C‘era una volta un pianeta chiamato Terra


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Questa è una favola e si sa le favole servono a veicolare messaggi;
in questa circostanza la ‘morale della favola’, nonostante sembri molto bella,
è però totalmente avulsa dalla realtà …
mi riferisco alla sconfortante realtà degli uomini, ovviamente;
eh no … il messaggio finale pare proprio non “arrivi”, non è mai arrivato …

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Benvenuti nel rifugio di Claudio

C‘era una volta un pianeta chiamato Terra.
Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta.
Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco.
Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano “volante”, anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo “guidante”, oppure “girante”, visto che serve per girare?
Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.

Si parlava spesso di “diritti”: il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola.
Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale.
Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i…

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la morte non è avanti a noi …


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“Il tempo ci viene tolto o sottratto, quasi a nostra insaputa, oppure ci sfugge non si sa come.
E la cosa più indecorosa è perderlo per trascurata leggerezza.
Prova a pensarci: gran parte della vita ci scappa via mentre agiamo in modo sbagliato, la maggior parte mentre stiamo senza far niente, e l’intera esistenza trascorre in occupazioni inutili e che non ci riguardano veramente.
Trovami, se sei capace, uno che dia al tempo il giusto valore, che capisca quanto può essere importante una giornata, che si renda conto che noi moriamo un po’ ogni giorno!
Perché questo è il punto: noi pensiamo alla morte come a qualcosa che sta davanti a noi, mentre in gran parte è già alle nostre spalle: tutta l’esistenza trascorsa è già in suo potere.
Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso; buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile.
Preso nel vortice degli affari e degli impegni ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà, e annoiato di ciò che ha.
Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme.
Nessuno ti restituirà i tuoi anni, nessuno ti restituirà un’altra volta a te stesso; il tempo andrà per la via su cui si è incamminato, e non tornerà indietro, né arresterà il suo percorso; non farà rumore, non ti avviserà della sua velocità: scivolerà via silenzioso.
Cerchiamo dunque che ogni momento ci appartenga: ma non sarà possibile, se, prima, non cominceremo noi ad appartenere a noi stessi.”

(Seneca)

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L’immagine ed il testo che precede sono tratti da    Realtà, inganno e manipolazione

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Questo argomento l’ho già trattato; penso che in questo bel testo siano contenuti alcuni spunti fenomenali, alcune verità assolute ma misconosciute.
L’immagine della morte che in gran parte è già dietro alle nostre spalle la trovo incredibilmente significativa, direi perfetta;
abbiamo davanti a noi un tempo limitato e viviamo (io per primo) con la superficialità di colui che è immortale …

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