95 per niente … le menzogne sui vaccini


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Qui ci sono parecchie informazioni ed i dati, prove documentali certe.
Ovviamente ben in pochi ne prenderanno visione ed il motivo è subito chiaro: impegna troppo del nostro tempo già ampiamente contingentato da ritmi di vita imposti non certo esclusivamente dalla nostra volontà.
La conseguenza di ciò è che si assimila (goccia a goccia) quello che i media veicolano nelle nostre case, nelle nostre menti.
Tante menzogne o mezze verità spesso manipolate, ripetute ossessivamente ma brevi nella durata, creano la nostra opinione sui fatti.
Una opinione in cui crediamo ciecamente (ed è proprio il termine più idoneo da utilizzare in questo caso); una opinione però che non rispecchia quello che in molti casi è la realtà.

Nota dell’autore del video:

“Per capire come siamo arrivati a temere chi porta a spasso il cane pensando che possa minacciare la salute pubblica, occorre capire come ci abbiano prima convinti a temere che un bambino sano potesse minacciare la salute pubblica.

Un percorso di modificazione percettiva durato anni, che fa leva sulla paura del morbo, sulla necessità di sentirsi rassicurati, sul crollo della “protezione magica” fornita dalle religioni.

Si chiama “95perniente – tutte le balle che vi hanno raccontato sulla questione vaccinale” ed è la conferenza che ho tenuto in alcune città e stavo continuando a tenere prima che l’arrivo di questa “emergenza” lo vietasse per legge. In essa esamino con voi una serie di affermazioni pubbliche, da parte di funzionari della politica, della sanità o del mondo dell’informazione mettendole a confronto con dati ufficiali e studi scientifici. Vi faccio vedere, passo per passo, come vi hanno convinto ad aver paura delle persone sane.”

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Inginocchiati di fronte a Sua Emergenza


“I diritti e le libertà vengono prima di qualsiasi emergenza, la quale essere affrontata in questo quadro e non al di fuori di esso.
Sapete quando c’era la gente che cantava dai balconi, completamente fatta di paura e confusione, a me venivano in mente i canti degli schiavi nei campi di cotone che servivano a cadenzare il lavoro e a ottundere la fatica.
Ma il canto non rende liberi.”

il Simplicissimus

Israel separation wall in West BankDobbiamo uscire dall’equivoco nel quale viviamo ormai da una ventina d’anni, anche se esso non è mai stato chiaro, quasi limpido come oggi: non è  una qualunque minaccia che crea l’emergenza e lo stato di eccezione, ma è la voglia di instaurare uno stato di eccezione, di sospensione della democrazia, delle Costituzioni e dei diritti di cittadinanza che crea la minaccia. E per creare intendo uno stato quantistico nel quale è impossibile determinare quanto sia frutto di occasioni colte dentro il vaso di Pandora del caos o quanto sia stato accuratamente preparato: poche volte è possibile collassare la funzione d’onda, aprire la scatola e scoprire se il gatto di Schrödinger è vivo o morto.  I primi vent’anni di questo nuovo secolo non sono stati altro che un susseguirsi di emergenze, quella del terrorismo, quella del debito, quello dei conti pubblici, quello dello share: tutte cose che ci hanno stordito e…

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