talking to Babylon


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Da IL SECONDO DIARIO MINIMO – Umberto Eco
Capitolo CONVERSAZIONE A BABILONIA

“(Tra il Tigri e l’Eufrate all’ombra dei giardini pensili, non molte migliaia di anni fa.)

URUK – Ti piacciono questi cuneiformi? Il mio sistema di servo scrittura in una decina di ore mi ha composto tutto l’inizio del codice di Hammurabi.
NIMROD – Cos’è? Un Apple Nominator della Eden Valley?
URUK – Sei matto? Quelli non te li prendono più indietro neppure al mercato degli schiavi di Tiro. No, questo è un servo-scrittore egiziano, un Toth 3Megis-Dos. Consuma pochissimo, un pugno di riso al giorno, e scrive anche in geroglifico.
NIMROD – Gli riempi la memoria per niente.
URUK – Però formatta mentre copia. Non ha più bisogno di un servo-formattatore che prende l’argilla, ti modella la tavoletta, la fa seccare al sole, e poi un altro scrive. Lui modella, secca al fuoco e scrive direttamente.
NIMROD – Può usare tavolette da 5,25 cubiti egizi e peserà una sessantina di chili, Perché non ti prendi un portatile?
URUK – Cosa? Uno di quei visori caldei a cristalli liquidi? Roba da Magi.
NIMROD – No, un servo-scrittore nano, un pigmeo africano adatto a Sidone. Sai come sono i fenici, copiano tutto dagli egizi, ma poi miniaturizzano. Guarda: laptop, scrive seduto proprio sui tuoi ginocchi.
URUK – Che schifo, è anche gobbo.
NIMROD – Per forza, gli hanno inserito una piastra nella schiena per il backup rapido. Una frustata e ti scrive direttamente in Alfa-Beta, vedi, invece del graphic mode usa un text mode, con ventun caratteri fai tutto, Compatti il codice di Hammurabi in poche tavolette da 3,5.
URUK – E poi devi comperarti anche un servo-traduttore.
NIMROD – Assolutamente no. Il nano ha il traduttore incorporato, un’altra frustata e ti riscrive in cuneiforme.
URUK – Fa anche la grafica?
NIMROD – Per forza, non vedi che è di colore? Chi credi mi abbia fatto tutti i piani per la Torre?
URUK – Ma ti fidi? Poi magari casca giù tutto.
NIMROD – Figurati. Ha caricato in memoria il Pytagoras e il Memphis Lotus. Tu gli dai le misure piane, una frustata, e lui ti progetta uno zigurrat in tre dimensioni. Gli egizi per le piramidi avevano ancora bisogno del sistema Moses a dieci comandamenti, che richiedeva un link di diecimila servocostruttori. E non erano affatto friendly. Tutto hardware obsoleto che hanno dovuto buttare nel Mar Rosso, si sono persino sollevate le acque.
URUK – E per il calcolo?
NIMROD – Parla anche in Zodiak. Ti mostra in un attimo il tuo oroscopo e wath you see is wath you get.
URUK – Costa molto?
NIMROD – Guarda se lo comperi qui non ti basta il raccolto di una stagione, ma se lo fai prendere nei mercatini di Byblos lo hai per un sacco di sementi. Certo lo devi nutrire bene, perché lo sai, garbage in garbage out.
URUK – Mah, io mi trovo ancora bene con il mio egizio. Se il tuo nano è compatibile con il mio 3Megis-Dos, non potresti fargli insegnare almeno lo Zodiak?
NIMROD – Sarebbe illegale perché quando lo comperi devi giurare che lo tieni solo per uso personale… Ma in fondo lo danno tutti, va bene, li mettiamo in contatto. Solo che non vorrei che il tuo avesse il virus.
URUK – E’ sano come un pesce. Quello che mi fa paura piuttosto, è che ogni giorno tirano fuori un nuovo linguaggio e alla fine si arriverà alla confusione dei linguaggi.
NIMROD – Stai tranquillo, non qui a Babele, non qui a Babele.”

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Corsi, ricorsi, trascorsi, percorsi, discorsi … e buonumore (ma occhio al ‘virus’ 😉 ) …

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