Ci sono giorni nella vita …


§

Sono passato un attimo solo per spiegare il motivo della mia assenza (che si protrarrà sicuramente, non so fino a quando);
in questo momento scrivere e leggere su WordPress non è una cosa che rientra tra le mie priorità, tra i miei desideri.
Il 18 giugno è morta mia moglie (62 anni, immunodepressa) …
18 giorni con la febbre (39/40) di cui gli ultimi 10 in ospedale … hanno capito cosa avesse il giorno in cui è morta, a causa di un batterio che le ha infettato i polmoni; un batterio banale per tutti ma non per gli organismi con un sistema immunitario debole; il giorno successivo avrebbero finalmente scoperto quale fosse l’antibiotico giusto da usare, ma non ce l’ha fatta ad arrivarci …
oggi saremmo dovuti essere al mare, ma il destino così non ha voluto.

§

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti.
A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi.
Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente.
Ma non c’è più.

Tiziano Terzani

§

media ed informazione : ciò che si dice e ciò che viene percepito … quale abisso li separa …


§

Roberto Perotti (vi rimando a questo link per ulteriori informazioni su di lui e sul suo recente ruolo istituzionale) sentito stamane su La7 nella trasmissione “l’aria che tira” (io direi molto brutta !!!) durante un mio rapido passaggio in cucina per pochi secondi;
la “conduttrice” (velo pietoso politicamente parlando su Myrta Merlino, moglie dell’amministratore delegato di Invitalia) gli fa una domanda sulle Province, ne esce in risposta una cifra di 150.000.000 di € di risparmi annui;
la conduttrice gli chiede cosa si può fare con 150 milioni e lui risponde che la spesa pubblica di un anno in Italia è di oltre 800 miliardi (e 150 milioni sono la “bellezza” di meno dello 0,01875% !!! aggiungo io per completezza di informazione) e che quella somma si può metterla ovunque ad esempio nel Welfare …

il commento finisce così …

che impressione può lasciare nel telespettatore ???

una persona “corretta” avrebbe (a mio parere) dovuto rispondere ad una domanda “cretina” con una semplice risposta “intelligente” del tipo :

“cosa ci vuole fare con MENO di 3 € a cittadino in un anno ?????”

ma questi sono i media in Italia … la cosa vi meraviglia ancora ???

§

oggi … allora


§ 

dell’anno 2001 ho già parlato a lungo, dell’auto attentato ignobile di cui tutti ormai saprete … ma c’è una altra ricorrenza triste in questo giorno …

523

§

Noi non dimentichiamo…. Salvador Allende.
Cile, l’11 settembre 1973, con un colpo di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet, appoggiato dagli Usa, rovesciano il governo socialista di Salvador Allende, che muore durante l’assedio al palazzo presidenziale, dopo aver gridato attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole: “Viva il Cile!, Viva il popolo!, Viva i lavoratori!”.
La giunta militare instaura un regime dittatoriale che resterà al potere per 17 anni, mentre il presidente deposto diviene un’icona, pur non esente da controversie. Il regime di Pinochet non trascura di trasferire nel proprio ricordo, tra le altre cose, omicidi e deportazioni di massa: sono circa diecimila i cileni torturati, e centinaia le migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche è veloce e capillare. A tutto si sostituisce il dominio militare.
tratto dalla pagina FB di Amici Anpi
§
§

 

GLI STRANGOLATORI DELL’AFRICA


§

322

Il bilancio di molti stati africani non supera poche centinaia di milioni di dollari.
Ciò non permette la benché minima politica sanitaria o scolastica ed assicura, invece, un debito estero crescente negli anni pur di tirare avanti.
Il debito va ripagato ed ulteriori tagli colpiscono la già inesistente spesa sociale.
Le istituzioni finanziare internazionali sono ferree a tal proposito nei loro controlli.

319

In Guinea Bissau ho visto morire lentamente in un ospedale un povero diavolo per una banale ulcera perforata.
Non lo avevano assistito perché volevano essere certi che realmente la sua famiglia non avesse soldi per pagare le cure.
In sostanza si aspetta.
Politiche promosse da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.
Se la famiglia ha qualcosa, prima o poi la tira fuori pur di non perdere il proprio congiunto e concorrerà “giustamente” alle spese.

320

L’ultima inchiesta sui “Panama Papers”, cioè sulla mole di documenti finanziari riservati proveniente da un solo spezzone di paradiso fiscale, racconta di ben 1400 società offshore utilizzate per sfruttare le ricchezze africane e trasferirle in conti segreti.
L’Espresso di questa settimana documenta come in due soli paesi, Algeria e Nigeria, l’Eni e le sue consociate abbiano pagato tangenti per un miliardo e mezzo di dollari per assicurarsi petrolio, gas ed oleodotti.
Un tesoro finito nei conti riservati di governanti africani corrotti ed in quelli di manager italiani e chissà quanti altri.
Un miliardo e mezzo per due affari.

321

Provate ad immaginare quanto spaventosamente immensa sia la rapina in corso da decenni ad opera di multinazionali e loro lacchè locali sulla pelle di intere popolazioni, su quella di un intero continente.
Nel silenzio di fatto delle istituzioni finanziarie internazionali.
Con un miliardo e mezzo di dollari si costruiscono tanti ospedali e tante scuole. Si cambia la qualità della vita per milioni di persone.
Sono divenuti invece lusso per corrotti e potere per farabutti.
Lì in Africa, qui da noi…

Silvestro Montanaro

§

Ecco come ci disprezza l’Impero


Un video sconcertante, con il discorso del capo di un’influente agenzia privata USA di spionaggio, spiega come gli USA vogliono gettare l’Europa in guerra [P. Cabras]

tratto da  http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=118829&typeb=0&ecco-come-ci-disprezza-l-impero

§

di Pino Cabras.
Bastano undici minuti e mezzo per capire cos’è in questo momento l’imperialismo nordamericano. Non dico altro: spendete questa piccola porzione della vostra esistenza,guardate questo video tradotto da Pandora TV per accorgervi alla fine di saperne di più senza troppe mediazionigiornalistiche, ascoltando tutto dalla viva voce di George Friedman, il capo della Stratfor, un’influente società privata di spionaggio legata a doppio filo con il complesso militare-industriale USA.
Era già accaduto di sentire con le nostre orecchie le candide agitazioni di un altro Dottor Stranamore, Patrick Clawson, che strillava pubblicamente affinché qualcuno preparasse una provocazione, un atto bellico sotto falsa bandiera con cui gli USA si trovassero “costretti” a entrare in guerra con l’Iran. L’ossessione dei neocon, frenata a stento dall’ala realista dell’establishment statunitense.
Ma il discorso di Friedman, così cinico e organico, va molto oltre. È la prova regina di come ci vede l’Impero: pura carne da cannone, popoli da manipolare, da dividere, mettere l’uno contro l’altro. Se il giornalismo europeo non fosse asservito alla galassia di entità atlantiste di cui fa parte Stratfor, in un sussulto di dignità avrebbe già travolto questo discorso di Friedman come uno dei più disastrosi rovesci nella storia delle pubbliche relazioni. Invece zitti.
Ma chissà, potrebbero esserne invece capaci i lettori, se si scandalizzassero per via di tutta questa cinica strafottenza imperiale, e facessero sapere in ogni angolo del web,diffondendo questo video, cosa guadagniamo a stare con i padroni della NATO: soltanto il loro disprezzo assassino, e la promessa del ritorno della guerra nel nostro suolo.

Infanzia


L’infanzia palestinese abusata da Israele. Tra le torture, anche la corrente elettrica

Gerusalemme-PIC.

Nella città di Gerusalemme, Moslim, un ragazzino palestinese, è stato arrestato dagli occupanti sionisti. Dopo essere stato arrestato è stato portato davanti ad un giudice.

Moslim e la sua famiglia non sono pronti per dimenticare questi momenti difficili. Gli occupanti non hanno tenuto conto della sua infanzia, innocenza e semplicità.

Sua madre si è sfogata, parlando con i corrispondenti di PIC: “Abbiamo vissuto momenti difficili. Improvvisamente ho visto il mio bambino, la cui età non supera 8 anni, arrestato e portato in tribunale. Lui non ha capito niente di ciò che succedeva.

Al tribunale, mio figlio Moslim gridava: ‘Ho fame’. Le sue grida mi hanno pressato il cuore. La corte le ha ignorate. Vedendo questa scena, sono caduta per terra, perdendo coscienza”.

E’ logico arrestare un bambino? Si è chiesta la donna. Ha sottolineato che suo figlio è stato arrestato 7 volte. Quindi ha perso gli studi e la sua vita.

Ogni volta, ad ogni arresto, ad ogni detenzione, la famiglia paga una multa esorbitante. La multa può arrivare fino a 12 mila shekel (intorno a 3 mila dollari). Un volta il piccolo è stato posto agli arresti domiciliari, lontano da casa, dalla scuola. Gli è stato impedito di uscire e andare a scuola, altrimenti i genitori avrebbero dovuto pagare almeno 40 mila shekel.

Case e scuole investite

Um Ahmed, gerosolimitana, ha confidato a PIC che gli occupanti sionisti faranno qualsiasi cosa per arrestare i bambini, torturarli e imporre loro multe esorbitanti: “I soldati non rispettano nulla, ha detto la signora. Non rispettano né case private né famiglie né scuole, a Gerusalemme, e ciò mi spaventa. Spesso, non posso lasciare la mia casa, per paura che sia invasa e i miei figli arrestati. E quando loro vanno a scuola, la paura mi invade”.

Ricordi difficili, ricordi amari, riguardanti l’arresto di suo figlio Ahmed, le tornano alla mente. E’ stata obbligata a pagare più di 2 mila shekel di multa per liberarlo, sotto la minaccia di pagarne 130 mila al prossimo arresto.

Un’infanzia torturata

Un rapporto pubblicato dall’istituzione Al-Mithaq per i diritti dell’uomo ha denunciato le violazioni dei diritti umani che i bambini gerosolimitani subiscono durante il loro arresto, senza alcuna considerazione per la loro età e innocenza.

Il rapporto indica come esempio che i bambini sono privati delle loro famiglie durante il periodo d’inchiesta, privati di avvocati e di sonno. Sono obbligati a firmare confessioni in ebraico che non comprendono.

Il rapporto afferma che il bambino è oggetto di attacchi pesanti. E’ costretto a sedersi sul pavimento in ginocchio, di fronte al muro. Ogni volta che i poliziotti passano vicino, lo feriscono.

Tra i metodi di tortura, il rapporto indica, tra l’altro, l’uso di corrente elettrica, connessa alle dita e alle orecchie di bambini, per farli confessare.

Traduzione di Nadia El Mansouri

© Agenzia stampa Infopal
E’ permessa la riproduzione previa citazione della fonte “Agenzia stampa Infopal – http://www.infopal.it”