il trionfo della semplicità


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Semplicità si, ma abbinata a tanta maestria …

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il mezzo diventato fine


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Con il denaro è andata come con tutto il resto.
Da utile mezzo è diventato fine, da servo si è fatto padrone, crediamo di maneggiarlo e invece ci manipola, crediamo di usarlo e invece ci usa, crediamo di muoverlo e invece ci fa muovere, anzi trottare, crediamo di possederlo e invece ci possiede.

Massimo Fini

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Immagine e testo tratti da  Ragione Critica

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E tutti erano più felici … senza …


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Alla cassa di un supermercato una signora anziana sceglie un sacchetto di plastica per metterci i suoi acquisti.
La cassiera le rimprovera di non adeguarsi all’ecologia e le dice:
“ Purtroppo la sua generazione non comprende il movimento ecologista. Noi giovani stiamo pagando per la vecchia generazione che ha sprecato tutte le risorse! “
La vecchietta si scusa con la cassiera e spiega:

“Mi dispiace, non c’era nessun movimento ecologista al mio tempo.”

Mentre lei lascia la cassa, affranta, la cassiera aggiunge:
” Sono state le persone come voi che hanno rovinato tutte le risorse a nostre spese. È vero, non si faceva assolutamente caso alla protezione dell’ambiente nel vostro tempo.”
Allora, un po’ arrabbiata, la vecchia signora fa osservare che all’epoca restituivano le bottiglie di vetro registrate al negozio. Il negozio le rimandava in fabbrica per essere lavate, sterilizzate e utilizzate nuovamente: le bottiglie erano riciclate.
La carta e i sacchetti di carta si usavano più volte e quando erano ormai inutilizzabili si usavano per accendere il fuoco.
Non c’era il “residuo” e l’umido si dava da mangiare agli animali.

Ma non conoscevano il movimento ecologista.

E poi aggiunge:
“Ai miei tempi salivamo le scale a piedi: non avevamo le scale mobili e c’erano solo pochi ascensori.
Non si usava l’auto ogni volta che bisognava muoversi di due strade: camminavamo fino al negozio all’angolo.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Non si conoscevano i pannolini usa e getta: si lavavano i pannolini dei neonati.
Facevamo asciugare i vestiti fuori su una corda.
Avevamo una sveglia che caricavamo la sera.
In cucina, ci si attivava per preparare i pasti; non si disponeva degli aggeggi elettrici specializzati per cucinare senza sforzi e che però mangiano tutti i kilowatt che Enel produce.
Quando si imballavano degli elementi fragili da inviare per posta, si usava come imbottitura della carta da giornale o dell’ovatta, in scatole già usate, non bolle di polistirolo o di plastica.
Non avevamo i tosaerba a benzina o i trattori: si usava l’olio di gomito per falciare il prato.
Lavoravamo fisicamente, non avevamo bisogno di andare in una palestra per correre sul tapis roulant che funzionano con l’elettricità.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Bevevamo l’acqua alla fontana quando avevamo sete. Non avevamo tazze o bottiglie di plastica da gettare.
Si riempivano le penne d’inchiostro invece di comprare una nuova penna ogni volta.
Rimpiazzavamo le lame di rasoio invece di gettare il rasoio intero dopo alcuni usi.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista.

Le persone prendevano il bus o il treno e i bambini si recavano a scuola in bicicletta o a piedi invece di usare la macchina di famiglia con la mamma come un servizio di taxi 24 h su 24.
I bambini tenevano lo stesso astuccio per diversi anni, i quaderni continuavano da un anno all’altro, le matite, le gomme , i temperamatite e gli altri accessori duravano fintanto che potevano, non un astuccio tutti gli anni e dei quaderni nuovi gettati a fine giugno, così come matite e gomme con uno slogan diverso ad ogni occasione.

Ma, è vero, noi non conoscevamo il movimento ecologista!

C’era solo una presa di corrente per stanza e non una serie multipresa per alimentare tutta la panoplia degli accessori elettrici indispensabili ai giovani di oggi.

Allora non farmi incazzare col tuo movimento ecologista!

Ci lamentiamo solo di non aver avuto abbastanza presto la pillola, per evitare di generare giovani idioti come voi, che si immaginano di aver inventato tutto, a cominciare dal lavoro.
Giovani che non sanno scrivere 10 righe senza fare 20 errori di ortografia, che non hanno mai aperto un libro oltre che dei fumetti, che non sanno chi abbia composto il bolero di Ravel … ( che pensano sia un grande sarto), che non sanno dove passa il Danubio quando proponi loro la scelta tra Vienna e Atene, ecc.
Ma che credono comunque di poter dare lezioni agli altri, dall’alto della loro ignoranza!

E tutti erano più felici … senza consumismo!

Fabrizio Fratus

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Immagine e testo tratti da  Ragione Critica

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percezione della realtà: tra propaganda e fake news


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D. – L’intrattenimento e le fiction rischiano di alterare la percezione della realtà nel Pubblico o è sufficiente agire sulla veridicità e il pluralismo dell’Informazione, gestendo in modo obiettivo i telegiornali?

R. – Certo, ormai la propaganda avviene anche e soprattutto attraverso lo spettacolo: serie TV, fiction, film, talk show. Come insegnano alcune regole auree della manipolazione sociale, lo spettacolo può servire per manipolare le masse meglio dei media.

Lo spettacolo serve per distrarre l’opinione pubblica deviandone l’attenzione dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dall’alto, attraverso la tecnica del diluvio o inondazione di continue “distrazioni” e informazioni insignificanti; può servire a far penetrare per gradi nell’opinione pubblica alcune tematiche scomode per “normalizzarle”; può servire a rafforzare alcuni slogan tipici della propaganda e infine a stimolare il pubblico a essere compiacente con la mediocrità. Non è un caso se spopolano ovunque i reality show.

Negli anni si è spinto sempre di più il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti. I reality show, la TV spazzatura e l’imposizione di modelli sempre più trash, soprattutto ai più giovani, serve ad appiattire l’opinione pubblica su canoni estetici e culturali sempre più volgari, rendendoli di fatto un modello da ammirare e imitare. Dovremmo invertire questa tendenza per poter rilanciare il valore della cultura, dell’arte e dell’informazione soprattutto nelle nuove generazioni.

Tratto da questo articolo

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