Noam e io ci siamo raccontati molte cose, non solo legate al lavoro, per me lui è come un familiare, la figura paterna di cui sentivo tanto la mancanza.
Ma è anche un esempio di coraggio, di intelligenza, e di integrità morale.
Mentre Noam continuava a viaggiare senza sosta, visitando luoghi e persone che avevano bisogno della sua attenzione e del suo sostegno, a un certo punto decisi di tornare a lavorare nelle zone di guerra, nelle aree di conflitto dove da decenni, da secoli si consumava ininterrottamente lo sterminio di milioni di esseri umani.
La gente moriva (e muore) in nome della democrazia, della libertà e di altre parole altisonanti: ma pur sempre di massacri si tratta.
Ho testimoniato, con articoli, documentari e foto, tanti di quegli orrori e di quelle vite spezzate; vicende non di rado troppo dure e dolorose da narrare.
Ma sentivo di doverlo fare, per conoscere, per capire, per dare voce a tutti quei ‘luoghi ai margini’.

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Testimonianze che è sempre più raro trovare in questa nostra epoca.
La stragrande maggioranza di questi eventi, che causano la sofferenza di innumerevoli esseri umani in tutto il mondo era e è provocata dall’avidità e dalla sete di dominio ascrivibili quasi esclusivamente al ‘vecchio continente’ e alla sua potente e spietata progenie sulla sponda opposta dell’Atlantico.
Si possono attribuire diverse etichette alla causa (colonialismo, neocolonialismo, imperialismo o avidità delle multinazionali), ma il nome in fondo conta poco, perché è solo sofferenza quella che produce.
Ho sempre nutrito profondo rispetto e ammirazione per il lavoro di Noam, ma non ho mai voluto replicare ciò che faceva lui.
Ho sempre provato, invece, a integrare la sua opera.
Mentre lui era impegnato sul fronte intellettuale e su quello della militanza, io cercavo di acquisire quante più prove possibili dalle zone di guerra, dalla ‘scena del crimine’, prove verbali e visive.
[…]
Dopo aver testimoniato e analizzato tanti atroci conflitti, invasioni e guerre, mi sono convinto che quasi tutti sono stati architettati o innescati dagli interessi geopolitici ed economici dell’Occidente.
Per di più ‘l’informazione’ su quelle sanguinose vicende e sul destino di tanti esseri umani, sterminati e sacrificati senza troppe remore dagli imperi ‘coloniali’, è ridicolmente esigua e manipolata.

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L’espressione ‘non persone’, coniata da George Orwell, definisce alla perfezione coloro che vivono al di fuori dall’Europa, degli Stati Uniti e di un piccolo gruppo di paesi asiatici privilegiati; un’espressione che che piace molto a Noam, e che lui pronuncia in tono sarcastico.
Se ci si sofferma a riflettere, quei miliardi di ‘non persone’ costituiscono la maggioranza della razza umana.
C’è sempre stata una discrepanza tra ciò che leggevo sulla stampa occidentale e ciò che andavo documentando in giro per il mondo.
Stati falliti e feudali venivano osannati come ‘democrazie dinamiche’, oppressivi regimi religiosi erano definiti ‘tolleranti’ e ‘moderati’; allo stesso tempo si demonizzavano i paesi nazionalisti e di stampo socialista, e i loro modelli sociali e di sviluppo alternativi venivano diffamati e dipinti nelle tinte più fosche.
Gli abili propagandisti di Londra e Washington non hanno fatto altro in realtà che ‘proteggere’ le società di tutto il mondo dalle ‘verità scomode’.
L’opinione, l’ideologia e la percezioni del pubblico sono state fabbricate a tavolino e, al pari di automobili e telefonini prodotti in serie, vendute sul mercato mediante la pubblicità e la propaganda.
Noam ha scritto diversi libri sull’influenza della propaganda dei mass media, testi che sono fondamentali per capire il controllo e il dominio esercitati sull’intero pianeta.
Anch’io ho scritto una infinità di articoli per portare esempi concreti della manipolazione ideologica delle potenze occidentali e delle loro istituzioni.
[…]

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Paura e nichilismo hanno contagiato tutto il mondo: paura di essere presi di mira, di essere ‘puniti’ dai padroni del mondo, a quanto pare onnipotenti; paura di essere bollati, marchiati, messi ai margini.
Anche il nichilismo, però, è stato progettato dai guru della propaganda, trincerati nei media e nel mondo accademico occidentali, e propagato mediante i loro ‘apparati’, assoldati per impallinare tutte le idee e gli ideali progressisti e indipendenti provenienti da ogni angolo del pianeta.
L’ottimismo, il fervore e tutti i sogni di costruire un mondo migliore sono stati aggrediti, intossicati, screditati o quanto meno ridicolizzati”.

Il testo di Andre Vltchek è del 26.03.2013

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C’è una canzone di De Gregori che recita:
*La storia siamo noi, nessuno si senta escluso… *.

Direi che è il caso di riflettere su questa verità celata o scordata …

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