le parole che Clement Duval pronuncia nel libro “Nessuno può portarti un fiore”


§

5114

“Accuso questa società matrigna e corrotta, in cui l’orgia, l’ozio e la rapina trionfano impuniti e anzi venerati, sulla miseria e sul dolore degli sfruttati.
Voi cianciate di furti, voi mi chiamate ladro come se un lavoratore che ha dato alla società trent’anni della sua avvilente fatica per poi non avere neppure il pane per sfamarsi, un cencio per coprirsi, un canile in cui rifugiarsi, potesse mai essere un ladro.
Voi sapete bene che mentite, voi sapete meglio di me che è furto lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che se al mondo vi sono dei ladri, questi vanno cercati tra coloro che oziando gozzovigliano a spese dei miserabili, i quali producono tutto, con le proprie mani martoriate.
[…]
Sono un operaio che non ha sopportato a capo chino, e prima, ero carne da cannone, tornato dalla bassa macelleria del 1870 straziato dalle ferite e spezzato dai reumatismi.
Nei tristi androni dell’ospedale ho avuto tempo, molto tempo, per riflettere su quanto la patria aveva voluto da me e quanto la patria mi aveva dato. Prima mi avete annebbiato il cervello di menzogne, odio e furore selvaggio, per poi farmi avventare in nome dell’onore e della gloria della Francia, tra rulli di tamburi e squilli di fanfare, contro il nemico.
Il nemico?
Li ho visti faccia a faccia, i nemici: erano poveracci come noi, che avanzavano verso la carneficina mesti, docili, inconsapevoli quanto noi di essere strumento di calcoli che di la come di qua dalla frontiera rinsaldavano i diritti feudali di vita e di morte sui sudditi.
Il nemico è qui.
Dentro le frontiere segnate dal capriccio e dalla bramosia di profitto dei governi.
L’umanità che soffre e lavora, quella è la nostra patria.
Il nemico, è l’oligarchia ladra che si ingozza sul nostro sudore.
Non ci ingannate più.”

§§§

Queste sono le parole che Pino Cacucci, in “Nessuno può portarti un fiore” fa pronunciare a Clement Duval, nel corso del processo che lo condannerà ai lavori forzati a vita nella Guaiana francese.
Proletario, già soldato durante la guerra franco-prussiana da cui tornò invalido, fu più volte licenziato e perseguitato per le sue idee politiche antimiltariste e anarchiche.
Alle persecuzioni del potere reagì con l’illegalismo, furti espropriatori e incendi alle fabbriche che più sfruttavano i lavoratori.
Catturato e deportato nella Guiana dopo 14 anni di reclusione e innumerevoli tentativi di evasione riuscì a fuggire fino agli USA dove visse il resto dei suoi giorni.

§

Immagine e testo tratti da  Cannibali e Re

§

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.