Passa il Tempo


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PASSA IL TEMPO

“Un tempo il tempo non passava da solo: bisognava farlo passare.
Se si lavorava di gran lena, se si correva di qua e di là, il tempo passava in fretta; se ci si adagiava su una poltrona, frenava di botto e le sue ruote non giravano più.
Non ci sarebbero stati intoppi se gli uomini avessero lavorato più o meno lo stesso, ma non era così.
La mattina, mentre alcuni saltavano giù dal letto pronti ad affrontare le incombenze quotidiane, altri rimanevano a poltrire sotto le coperte.
E al pomeriggio, quando si doveva riassettare e rigovernare, c’era chi si schiacciava un pisolino e chi si affaccendava premuroso.

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Così per qualcuno il tempo passava in un baleno e per altri non passava mai; qualcuno invecchiava a vista d’occhio e altri rimanevano bambini.
Dopo un po’ il Padreterno dovette ammettere che il sistema era difettoso: c’erano figli più vecchi dei padri e fratelli distanti di secoli.
Ma il Padreterno non se la prese: sapeva bene che quando si fa una cosa la prima volta c’è sempre qualche piccolo guasto da riparare.
Così, dopo averci pensato su, decise che il tempo sarebbe passato uguale per tutti, qualunque cosa facessero, che dormissero o pigliassero pesci.
Da allora, non serve più chiudersi in un cassetto o in un armadio, o trattenere il fiato, o rimanere immobili.
Il tempo passa lo stesso, per conto suo.”

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