e bravo Enrico … 🤬


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L’immagine è stata reperita sul Web … la possibile veridicità di quello che avete appena letto non è dimostrabile da noi umani appartenenti alla “massa” in quanto in quelle sedi non è consentito il nostro accesso; né possiamo aspettarci un aiuto dai media in tal senso.

Per pensare però che sia tutto drammaticamente vero è sufficiente guardarsi intorno, guardando al presente ed al recente passato … a meno che si sia ciechi e sordi …

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Cui Prodest


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Vi voglio parlare di una cosa che faccio da un po’ di tempo.
Ovviamente è una cosa che consiglio vivamente a tutti di fare. Male non fa.
Sapete bene che quando si ascolta una persona parlare noi tutti reagiamo alle sue parole assegnando loro un senso di credibilità variabile, con parecchi punti intermedi, che vanno dal “nulla” al “completamente”; spesso entra a far parte dei molteplici criteri di giudizio addirittura la minore o maggiore simpatia che l’oratore ci ispira a pelle, come primo impatto; ci condiziona quello che ci hanno detto su di lui; oppure ci condiziona il numero delle volte che sentiamo ripetere quelle parole; oppure ancora giudichiamo a seconda della “pulpito” da cui arriva il “sermone” (avrete sentito dire migliaia di volte la frase “l’hanno detto in TV”, no?); mi fermo qui con gli esempi che potrebbero però continuare.

Ricordando che dovremmo innanzi tutto sempre tenere a mente questa profonda verità :

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vi vorrei suggerire un altro paio di criteri che ritengo utili adottare quando dobbiamo valutare le parole di qualcuno (oserei direi sempre).

Un buona cosa da fare è sicuramente, quando è possibile, adottare questo criterio (a prescindere se sia vero o meno che l’abbia davvero enunciato Socrate) :

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(Se non la conoscete è facilmente reperibile in rete)

Poi, dopo di ciò, io ho iniziato da un po’ a fare la cosa di cui parlavo all’inizio.
Si tratta del :

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Ogni volta che sento parlare qualcuno, qualunque cosa stia affermando, io mentalmente mi pongo quella domanda ed è un criterio aggiuntivo ulteriore per assegnare la credibilità a quanto sento. Anche in questo caso male non fa.

Vi faccio un paio di esempi.

Se qualcuno mi dice, prove alla mano, che alcuni vaccini fanno male o sono inutili io mi domando: costui avrà o meno da guadagnare qualcosa direttamente o anche indirettamente da questa sua affermazione? Per guadagno possiamo intendere denaro ma anche fama, favori, lavoro migliore o qualunque altra utilità per se o per altri.

Se qualcuno mi dice esattamente il contrario mi pongo la stessa identica domanda. Di solito la risposta ovviamente è molto differente.

Se qualcuno mi dice, prove alla mano, che le frequenze che provocano inquinamento elettromagnetico si stanno ingigantendo in maniera esagerata (con limiti di sicurezza alzati esponenzialmente) e che quindi il 5G è troppo pericoloso per la salute umana io mi domando: costui avrà o meno da guadagnare qualcosa direttamente o anche indirettamente da questa sua affermazione? Per guadagno possiamo sempre intendere denaro ma anche fama, favori, lavoro migliore o qualunque altra utilità per se o per altri.

Se qualcuno mi dice esattamente il contrario mi pongo la stessa identica domanda. La risposta ovviamente, anche in questo caso, è molto differente.

Resta inteso che questi sono solo 2 esempi, molto attuali; la regola (per me aurea) vale per qualsiasi tipo di affermazione, da chiunque provenga, in qualsiasi circostanza.

In fondo si tratta poi di questo …

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Pensate che la cosa abbia poca rilevanza,
che questo criterio sia fuorviante ???

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I talk show dei cardinal Bellarmino


il Simplicissimus

ins3.jpg--Un tempo quando ancora si studiava qualcosa e non ci si addestrava semplicemente con i test a fare le scimmiette sapienti, la rivoluzione scientifica veniva sintetizzata con la rivoluzione copernicana e l’affermazione, grazie a Galileo, della teoria eliocentrica contro quella geocentrica di Tolomeo che da più di duemila anni spiegava grosso modo il moto delle stelle, i moti planetari e sia pure a costo di calcoli complicatissimi, riusciva a prevedere le eclissi. In realtà la questione era molto più generale della questione astronomica e coinvolgeva le basi stesse della fisica e della metafisica antiche che non erano mai state messe in dubbio per un  principio di autorità che da Aristotele era poi passato alla Chiesa la cui teologia ne sussumeva l’impianto generale. In effetti la teoria eliocentrica rendeva i calcoli astronomici molto più semplici e lo stesso Copernico che aveva imparato la lezione dai matematici bolognesi  dell’Alma Mater, non voleva…

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