La buia caverna del XXI secolo


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Stiamo vivendo tutti in una immensa caverna (per intenderci, quella di Platone) mentre sta succedendo l’inimmaginabile al di fuori di essa  (ovviamente per la gran massa degli occupanti l’oscuro antro).
La realtà e la verità all’interno della caverna non sono percepibili, non a tutti almeno; quello che gran parte degli occupanti vedono è solo una deforme percezione provocata dalle ombre prodotte dal sacro fuoco della “scienzah”; questo è quello che gli schiavi “vedono” come realtà tangibile.
Schiavi inconsapevoli della loro condizione di schiavi; condizione che perdura da tempo ma che con il tempo diventa sempre più stringente; schiavi che vengono impauriti (artificiosamente e volutamente) affinché richiedano essi stessi ulteriori catene che gli forniscano apparente sollievo; schiavi che addirittura difendono queste catene combattendo coloro che cercano di mostrargliele e togliergliele narrando loro la verità.
E quello che sta realmente succedendo fuori dall’antro (due cose in particolare) e che loro non vedono, è destinato a cambiare radicalmente (e/o a terminare) le loro vite.
Dimenticatevi il mantra “andrà tutto bene” perché sarà proprio esattamente il contrario e non sarà opera del fato; e a nulla servirà cantare dai balconi.
Solo il tempo sarà testimone di quanto sia vero quanto sto affermando.
Da quando Platone descrisse questa situazione (e che non era certamente grave come ai livelli attuali) son trascorsi un paio di millenni e mezzo … invano, a quanto pare.
Gli schiavi non si rendono conto, non vedono … eppure non è poi molto difficile, perché potrebbero ancora liberarsi, basterebbe solo “voler” aprire gli occhi …

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