In nome della Scienza (e della Tecnologia)


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Gli ultimi accadimenti impongono una seria ed attenta riflessione (chiedo venia se è un po’ lunga).
In questo periodo moltissime persone stanno subendo ed accettando (molti addirittura difendendo e caldeggiando) delle imposizioni totalmente prive di senso, di logica ed anche di utilità (a volte addirittura dannose) e delle tremende limitazioni e/o privazioni delle più elementari libertà personali perché vengono loro comminate “in nome della scienza” (finanche attraverso “strani patti” ed ogni tipo di censura).
Io è da parecchio tempo che ritengo che la scienza (e la sua figliastra, la tecnologia) non sia poi quella cosa bella e pura che molti credono.
Ritengo al contrario che la scienza sarà una delle cause principali della rovina del genere umano. Ed ormai è solo questione di (poco) tempo. Quantomeno se non la scienza la sua attuale deriva.
Penserete che sono un folle nel dire questo.
Può darsi.
Però permettete ad un folle di farvi riflettere su alcune cose.
Si usa dire di qualsiasi cosa che “l’uso” non è dannoso mentre “l’abuso” lo è. E’ assolutamente vero.
Pensate che per scienza e tecnologia non valga esattamente lo stesso ragionamento?
Per riflettere su questo volgete uno sguardo al passato.
L’utile scoperta dell’atomo ha poi portato alla bomba atomica ed ai pericolosissimi reattori nucleari.
Alfred B. Nobel inventò e brevettò la dinamite, potenzialmente utile in determinati tipi di utilizzi ma poi fu usata anche per ben altri scopi; interessante è riflettere sul perché del suo testamento che portò al famosissimo premio omonimo ancora in essere (per saperne di più è sufficiente utilizzare Wikipedia).
E che dire dell’invenzione della plastica? Una scoperta rivoluzionaria. Ma poi pensiamo solo per un attimo all’immensa isola galleggiante da qualche parte nell’oceano (grande come una nazione), un’isola che cresce, un’isola di rifiuti di plastica trasportati dalle correnti e che uccide migliaia di animali marini; biodegradabile si, ma solo in qualche migliaio di anni.
Ed ancora pensiamo ai vari saponi che tutti usiamo ed ai prodotti chimici utilizzati nella lavorazioni industriali; pensiamo a come inquinano i nostri fiumi, laghi, mari. E tutto ciò uccide l’ecosistema; ma con un ulteriore risultato che è che noi alla fine addirittura ci ritroviamo a mangiare quei nostri rifiuti.
Ed a proposito di mangiare perché non ricordare quante schifezze chimiche (inventate dall’uomo) finiscono sulle nostre tavole e quindi dentro il nostro corpo? (Ogm, glifosato, mercurio solo per fare qualche esempio).
Ricordo scoperte ed invenzioni ed utilizzi tanto inizialmente pubblicizzati e decantati ma poi rivelatesi dannosi (Formaldeide ed amianto solo per fare 2 esempi); tralascio di approfondire il tema dello sfruttamento delle energie fossili che meriterebbe anch’esso un bell’ampio capitolo in questa riflessione ed anche quello della vivisezione animale.
Superfluo ritengo sia parlare della TV; lo vedete tutti cosa è diventata, letteralmente un’arma di “distrazione” ed “obnubilazione” di massa (ah i bei vecchi tempi del professor Manzi …).
E sull’informazione dei media mainstream? Direi sia meglio stendere un pietosissimo velo.
Ed i cellulari, i social? Pubblicizzati come adatti ad avvicinare e connettere le persone mentre in realtà le isolano e le allontanano.
L’invenzione delle onde radio ha portato inizialmente molti benefici ma alla lunga questi ultimi stanno mutando e diventando tremende armi ed il fatto che siano invisibili non le rende meno pericolose. Pur se celate dietro ad un paravento di agi e comodità a basso costo alla portata di tutti, le onde elettromagnetiche stanno diventando sempre più progressivamente dei killer per la salute e la vita (anche animale) ed uno strumento di controllo globale nelle mani di pochi esseri che faccio molta fatica a definire “umani”.
Anche il recente utilizzo di moderna tecnologia per la modificazione del clima è sotto gli occhi di chi li tiene aperti.
Pure la storia della medicina ha subito una pericolosa “deviazione”. Inizialmente gli studi e le ricerche erano svolti nell’interesse delle persone; trovare o inventare farmaci serviva a tenerle sane. Ora che l’unico scopo è il profitto (di chi li fa e li brevetta), anche a costo della vita e della salute, le persone sono letteralmente diventate semplici “consumatori” da tenere ammalati (per non perdere il “cliente”).
I vaccini poi meriterebbero un ampio capitolo a parte; l’idea di base è strana ma potrebbe avere un senso: far ammalare le persone di una certa malattia per impedire loro di … prendere in futuro proprio quella malattia in maniera più grave. Ma quello che sono diventati non vi fa venire dei dubbi in merito?
Gli studi dell’infinitesilmente piccolo hanno portato inizialmente a cure e farmaci ma oggi anche a delle aberrazioni come quelle esplicitate nel video del mio post precedente (lo trovate qui); hanno portato alla manipolazione umana (ed anche qui al suo controllo totale) attraverso nanotecnologie facilmente impiantabili tramite vaccini (toh, eccoli che ritornano), vaccini tra l’altro dagli effetti collaterali tremendi a fronte di effetti benefici millantati ma nella realtà spesso inesistenti.
Ed ora si parla (e non è solo un pour parler) di microchip da impiantare nel corpo umano.
La scienza è nata come osservazione, sperimentazione e misurazione (quindi conoscenza) ma ora sta diventando esclusivamente manipolazione e ricerca di profitto (ad ogni costo).

Ma tutto ciò non è un problema che inizia oggi perché ha radici profonde, radicate negli anni.
In conclusione ritengo profondamente sbagliato riporre così tanta fiducia (e rassegnazione) nei confronti della scienza; occorre assolutamente ed improrogabilmente ritornare ad utilizzare e confidare nella “ragione”. La scienza è qualcosa di antitetico ai buoni sentimenti e questo non ha portato e mai porterà a nulla di positivo perché la scienza non ha etica, non conosce empatia.
Occorre al più presto ribaltare gli attuali paradigmi, anche in campo economico, che ostacolano in tutti i modi la cooperazione e la collaborazione tra le persone esaltando invece la competizione (mantra del liberismo e della globalizzazione), altrimenti non ne usciremo assolutamente bene, anzi non ne usciremo proprio, non avremo futuro e neppure speranze perché il transumanesimo è alle porte.

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