come seguire le Istruzioni


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Umberto Eco scrisse nel 1985 parole premonitrici (e condite da una buona dose di elegante ironia) su quello a cui andavamo tutti incontro: la cosiddetta modernità.

Capitolo   COME SEGUIRE LE ISTRUZIONI

“Tutti avranno sofferto, in un bar, di quelle zuccheriere che, non appena il cliente cerca di estrarre il cucchiaino, il coperchio cala come una ghigliottina, lo fa saltare in aria e disperde lo zucchero nell’atmosfera circostante.
Tutti avranno pensato che l’inventore di questo strumento dovrebbe essere posto in un campo di concentramento.
Invece probabilmente ora si gode i frutti del suo delitto in qualche spiaggia esclusiva.

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Una volta l’umorista americano Shelley Berman (da poco scomparso, ndr) ha suggerito che costui sia lo stesso che inventerà tra breve un’auto sicura con le portiere che si aprono dall’interno.
Ho guidato per vari anni un’auto eccellente sotto vari aspetti salvo che aveva il portacenere del guidatore sullo sportello sinistro.
Chiunque sa che si guida tenendo il volante con la sinistra mentre la destra rimane libera per il cambio e per i vari comandi.
Se pertanto si fuma guidando (e ammetto che sia male), si fuma con la destra, per mettere la cenere alla sinistra della propria spalla sinistra, occorre compiere una complessa operazione. distogliendo gi occhi dalla strada.
Se la macchina, come era il caso di quella di cui parlo, arriva ai centottanta all’ora, mettere la cenere nel portacenere, impiegando alcuni secondi di distrazione, significa peccare di sodomia nei confronti di un TIR.
Il signore che ha inventato questa faccenda era un professionista che ha procurato la morte di molte persone, non per cancro dei fumatori, ma per impatto contro corpo estraneo.
Io mi diletto di sistemi di scrittura su computers.
Se comperate uno di questi programmi, vi viene consegnato un pacchetto con i dischetti, le istruzioni e la licenza, che costa dalle ottocentomila lire al milione e mezzo, e potete ricorrere per imparare all’istruttore della ditta o al manuale.
L’istruttore della ditta è di solito addestrato da quello che ha inventato la zuccheriera di cui sopra, ed è opportuno sparargli con una Magnum appena pone piede in casa vostra.
Vi prendete una ventina d’anni, meno con un buon avvocato, ma avete guadagnato tempo.

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Il guaio avviene quando consultate il manuale, e le mie osservazioni riguardano qualsiasi manuale per qualsiasi tipo di artificio informatico.
Un manuale per computer si presenta come un contenitore di materia plastica con spigoli taglienti, che non dovete lasciare alla portata dei bambini.
Quando sfilate i manuali dal contenitore, essi appaiono come una molteplicità di oggetti a più pagine, rilegati in cemento armato e quindi intrasportabili dal soggiorno allo studio, titolati in modo che che voi non sappiate quale dovete leggere per primo.
Le case meno sadiche ve ne forniscono di solito due, quelle più perverse anche quattro.
La prima impressione è che il primo dica le cose passo per passo, per gli stupidi, che il secondo istruisca gli esperti, il terzo i professionisti e così via.
Errore.
Ciascuno dice delle cose che l’altro non dice, le cose che vi servono subito sono nel manuale per ingegneri, quello per ingegneri nel manuale degli stupidi, Inoltre, prevedendo che nei prossimi dieci anni voi dobbiate incrementare il manuale, essi sono fatti come raccoglitori con circa trecento fogli mobili.
Chi ha manovrato un raccoglitore sa che dopo una o due consultazioni, a parte la difficoltà di girare le pagine, gli anelli si deformano, e dopo poco il raccoglitore esplode, spandendo i fogli per tutta la stanza.

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Gli esseri umani che cercano informazioni sono abituati a manovrare cose che si chiamano libri, magari con le pagine colorate sul taglio, o con delle dentellature, come le rubriche telefoniche, in modo che si possa trovare subito quel che serve.
Gli autori di manuali per computer ignorano questa abitudine umanissima, e provvedono oggetti che durano circa otto ore.
L’unica soluzione è smembrare i manuali, studiarli sei mesi con l’aiuto di un etruscologo, condensarli in quattro schedine (che tanto basta) e buttarli via.”

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A me pare che l’indubbia veridicità di tali parole confermi che spesso qualcuno si avvalga anche (e forse volutamente) dell’ausilio di un operatore dell’Ufficio Complicazione Affari Semplici.
Io vi garantisco che ho trovato sempre qualcosa di ‘fastidioso’ (oppure ‘mancante’, omesso, poco chiaro) in tutti i manuali di istruzioni che mi son capitati tra le mani;
quindi …
o sono stupido io, oppure …
(comunque, non escludo a priori che la ‘risposta’ esatta sia la prima    😉    )

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PS – per non parlare dei piccoli mobiletti da montare …
Oltre che dover consultare la ‘mappa del tesoro’ (rigirandola sotto sopra più volte), non vi è mai capitato che negli ‘allegati’ necessari all’assemblaggio manchi una vite ?
A me (quasi) sempre …

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PS 2 – un cliente che si sente inadeguato nel risolvere piccoli (e risolvibili) problemi diventa un ottimo cliente per ‘soluzioni’ drastiche e non necessariamente indispensabili (tipo ‘sostituzione’, appunto …).

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non c’era nessuno (forse …)


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Apparentemente sembra trattarsi di un gioco di parole, un virtuosismo lessicale di Bencivenga, un po’ fine a se stesso;
ma essendo una favola una morale dovrà pure averla, no?

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Capitolo NESSUNO

“Una volta non c’era nessuno, ma chi l’avrebbe mai detto?
Nessuno, appunto: siccome non c’era nessuno, nessuno diceva niente.
Così questa storia che non c’era nessuno era molto strana.
Era vera, senz’altro, perché in effetti non c’era nessuno, ma nessuno poteva dirla.
Prima o poi ci fu qualcuno, ma le stranezze non erano finite.
Quando qualcuno cominciò a raccontare la storia che una volta non c’era nessuno, gli altri aggrottarono la fronte e sollevarono enormi punti interrogativi.
Perché come si faceva a sapere che una volta non c’era nessuno?
Quando non c’era nessuno, non c’era nessuno a saperlo, e il momento che ci fu qualcuno non si poteva certo dire che non ci fosse nessuno.
Così, ancora una volta, la storia non era vera ma nessuno poteva dirla.
Ora tutti dicono che c’è sempre stato qualcuno.
Non è vero, ovviamente, perché una volta non c’era nessuno.
Ma è tutto quel che si può dire.”

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… o forse no ?

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dell’Esternazione


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Questo ‘pezzo’ contiene tutto : un’arguzia ed un’ironia (di una incomparabile ‘finezza’) ma unita a cultura in ogni sua espressione: linguistica, storica, filologica, filosofica …

E’ tratto da
IL SECONDO DIARIO MINIMO
di Umberto Eco
Capitolo
DELL’ESTERNAZIONE

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“Mi è capitato tra le mani un volumetto in dodicesimo, rilegato in vitello coevo, debole ai giunti.
E’ senza data e il luogo d’impressione (Bagnacavallo) è chiaramente fittizio, ma non avrei esitazione a definirlo opera secentesca per le forti arrossature dovue alla qualità della carta.
Il titolo suona De l’Esternattione – Ouuero di Come Principi, Ministri, Poeti & Philosophi Possano Celare il Loro Pensiero Rendendolo Argutamente Apparente in Qualsiuoglia Circumstantia.
L’opera appartiene evidentemente a quel genere illustrato da ‘L’Oracolo manuale o arte di prudenza’ del Graciàn, dal ‘Breviario dei politici’ del Mazarino e da ‘Della dissimulazione onesta’ di Torquato Accetto.
Ma mentre questi manuali insegnavano all’uomo di corte come nascondere i propri segreti, simulare apparenti virtù, o dissimulare le vere per non divenire l’oggetto di invidia di altri cortigiani, il nostro tratterello rovescia con guizzo d’ingegno la situazione.
Si veda per esempio il capitoletto dedicato a ‘Il Governo dei Popoli’.
In esso si dice: *Se tu hai un reggimento di popoli, quando qualcuno ti visiti, mostrati intento a stilare una lettera al tuo Ministro, e poni cura che ciò che scrivi sia ben palese all’occhio dell’Indiscreto, ripetutamente volgendo la charta onde favorire il suo Sguardo Linceo, così che Colui legga che tu fai carico il Ministro d’essere non già tuo fraterno Servitore, ma Infame e figlio di Madre rimasta Sconosciuta ai pubblici registri, pronto per l’Hospidale de’ Pazzi incurabili, assiduo de la Sinagoga de gli Ignoranti.
E in tal modo la tua missiva diventerà oggetto di gran chiacchiera in ogni Serraglio de gli Stupori del Mondo.
Ma fa sì che il giorno appresso, lo stesso Indiscreto, ti oda dire del Medesimo Ministro che egli sia uomo di non comune Virtù, e sodale tuo carissimo, in modo e maniera che nuovo e contrario stupore sopraggiunga agli spectatori del Serraglio.
In tale misura il tuo intento si trasformi in Impresa Enigmatica al pari di un Edippo Egiptiaco, e molto i vari Cervelloni Mondani parleranno di te come Reggitore accorto, e capace di argute complicazioni; e vedendoti Architetto di tante e opposte Machinattioni su la Piazza Universale, non penseranno che altre tu ne architetti in qualche Mondo Sotterraneo.*
Il nostro Anonimo non lesina consigli ai Cortigiani: *Ma se ti avvenga di nutricare inurbani pensieri circa il Sovrano, non mormorare per Suburre, ma più tosto grida a l’Assemblea ‘oh, quell’allocco!’ o pur anco ‘parmi ch’egli sia stolido & demente’, così che il Sovrano mai più ardisca a farti cogliere dai suoi Sicari, perché la voce pubblica addebiterebbe a lui, ormai ribollente l’ira, l’Atroce Mandato.*
L’Anonimo passa poi a distribuir consigli agli Uomini di Lettere:
*Ancorché sudare le charte e perfettionare ad amussim sonetti caudati, che sono cagione di Inutile Fatica, se tu sei putacaso convinto dell’eccellenza de l’Ariosto e ti è discaro un Tale che affermi l’eccellenza del Tasso, appari a l’Accademia e a Colui distribuisci Ceffate & Sorgozzoni.
Né t’affliggere a riflettere se tu sia perché pensi, come vogliono i Cervelloni Ultramontani, né se pensi perché sei, come direbbero i Dottori d’Alcalà, che molto ne soffrirebbe il Cervellone Cabbalistico tuo, ma abbi l’idea di un Theatro in cui tu, esibendo i Corbelli tuoi, et agitando con la Man Manca la tua Virile Pannocchia, la Man Dritta pertandola al naso e muovendone i Diti a guisa di Ventaglio, facci Espressione ‘Emblema che suoni a Dispregio della Sorella o Madre di Colui – si che quello, preso da desiderio di Emulattione, tragga in cambio et ostenti il proprio Cannocchiale (più cinico che Aristotelico nda) e incautamente mostri al popolo che la sua Arma è di molto inferiore a la tua per grandezza et Erettione – in tal guisa che tu solo possa essere celebrato come Portento d’Acutezza, da poiché in tal modo oggi si misura l’Ingenio.*
Di questo testo credo dovrà tener gran conto chi in futuro volesse tentare una ricerca sullo spirito dell’età neobarocca.”

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Irrilevanza Comparata


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Chissà quante volte vi sarà capitato di pensare che parole appena udite (o lette) fossero prive di senso; probabilmente il più delle volte sarà stato durante l’ascolto della TV, un TG oppure un Talk Show politico oppure la lettura di un quotidiano.
E’ un fenomeno di sempre maggior rilevanza in questi tempi in cui la pochezza dgli attuali politici si accompagna alle loro scelte sempre più spregiudicate (e spesso eticamente discutibili); nulla comunque in confronto alla comunicazione mainstream ed alla pubblicità.
Forse per descrivere il fenomeno vi verrà in mente il neologismo ‘supercazzola’ …
ed allora vediamo come tratta l’argomento uno che in quanto a cultura non era certamente uno sprovveduto.
Ovviamente si tratta di un corso di laurea breve in strane facoltà di un ateneo un po’ particolare …

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4570

Il capitolo è
PROGETTO PER UNA FACOLTA’
DI IRRILEVANZA COMPARATA

DIPARTIMENTO DI OSSIMORICA
Urbanistica tzigana
Enologia musulmana
Fonetica del film muto
Iconologia Braille
Istituzioni di rivoluzione
Lingue franco-germaniche
Lingue uralo-malanesiane
Lingue ugro-romanze
Idrografia selenitica
Dinamica parmenidea
Statica eraclitea
Oceanografia tibetana
Microscopia siderale
Oftalmologia gastrica
Spartanica bizantina
Istituzioni di devianza
Istituzioni di aristocratica di massa
Istituzioni di oligarchia popolare
Storia delle tradizioni innovative
Elementi di senescenza dei momenti aurorali
Dialettica tautologica
Eristica booleana

DIPARTIMENTO DI ADYANATA (o impossibilia)
Fortuna della lingua etrusca nel medioevo
Morfematica del Morse
Storia dell’agricoltura antartica
Storia degli Stati Uniti nell’epoca ellenistica
Storia della pittura nell’isola di Pasqua
Lettura sumera contemporanea
Istituzioni di docimologia montessoriana
Psicologia delle folle nei paesi sahariani
Fenomenologia dei valori cromatici nella Sindone
Storia della pittura paleolitica
Storia dell’agricoltura nel Giurassico
Storia delle istituzioni familiari presso i Templari
Anatomia delle tigri africane
Filatelia assiro-babilonese
Ippica azteca
Tecnologia della ruota negli imperi precolombiani
Teoria della aerofagia da impiccagione
Tratti pertinenti in rectofonia
Sintattica del borborigmo
Fonologia della pausa

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DIPARTIMENTO DI BIZANTINICA
Cefaloctomia idraulica
Fenomenologia del colpo di glottide nella fellazione danese
Semaforica del trivio e del quadrivio
Microscopica degli indiscernibili
Psicoterapia degli insiemi non normali
Teoria dei separati (complementi di teoria degli insiemi)
Calcolo infimo (complementi di calcolo sublime)
Calcolo semolato (complementi di calcolo integrale)
Storia delle ovvietà di Zermelo
Tecnica del terzo incluso
Logica informale
Storia delle fonti del Rajna
Ars oblivionalis
Storia dela filosofia pre-presocratica
Archeologia degli istituti di archeologia
Geografia del Vaticano
Complementi di complementi
Storia delle colonie del principato di Monaco
Storia di Uqbar

DIPARTIMENTO DI TETRAPILOCTOMIA
[Malgrado le denominazioni tecniche (il cui ermetismo è dovuto anche a ragioni di decenza), il buon etimologo saprà dedurne i contenuti, che sono nell’ordine: tecnica di scrittura su superfici idriche, arte di tagliare il brodo, costruzione di macchine per salutare la zia, tecnica di appiccare il fuoco alle natiche altrui, arte di scamparsela per un pelo, analisi di formule come ‘vaffanculo’, arte di attaccarselo al membro virile, ritmica della penetrazione a posteriori, arte di inviare qualcuno a morire ammazzato. Per tetrapiloctomia si intende ovviamente la scienza che consente di spaccare il capello in quattro]

Idrogrammatologia
Poziosezione
Avunculogratulazione meccanica
Piropigia
Pilocatabasi
Perlocutoria della scatotecnica
Tecnica delle soluzioni mentulopensili
Sodomocinesica
Scleropatomittenza

Gli studenti possono conseguire la Laurea in Irrilevanza comparata dando 18 esami in materie assolutamente sconnesse e senza rapporto reciproco.
[…] “

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