Undici nuove Danze per Montale


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Umberto Eco si stagliava sulla categoria dei ‘mediocri’ (che già imperversano da un bel po’) con testi di tutti i tipi.
E’ di uno di questi tipi che vi voglio parlare ora, con un suo scritto che si rifà al concetto dell’ OU LI PO (Ouvroir de Littérature Potentielle), quella particolare possibilità di esprimere la stessa cosa in più maniere, apparentemente differenti, ma che, in realtà, mantengono lo stesso concetto anche se espresso in altri modi.

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Dall’arcinoto libro, ecco il capitolo
UNDICI NUOVE DANZE PER MONTALE
si parte da una poesia del poeta che è questa:

“Montale (tale e quale)

Addio, fischi nel buio, cenni, tosse
e sportelli abbassati. E’ l’ora. Forse
gli automi hanno ragione, Come appaiono
dai corridoi murati!

– Presti anche tu alla fioca
litania del tuo rapido quest’orrida
e fedele cadenza di carioca? – “

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Già così, la poesia nella sua poetica, un po’ ermetica, potrebbe bastare.
Invece Eco da più versioni dello stesso testo, ‘giocando’ oppure facendo l’equilibrista, utliizzando la tecnica dei ‘lipogrammi’ nel modo seguente:

Senza A (vuol dire che il testo non può utilizzare la lettera A)

Congedi, fischi, buio, cenni, tosse
e sportelli richiusi. E’ tempo. Forse
son nel giusto i robot. Come si vedono
nei corridoi, reclusi!

– Odi, pur tu il severo
sussulto del diretto con quest’orrido,
ossessivo ritorno di un bolero? –

Senza E (idem)

Addio sibili al buio, colpi rari
di cristalli abbassati. Ora, magari
i Mac Intosh non sbagliano. Mi appaiono
dei corridoi, murati!

– Dona pur tu, su, prova,
al litaniar di un rapido l’improvvido,
ostinato ritmar di bossa nova … –

Senza I

Un suono nella notte, un cenno, tosse
lo sportello è sbattuto. E’ l’ora. Forse
non erra quel computer. Come allude
da quello schermo, muto!

– Do forse alla macumba
che danza questo treno la tremenda
ed ottusa cadenza di una rumba? –

Senza O

Addii, sibili ed esili starnuti
tra un battere di vetri. E’ tardi. Muti.
gli ingranaggi san bene. Tu li vedi
su quei sedili, tetri.

– Presti anche tu, chissà.
al litaniar dei rapidi quest’arida
cadenza di un demente cha-cha-cha? –

Senza U

Addii, fischi di notte, cenni, tosse
e sportelli abbassati. E’ l’ora. Forse
i replicanti han vinto. Coma appaiono
di corridoi, clonati!

– Non si sente forse, a sera
la litania del rapido dll’orrido
ancheggiare lascivo di habanera? -“

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Ora potremmo definire queste composizioni dei semplici ‘divertimenti’ lessicali. Ma potremmo altresì apprezzarli per un attento e corretto uso delle parole, un vero e proprio esercizio di stile;
stile che, inutile ricordarlo, si è andato via via perdendo per manifesta incapacità da parte di chi, pur avendo assunto il compito di comunicare sapienze e aprire a nuove possibilità, si è assai colpevolmente accontentato di recitare una parte;
Incapacità probabilmente non casuale, ricercata, voluta ed agevolata da un sistema sociopolitico, economico e di potere a cui il degrado dello ‘status (quo) mentis’ è gradito.
Se vi dovessero essere venuti in mente dei Ministri della Pubblica istruzione, degli Intellettuali, dei Giornalisti ultimamente in circolazione … vuol dire che avete capito il senso del commento …

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La giustizia dei bambini


Parole ed immagini che rinfrancano il cuore …

adoraincertablog

Eravamo all’inizio del nostro lavoro in Africa. Ancora in quel tempo in cui accadeva che come citrulli ci dessimo, di tanto in tanto, alla distribuzione di caramelle.

Fila di bambini davanti a noi, altri che ne arrivano da tutte le parti richiamati da quella misteriosa e silenziosa sirena che in situazioni di questo genere nei villaggi sempre si attiva.

Forse qualcuno fa il furbo, forse dopo avere preso la prima si rimette in fila. Forse qualcuno invece è troppo timido per reclamare quel che gli spetta e resta in disparte.

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