le persone che mancano


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è il momento di Bencivenga
Capitolo LE PERSONE CHE MANCANO

“Una volta non capivo.
Uscivo di casa per andare al lavoro, o al supermercato, e mentre camminavo mi guardavo intorno: osservavo i passanti, i commessi nei negozi, gli automobilisti al volante fermi a un semaforo rosso.
E mi sembrava strano quanto fossero diversi.
Non perché uno era alto e l’altro basso, uno era calvo e l’altro aveva il ciuffo che gli cadeva sulla fronte.
La differenza non stava nella loro qualità ma nel loro essere.
Alcuni occupavano saldamente il proprio spazio e davano un’impressione vivida di sé; altri invece erano sbiaditi, sfilacciati, opachi, ed era difficile distinguerli dallo sfondo – dal bancone dietro al quale servivano o dalla macchina in cui stavano entrando.
Era come se alcuni fossero al mondo più intensamente di altri, e queste diverse intensità formavano uno spettro continuo, con tutte le gradazioni possibili, tutti i livelli possibili di esistenza.
Il che mi sembrava irragionevole: esistere dovrebbe essere una questione di tutto o di niente, pensavo; o si esiste o non si esiste; e allora queste gradazioni come si spiegano?
Ci ho riflettuto a lungo e poi ho cercato lumi in Internet, dove basta schiacciare qualche tasto e si chiariscono un sacco di cose.
Certo bisogna sapere quali tasti schiacciare, che cosa cercare, e stavolta non era facile scoprirlo.
Infine ho trovato il bandolo della matassa, che ora sto cercando di svolgere.

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Secondo la fisica più avanzata, ho letto, quella che si chiama ‘cutting edge’ (innovativo, all’avanguardia, ndr) perché se ti appoggi ti tagli, per ogni persona ci dovrebbe essere un’anti-persona, identica ma di segno opposto alla prima: e persona e anti-persona dovrebbero annullarsi reciprocamente e sparire entrambe.
Per motivi misteriosi, però, il ‘Little bang’ da cui è scaturito il genere umano ha dato luogo ad alcune asimmetrie.
In molti casi, tutto va come dovrebbe: una data persona e la sua anti-persona sono esattamente identiche e di segno opposto, e come risultato non ci sono proprio, al mondo non ce n’è traccia.
Ci sono anche casi, però, in cui l’anti-persona manca, oppure è presente ma non ha la stessa forza della persona corrispondente (sto parlando di una forza fisica qui, come la gravità e l’elettromagnetismo); e allora la persona va in giro a testa alta, petto in fuori pancia in dentro, camminando di buon passo, oppure va in giro come può, con ‘energia che le è rimasta dopo aver annullato la sua anti-persona, ed è sbiadita, sfilacciata e opaca.
Questo ho capito nuotando nello spazio virtuale.

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Ma capire qualcosa ti fa anche capire quanto poco capisci, quindi la mia situazione non è affatto migliorata.
Mi sono appoggiato e mi sono tagliato.
Perché ora mi chiedo: che motivi sono, quelli ammantati di mistero che hanno dato luogo a queste asimmetrie?
Forse le persone senza anti-persona hanno dei meriti che le altre non hanno?
Come possono averli ‘prima’ di esistere?
E tutte quelle persone di cui non c’è traccia?
Quante cose avrebbero da dirci, da darci, che non sapremo mai?”

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Si sa, le favole, pur avendo dei collegamenti con la realtà, sono opere di fantasia e questa non fa eccezione;
mi sembra fin troppo ovvio che le anti-persone non sono in circolazione alla ricerca dell’alter ego da ‘annullare’ … ma vi sentite di escludere che esistano per davvero ?
Nel senso che non pensate che una gran quantità di persone che si limitano a sopravvivere anziché vivere siano in realtà delle anti-persone ? Beh, forse non lo sono, ma se non sono ‘anti’ sono quantomeno ‘incomplete’, e se non sono ‘anti’ per gli altri lo sono per se stesse …
Il termine ‘cutting edge’ mi ha fatto pensare al termine ‘innovazione’ e quest’ultimo mi ha fatto pensare al fatto che non sempre sia sinonimo di ‘miglioramento’ (specialmente ai giorni nostri) …
L’autore ha redatto questo scritto avendo in mente una sua ‘morale’ della favola, il lettore può, leggendo, riuscire a coglierla oppure trovarne un’altra (a se più congeniale), è forse una questione di capacità interpretativa;
di certo è che la descrizione delle persone fatta sarà pure immaginifica ma non è solo fantasia: esiste per davvero un ‘alone’ che ci circonda, qualcuno la definisce ‘aura’ e la associa anche a dei colori ma di certo ognuno di noi sprigiona al di fuori del proprio corpo una ‘immagine’ dell’energia che si trova all’interno;
forse, nella realtà, ci possono essere persone simili tra loro ma non credo esistano persone perfettamente uguali (completamente uguali non lo sono neppure 2 gemelli monozigoti) e quindi l’asimmetria e le differenze sono una peculiarità non un mistero …

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