la cosiddetta critica …


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E’ bene che se ne prenda pacatamente atto, senza agitarsi e senza diffamare secondo le usuali categorie in voga del pensiero unico: la cosiddetta critica (intellettuale, accademica, giornalistica) analizza ormai solo fenomeni marginali (zingari, rom, immigrati, veganesimo, omosessualità, femminicidio, ecc.) per avere così l’alibi per non prendere mai in esame la contraddizione principale: l’economia di mercato che tutti rende alienati e che non cessa di fondarsi su sfruttamento, precarizzazione e offesa permanente della dignità umana.

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Testo tratto da   Diego Fusaro – immagine presa dal Web

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Il Maestro e lo scorpione


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“Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dal’acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per l’effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde nel’acqua in procinto di annegare.
Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo che era lì gli si avvicina e gli disse: ”mi scusi maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dal’acqua vi punge?”
Il maestro rispose: ”la natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.”
Allora, il maestro riflette e con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò: ”non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni.
Perché, gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo.
Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te.”

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