Platone scrisse: “possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce”.


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Platone scrisse: “possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce”.

Vorrei invitarvi a guardare e ascoltare molto attentamente il video che accompagna questo post, vi invito anche a notare chi era seduto in platea; io mi limiterò a scrivere qualche commento.

Il Prof. Ermanno Leo, chirurgo oncologo, primario presso l’Istituto dei tumori di Milano dice, senza mezzi termini:
“Noi abbiamo perso. In campo oncologico la medicina ha fallito”.
“Tutti sanno che la soluzione al cancro non sarà la chemioterapia. Servirà cambiare completamente registro, voltare pagina”.
“Io sono profondamente deluso e rendo omaggio a chi non ce l’ha fatta”.
Il dott. Leo vanta 40 anni di esperienza clinica e continua il suo intervento sostenendo che il cancro sia in realtà un grande business.
Parla delle società scientifiche, dei diversi conflitti di interesse che esse vivono e degli immensi fatturati farmaceutici.
Si parla di soldi, una montagna di soldi: 600 miliardi di dollari, cioè il PIL di 82 paesi, cioè di mezzo mondo.
Parla della mancanza di un sistema di controllo alla ricerca, brutalmente manipolata, e di quelle 800 società scientifiche (sic) presenti sul solo suolo italico.
Ancora soldi: la così detta Big Pharma nel 2016 ha investito 160 mld di dollari in ricerca e sviluppo.
Ha investito.
Ciò significa che deve avere un rientro superiore a quella cifra poderosa.
Costi quello che costi.
Sempre i dati forniti da Nuzzi: negli ultimi 50 anni è stato commercializzato solo il 2.7% di nuove medicine.
Un niente in pratica.
Evidentemente c’è qualcosa che non torna.
Cioè, si investono cifre folli, da molto tempo non si brevettano nuovi farmaci e la gente si ammala sempre di più?
Davvero ci vogliono far credere “che sia per il nostro bene”?

Sull’autorevole Lancet Oncology si legge ancora che si è in presenza una reale emergenza sanitaria: l’aumento tragico dei tumori pediatrici e delle malattie autoimmuni infantili.
(https://www.thelancet.com/…/PIIS1470-2045(17)30186…/fulltext)

Mentre si assiste a chi si straccia le vesti per la drammatica morte di un bimbo mal curato, strumentalizzandola vergognosamente e mettendo sotto accusa la stessa medicina omeopatica, mentre si evocano spettri di inesistenti epidemie di malattie infettive, mentre si annuncia la nascita di un patto per la scienza che somiglia piuttosto a un novello tribunale della Santa Inquisizione, poco si dice di quei 180.000 nuovi casi di tumore, con conseguenti costi sociali incredibili, denunciati dal prof. Leo.

Nonostante questi dati scientifici, ufficialissimi e inconfutabili, non si assiste ad alcuna politica dura e inflessibile per porre fine alle note cause di queste malattie, nonostante ogni santo giorno si legga di disastri ambientali in Basilicata, in Puglia, in Campania, in Lombardia, nella Pianura Padana e ovunque si volga lo sguardo.
Ma la realtà è che viviamo in un mondo in cui la corruzione muove ogni singolo meccanismo del potere, in un mondo dove alle richieste di chiarezza dei cittadini spaventati e giustamente allarmati si risponde con insulti, minacce e repressioni.
La realtà è che i medici vengono impauriti con radiazioni sommarie che non sono state comminate per punire un reato, ma per punire un pensiero ed evitare che proprio quel’embrione di pensiero prenda corpo e slancio.
La realtà è che chi è in grado di muovere 600 miliardi di dollari, è in grado evidentemente di decidere se e come morirai, se e come ci saranno epidemie, se e come ti curerai.
Vien da sé che chi muove 600 miliardi di dollari non desidera che tu sia sano, ma che il mondo stesso diventi un immenso ospedale popolato di malati cronici.

Il Dott. Leo infine chiude dicendo: “Non sono tanto preoccupato dei cervelli in fuga, quanto degli imbecilli che restano”.
Ognuno si senta libero di decidere chi siano gli imbecilli a cui il professore fa l’amaro riferimento.

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Testo e video sono tratti da  Il Mio Blog Olistico

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L’Ego patologico


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Eckhart Tolle

Un Nuovo Mondo
L’Ego patologico

Una persona nella morsa dell’ego, comunque, non riconosce la sofferenza come sofferenza, ma la vede come la sola risposta appropriata in ogni situazione che si presenta.
L’ego nella sua cecità è incapace di vedere la sofferenza che infligge a se stesso e agli altri. L’ infelicità è una malattia mentale ed emozionale creata dall’ego che ha raggiunto proporzioni epidemiche. E’ l’equivalente interiore dell’inquinamento ambientale del pianeta.
Stati negativi come la rabbia, l’ansia, l’odio, il risentimento, la scontentezza, l’invidia, la gelosia e così via, non sono riconosciuti come negativi ma totalmente giustificati e ulteriormente fraintesi come fossero causati da qualcuno o da qualche fattore esterno invece che creati da voi stessi.
“Ti ritengo responsabile del mio dolore”. Questo è quello che implicitamente l’ego afferma.
L’ego non è in grado di distinguere fra una situazione e la sua interpretazione e la reazione a quella situazione.
Potete dire: “Che giornata spaventosa” senza comprendere che il freddo, il vento o qualsiasi sia la situazione a cui reagite non sono spaventosi. Sono come sono.
Quella che è spaventosa è la vostra reazione, la vostra resistenza interiore alla situazione e l’emozione creata dalla resistenza.
Per dirla con le parole di Shakespeare: “Non c’ è nulla che sia buono o cattivo, ma il pensiero lo rende tale”.
Per di più la sofferenza o negatività sono spesso percepite erroneamente come piacere perché fino a un certo punto l’ego, grazie a loro, si potenzia.

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Immagine e testo tratti da  Guerrieri DI VITA

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Asfaltiamo le Stelle


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Asfaltiamo le Stelle

Non ci basta la cementificazione, la deforestazione, il prosciugare laghi e fiumi.
No.
Dobbiamo “asfaltare” il cielo.
Trasformarlo in un immenso telo dove proiettare i nostri “consigli per gli acquisti”.
“Le pubblicità sopra di me, la legge del consumismo dentro di me”, così forse sarebbe suonato l’aforisma di Kant se avesse vissuto oggi.
L’antropizzazione dell’esistente procede a passo d’oca: il progetto in questione prevede di portare in cielo 12 mila satelliti, 100 dei quali saranno costantemente visibili ad occhio nudo.
Non esisterà più luogo dove posare gli occhi che non porti su di sé le evidenti impronte umane, spesso sotto forma di rifiuti, di pezzi di pianeta strappati a morsi, di strutture in acciaio e cemento incastonate nel paesaggio come un impianto cibernetico cucito a forza sulla faccia di un bambino.
Che le stelle cessino di esistere, che la Luna smetta di schiarire le notti, quello spazio serve allo spettacolo di cui tutti siamo al contempo passivi spettatori e attivi sceneggiatori: va in scena l’abuso e il dominio su ogni singolo atomo su cui si può mettere mano, che può sottomettersi ed essere sfruttato per la marcia della megamacchina.

(leggi qui l’articolo)

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Immagine e testo tratti da  Deviance Project

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