Incontrovertibili parole


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5668Tutti parlano di crisi, è un po’ paradossale perché di crisi ne ho sentito sempre parlare dal ’68 quando c’era una crisi culturale, poi nel 1972 si parla, con il primo rapporto di Roma, di una crisi ecologica, poi con la controrivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher e Reagan c’è la crisi sociale e ora la crisi finanziaria e la crisi economica dopo il crollo di Lehmann Brothers.
Finalmente tutte queste crisi si mescolano e siamo di fronte a una crisi di civiltà, una crisi antropologica.
A questo punto il sistema non è più riformabile, dobbiamo uscire da questo paradigma e qual è questo paradigma?
È il paradigma di una società di crescita.
La nostra società è stata poco a poco fagocitata dall’economia fondata sulla crescita, non la crescita per soddisfare i bisogni che sarebbe una cosa bella, ma la crescita per la crescita e questo naturalmente porta alla distruzione del pianeta perché una crescita infinita è incompatibile con un pianeta finito.

Serge Latouche

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Immagine testo tratti da  Ragione Critica

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Ho perso il conto di quante volte l’avrò detto, ma è bene rammentarlo di tanto in tanto.
Quanto avete appena letto è incontrovertibile al 1.000% …

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L’abiura è compiuta


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Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi.
Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta.
Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole.
Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è tale e incondizionata.
I modelli culturali reali sono rinnegati.
L’abiura è compiuta.
Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana.

Pier Paolo Pasolini

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Immagine e testo tratti da  Ragione Critica

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