Viviamo nell’Età del Rumore


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“Viviamo nell’Età del Rumore.
Rumore fisico, rumore mentale e rumore di desiderio: tutte le risorse della nostra tecnologia concorrono a render più efficace l’attuale assalto del silenzio.
La radio non è altro che un canale attraverso il quale un frastuono prefabbricato può entrare a fiotti nelle nostre case. E naturalmente questo frastuono va molto più in la dei timpani. Pervade la mente, riempiendola di una babele di distrazioni: notizie di cronaca, informazioni spezzettate e sconnesse, frammenti di musica rumorosa o sentimentale, dosi continuamente ripetute di drammi senza catarsi, che creano semplicemente un desiderio di clisteri emotivi giornalieri o perfino orari.
E quando, come nella maggior parte delle nazioni, le stazioni emittenti si finanziano vendendo il tempo agli inserzionisti, il baccano viene trasmesso dalle orecchie, attraverso i regni della fantasia, della conoscenza e del sentimento, fino al nucleo del desiderio dell’ego. Tutto il materiale pubblicitario, parlato o stampato, diffuso per le vie dell’etere o su carta, ha un solo scopo: impedire alla volontà di conquistare il silenzio.
La mancanza di desideri è la condizione della liberazione e dell’illuminazione.
La condizione di un sistema di produzione industriale in espansione e soggetta al progresso tecnologico è una bramosia universale. La pubblicità è lo sforzo organizzato di estendere e intensificare la bramosia, cioè di estendere e intensificare le operazioni di quella forza che è la causa principale di sofferenza e di male ed è il più grosso ostacolo che s’interponga tra l’anima umana e il suo divino fondamento.”

(Aldous Huxley)

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tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

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Secolare ma attualissimo …


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“Colui che tanto vi domina non ha che due occhi, due mani, un corpo, non ha niente di più dell’uomo meno importante dell’immenso ed infinito numero delle nostre città, se non la superiorità che gli attribuite per distruggervi.
Da dove ha preso tanti occhi, con i quali vi spia, se non glieli offrite voi?
Come può avere tante mani per colpirvi, se non le prende da voi?
I piedi con cui calpesta le vostre città, da dove li ha presi, se non da voi?
Come fa ad avere tanto potere su di voi, se non tramite voi stessi?
Come oserebbe aggredirvi, se non avesse la vostra complicità?
Cosa potrebbe farvi se non foste i ricettatori del ladrone che vi saccheggia, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?
Seminate i vostri frutti, affinché ne faccia scempio.
Riempite ed ammobiliate le vostre case, per rifornire le sue ruberie.
Allevate le vostre figlie perché abbia di che inebriare la sua lussuria.
Allevate i vostri figli, perché, nel migliore dei casi, li porti alla guerra e li conduca al macello, li faccia ministri delle sue bramosie, ed esecutori delle sue vendette.
Vi ammazzate di fatica perché possa trattarsi delicatamente nei suoi lussi e voltolarsi nei suoi piaceri sporchi e volgari.
Vi indebolite per renderlo più forte e rigido nel tenervi la briglia più corta.
E di tutte queste indegnità, che neanche le bestie potrebbero accettare o sopportare, voi potreste liberarvi se provaste, non dico a liberarvene, ma solo a volerlo fare.
Siate decisi a non servire più, ed eccovi liberi.
Non voglio che lo scacciate o lo scuotiate, ma solo che non lo sosteniate più, e lo vedrete, come un grande colosso al quale è stata tolta la base, piombare giù per il suo stesso peso e rompersi.”

Così Étienne de La Boétie, filosofo e scrittore francese, nel suo saggio “Discorso sulla servitù volontaria” descriveva il rapporto intercorso tra il tiranno e il popolo, che col suo comportamento avalla il potere che lo opprime.
Probabilmente scritto intorno al 1540, il testo fu stampato per la prima volta nel 1576, diventando da allora un punto di riferimento e d’ispirazione per molti pensatori.
Nei secoli successivi, i concetti ivi espressi saranno sviluppati per criticare ogni forma di autoritarismo e limitazione delle libertà.
Secondo alcuni fu proprio con questo testo che iniziarono a porsi le basi di quella che in futuro sarà la disobbedienza civile.

Cannibali e Re
Cronache Ribelli

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tratti da  Cannibali e Re

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E’ ovunque. È intorno a noi.


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“Ti interessa sapere di che si tratta?
Che cos’è?

Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. Tu sei uno schiavo Neo! Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente!

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno cosi non ti dovessi più svegliare, come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà…?

Cerco di aprirti la mente, Neo, ma posso solo indicarti la soglia.
Sei tu quello che la deve attraversare.”

(Dal Film Matrix – Morpheus)

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tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

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