la presunzione d’onnipotenza


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“La tecnologia alimenta l’illusione che disponendo di grandi mezzi tecnologici nulla ci sia precluso, tutto possa essere raggiunto e giudicato.
Ovvero ingenera la presunzione d’onnipotenza.
L’uso della tecnologia dovrebbe andare di pari passo con l’attivazione di uno spirito critico.
E invece, come scrive Gunther Anders, è cresciuto il dislivello prometeico, ovvero siamo in grado di cambiare il mondo ma non di conoscerlo, di modificare la vita ma non di capirla.
Succede quando la tecnica cresce e decresce la cultura.”

Marcello Veneziani

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Immagine e testo tratti da    Ragione Critica

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il valore per eccellenza


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“Il concetto di felicità inteso come accumulo e consumo, comunque, è piuttosto recente, e risale agli ultimi tre secoli, che non a caso sono i secoli dell’industrializzazione.
Prima, il concetto di beatitudine prevaleva su quello di felicità che, per certi punti di vista, nemmeno esisteva.
Quando le risorse erano scarse, la frugalità era un valore.
Ora che le risorse sono ritenute abbondanti il consumo, invece, è diventato il valore per eccellenza.”

Serge Latouche

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Immagine e testo tratti da   Ragione Critica

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la cultura della vittoria


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«Noi siamo condizionati da una cultura che pone eccessiva enfasi sull’essere vincenti a tutti i costi e non sappiamo gestire la sconfitta, ne abbiamo troppa paura.
Chi possiede una forte capacità di ristrutturazione cognitiva, nonostante la delusione, considera la sconfitta come un’opportunità per migliorare.»

Pietro Trabucchi  (psicologo e coach esperto in resilienza, autore di “Resisto dunque sono” e “Perseverare è umano”)

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