il paradosso del cambiamento


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Il paradosso da cui dobbiamo partire è l’equivalenza tra la quantità di immani cambiamenti a tutti i livelli della nostra vita sociale e l’altrettanto impareggiabile standardizzazione di tutto quanto appaia incompatibile con tali cambiamenti, si tratti di sentimenti, beni di consumo, linguaggio, architettura.
Capiamo allora come nessun’altra società è mai stata tanto standardizzata quanto la nostra, e che lo scorrere della temporalità umana, sociale e storica non è mai stato tanto omogeneo quanto oggi.
Di conseguenza, quello che cominciamo a percepire e quello che sta emergendo come un profondo tratto costitutivo della stessa post-modernità, quantomeno nella sua dimensione temporale è che d’ora in poi, laddove tutto si presta al continuo succedersi di mode e rappresentazioni mediatiche, nessun cambiamento sarà più possibile.

[Fredric Jameson, The Antinomies of Postmodernity]

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Immagine e testo sono tratti da  Mosca Bianca

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