Noi siamo delle prostitute intellettuali …


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“John Swinton pronunciò queste parole nel 1880 e la speranza che da allora la situazione possa essere migliorata può derivare solo dall’affinamento delle tecniche di propaganda che, attraverso i giornali e l’ancora più potente televisione, fanno credere al popolo che esista libertà di stampa, di espressione e di informazione.”

[Fonte: http://siamolagente.altervista.org/il-discorso-che-john-swinton-da-tenere-sempre-a-mente-quando-leggete-un-giornate-o-guardate-un-tg/]

Ogni giorno che passa ho l’impressione che avesse assolutamente ragione …

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le comodità son brevi boccate d’ossigeno, e nulla più …


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“Anche ciò che chiamiamo comodità non è altro che una breve boccata d’ossigeno necessaria a farci accettare di rimettere di nuovo la testa sotto.
Lo stress che si aggiunge allo stress, le maschere che siamo costretti ad indossare ogni giorno, le umiliazioni che dobbiamo imparare a mandar giù col sorriso sulle labbra, esigono sempre nuove sacche di decompressione controllata che rendano accettato il peso dell’insopportabilità del mondo in cui viviamo.
La comodità della tecnologia, come la navigazione virtuale che ci allontana dal mondo reale, come la ricreazione per gli studenti, come il week-end per i lavoratori industrializzati, la licenza per i militari o l’ora d’aria per i detenuti, assolve a questa funzione di alleggerimento sgravando in tutto o in parte il carico psicologico di un’esistenza sempre meno vissuta come un piacere.
L’inazione, infatti, non procura mai gioia ma sollievo, e il sollievo è appunto un ristoro temporaneo, un intervallo che segue e precede una situazione di disagio.
La comodità portata dalla tecnologia non è mai il prodromo di una liberazione ma lo sfogo, organizzato e ammesso, di una prigionia.”

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Immagine e testo tratti da  Mosca Bianca

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