il Patrimonio


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Eccovi il capitolo
IL PATRIMONIO
tratto dal libro
LA FILOSOFIA IN SESSANTADUE FAVOLE
di Ermanno Bencivenga

“Gennaro aveva accumulato un gran patrimonio.
Di rispettabilità.
Aveva cominciato da piccolo: mentre gli altro bambini prendevano di mira gli uccelli con la fionda o ficcavano rane sotto il colletto della nonna, lui studiava a memoria la poesia e apparecchiava la tavola.
Forchetta a sinistra, coltello e cucchiaio a destra, tovagliolo ben piegato dentro il bicchiere.
Più tardi vennero, per gli altri, le corse in motorino e le sigarette fumate in bagno, gli esercizi copiati dal compagno di banco e le mattinate al cinema, invece che a scuola.
Per lui ci furono paradigmi di verbi greci, guerre di successione polacche e spagnole e vacanze salutari a mezza collina: una passeggiata, l’ombra di un albero e un buon libro.
E ci furono diplomi e onorificenze, borse di studio e pacche sulle spalle.
Da parte degli insegnanti, si intende.
Finita la scuola, Gennaro non finì però di accumulare rispettabilità.
Ogni sua parola era saggia e meditata, ogni suo gesto pieno di prudenza, ogni sua scelta estremamente razionale.
Gli capitava di pensare, a volte,che forse avrebbe dovuto spendere un po’ del suo patrimonio, che non aveva senso accumularlo se non lo si usava mai.
Ma era circondato da personaggi mediocri e ideali insignificanti: nulla su cui valesse la pena d’investire in tesoro raccolto con tanta fatica.
Altri sembravano pensarla diversamente e si lanciavano con grande passione in imprese di scarsa importanza, ma c’era da capirli: non avevano molto da perdere, loro.
Gennaro avrebbe avuto bisogno di una causa veramente degna, di un compito all’altezza della sua fama e delle sue doti.
Invidiava i bei tempi antichi, quando giravano per il mondo eroi e semidei, quando c’erano continenti da scoprire e popoli da portare al di là del Mar Rosso.
Tempi andati, purtroppo: nulla di simile intorno a lui.
E così Gennaro non spendeva, e il suo patrimonio cresceva.
Un giorno Gennaro morì.
Una morte molto rispettabile, ovviamente.
Per accompagnarlo all’ultima dimora si presentarono popolo e dignitari, e tutti erano tristi, con misura, con riserbo, con decoro.
C’era una banda che suonava musica di alto valore culturale.
Oggi, il patrimonio di Gennaro è fuori corso.
O forse se lo sono mangiato i topi.
Certo è che nessuno ci ha comprato niente.”

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La verità che a scuola non vi insegnano


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Ho letto questo post … (cliccare per leggere)
Ci sono scritte delle cose molto serie e rilevanti che non ho modo di verificare;
allora le tratterò soltanto come ‘ipotetiche’ verità.
Guardando alla Storia ed alla realtà presente però mi rendo conto che il 12 Ottobre non può e non dovrebbe essere una ricorrenza festosa; il 12 Ottobre 1492 è la data in cui iniziarono ad essere compiuti un numero impressionante di atti violenti, iniqui, aberranti.
Se (e sottolineo il ‘se’) anche Colombo non avesse compiuto le atrocità descritte in prima persona ha comunque, con la sua ‘scoperta’, reso possibile a tanti che lo seguirono il compiere una moltitudine di gesti pregni di una meschinità ed atrocità indescrivibile, gesti di certo non ‘ipotetici’ in quanto, purtroppo, più che documentati.

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Come non dire *Esatto*


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Passiamo a qualcosa di più leggero e divertente ed a noi più ‘vicino’ …

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Umberto Eco (un quarto di secolo fa)
ha scritto nel suo libro il divertente
capitolo COME NON DIRE *ESATTO*

“Infuria la battaglia contro gli stereotipi che invadono l’italiano di uso comune. Uno di questi, come è noto, è *esatto*.
Lo sappiamo, tutti ormai rispondono *esatto* quando vogliono comunicare il loro assenso.
L’uso è stato incoraggiato dai primi telequiz, dove per segnalare la risposta giusta si traduceva direttamente dall’americano *that’s right* o *that’s correct*.
Quindi non vi è nulla di fondamentalmente inesatto nel dire *esatto*, salvo che chi lo pronuncia dimostra di aver appreso l’italiano solo dalla televisione.
Dire *esatto* è come ostentare in soggiorno un’enciclopedia che notoriamente viene data in premio solo agli acquirenti di un detersivo.
Per venire incontro a chi volesse liberarsi da *esatto* faccio seguire una lista di domande o asserzioni a cui oggi si risponde di solito *esatto*, e metto tra parentesi il cenno di assenso alternativo che si potrebbe invece usare.

Napoleone è morto il 5 maggio 1821. (Bravo!)
Scusi è questa piazza Garibaldi? (Sì.)
Pronto, parlo con Mario Rossi? (Chi parla prego?)
Pronto sono Mario Bianchi, parlo con Mario Rossi? (Sono io, dica.)
Allora le devo ancora diecimila lire? (Sì diecimila.)
Come ha detto dottore, AIDS? (Eh sì, mi spiace.)
Lei telefona a ‘Chi l’ha visto’ per segnalare che ha incontrato la persona scomparsa? (Come ha fatto a indovinare?)
Polizia: è lei il signor Rossi? (Carla, la valigetta!)
Ma allora non porti le mutandine! (Te ne sei accorto, finalmente!)
Lei vuole dieci miliardi per il riscatto (E come mi pago il telefono sull’auto, se no?)
Se capisco bene, hai firmato un assegno a vuoto per dieci miliardi e hai dato il mio nome in garanzia? (Ammiro la tua perspicacia.)
Hanno già chiuso l’imbarco?! (Vede quel puntino nel cielo?)
Lei sta dicendo che sono un mascalzone! (Ha colto nel segno.)

Insomma mi direte, lei ci sta consigliando di non dire mai esatto?

Esatto!”

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l’Età Oscura


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“Solo gli averi conferiranno il rango.”
“Gli uomini concentreranno i loro interessi sull’acquisizione, anche se disonesta, della ricchezza.”
“I capi invece di proteggere i loro sudditi, li spoglieranno e sotto pretesti fiscali ruberanno le proprietà alla casta dei mercanti.”
“Le vesti sacerdotali sostituiranno le qualità del sacerdote.”
“Deviati da miscredenti, gli uomini si chiederanno insolentemente: “Che autorità hanno i testi tradizionali? Che sono questi Dei, che è la casta detentrice dell’autorità spirituale? (Brahmana)”
“Si penserà che chiunque per qualunque via possa raggiungere lo stato di rigenerati (è il livello democratizzante delle pretese moderne della spiritualità) e gli atti di devozione che potranno ancora esser eseguiti non produrranno più alcun risultato.”
“La terra sarà venerata solo per i suoi tesori minerali. (industrializzazione ad oltranza, morte della religione della terra)”
“Ogni ordine di vita sarà uguale promiscuamente per tutti. (conformismo, standardizzazione).”
“Il rispetto per le caste, per l’ordine sociale e per le istituzioni (tradizionali) verrà meno nell’età oscura.”
“La debolezza sarà la sola causa dell’obbedire. (fine degli antichi rapporti di lealismo e di onore)”
“Colui che distribuirà più danaro sarà signore degli uomini e la discendenza familiare cesserà di essere un titolo di preminenza” (superamento della nobiltà tradizionale).”
“Ogni specie di uomo si immaginerà di essere pari ad un brahmana” (pretese prevaricatrici della libera cultura accademica; arroganza dell’ignoranza).”
“La gente quanto mai avrà terrore della morte e paventerà l’indigenza: solo per questo conserverà forma (un’apparenza) di culto.”
“I matrimoni in questa età cesseranno di essere un rito e le norme connettenti un discepolo ad un maestro spirituale non avranno più forza.”
“La razza sarà incapace di produrre nascite divine.”
[…]
“Solo movente della devozione sarà la preoccupazione per la salute fisica, solo legame fra i sessi sarà il piacere, sola via al successo nelle competizioni sarà la frode.”
“La sanità (interiore) e la legge (conforme alla propria natura) diminuiranno di giorno in giorno finché il mondo sarà completamente pervertito.”
“Quando i riti insegnati dai testi tradizionali e le istituzioni della legge staranno per cessare e il termine dell’età oscura sarà vicino, una parte dell’essere divino esistente per la sua propria natura spirituale secondo il carattere di Brahman, che è il Principio e la Fine… scenderà sulla terra …
Sulla terra, ristabilirà la giustizia: e le menti di coloro che saranno vivi alla fine dell’età oscura verranno destate e acquisteranno una trasparenza cristallina.
Gli uomini così trasmutati in virtù di tale speciale epoca costituiranno quasi una semenza di esseri umani [nuovi] e daranno nascita ad una razza che seguirà le leggi dell’età primordiale (krta-yuga).”

Tratto dal Vishnu Purana, uno dei testi sacri piú antichi della tradizione induista, profezia che si riferisce alla cosiddetta Età Oscura, il Kali-yuga, punto eticamente piú basso del ciclo evolutivo di questa civiltà.

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Una civiltà, una cultura, tradizioni, usi e costumi a noi assai lontani.
Uno scritto, il cui autore è sconosciuto, che è stato redatto (pare) tra il 200 ed il 400 D.C.
Eppure, nonostante la lontananza temporale, qualcosa tra quelle che ho letto mi sembra che si siano davvero avverate nel mondo intero ed alcune siano tuttora presenti.
Sono stupefatto … come potevano allora conoscere già così bene l’animo umano ???

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l’immagine ed il testo sono tratti da  Realtà, inganno e manipolazione

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