“S” come Scolpire


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Eccovi, sempre tratto da SFAMIGLIA, un capitolo che riguarda i pensieri e le considerazioni di un un grande artista.

Capitolo    S come SCOLPIRE

“Qui di seguito vi propongo un gioco, le cui modalità troverete alla fine.
Si tratta di stralci da pagine di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, lo scultore Henry Moore, settimo degli otto figli di un minatore inglese appassionato di letteratura e musica.
Le citazioni provengono dal suo saggio LE QUALITA’ DELLA SCULTURA.

4057

*Grazie all’esperienza, alle osservazioni delle leggi naturali, alla critica del proprio lavoro e di quello altrui, ogni scultore giunge a definire, nel corso del tempo, quali siano le qualità della scultura che rivestono un’importanza fondamentale per la propria opera; tali qualità saranno determinate a partire dal proprio carattere, dalle proprie inclinazioni, dallo stadio di evoluzione raggiunto, Per quanto riguarda la mia esperienza personale, ritengo che le qualità irrinunciabili della scultura siano quelle che mi accingo ad esporre*.

LA FEDELTA’ DEL MATERIALE
*Ogni materiale ha qualità specifiche.
Affinché il materiale possa svolgere il proprio ruolo nella definizione della forma con cui l’idea scultorea prenderà corpo, è necessario che l’artista agisca direttamente sul materiale, in un rapporto attivo con le sue qualità specifiche.
La pietra, ed esempio, è dura, densa e non dovrà essere snaturata dandole l’aspetto e la morbidezza delle carni. E’ importante non contraddire la logica interna del materiale, non forzarlo mai fino al punto in cui, stravolgendone la struttura, se ne provocherebbe l’indebolimento.
Sarà dunque necessario rispettare la natura costitutiva della pietra, la sua durezza, la sua tensione*.

4058

LA TRIDIMENSIONALITA’ NELLA SUA PIENA REALIZZAZIONE
*In una scultura a tutto tondo non esistono due punti di vista identici.
La possibilità di realizzare una forma che esista appieno nello spazio è legata all’asimmetria.
[…]
L’asimmetria è inoltre associata all’idea di creare forme organiche (desiderio in cui mi riconosco) piuttosto che geometriche*.

L’OSSERVAZIONE DELLA NATURA
*L’osservazione della natura è decisiva nella vita dell’artista.
Grazie ad essa anche lo scultore arricchisce la propria conoscenza della forma, trova nutrimento per la propria ispirazione e mantiene la freschezza di visione, evitando di cristallizzarsi nella ripetizione di formule.
[…]
Accanto alle qualità formali della scultura è tuttavia opportuno ricordare che esistono anche qualità fondamentali di visione e di espressione*.

4059

LA VISIONE E L’ESPRESSIONE
*Sebbene le qualità astratte della forma abbiano un ruolo essenziale per la riuscita del lavoro, l’elemento psicologico, umano, non è a mio avviso di minor rilevanza.
E’ infatti la fusione dell’elemento astratto con quello umano che conferisce all’opera pienezza e profondità di significato*.

LA VITALITA’ E LA POTENZA DELL’ESPRESSIONE
*Ritengo che l’opera d’arte debba possedere una vitalità assolutamente propria, […] avere in sé un’energia trattenuta, una vita che le appartiene in modo esclusivo.
[…]
Quando un’opera è dotata di tale potente vitalità non si usa il termine bellezza per definirla.
[…]

Moore exhibit

Esiste una differenza funzionale tra la bellezza di espressione e la potenza di espressione.
Mentre la prima non ha altro scopo che di piacere ai sensi, nella seconda si ritrova una vitalità spirituale in grado di suscitare un coinvolgimento ben più profondo, non limitato a una sensualità di superficie.
Se un’opera d’arte non mira alla riproduzione delle sembianze del mondo esterno non può essere giudicata come una forma di evasione dalla realtà: al contrario, proprio in virtù di questo suo carattere, essa sarà uno strumento efficace per addentrarsi ancor più profondamente nella vita, non sarà un sedativo o una droga, non sarà nemmeno un esercizio di buon gusto, non sarà un abbellimento della realtà con piacevoli combinazioni di forme e colori, ma piuttosto l’espressione del significato della vita, e l’esortazione a impegnarsi in essa con un’intensità ancora maggiore*.

Ecco quindi la modalità per giocare.
Se ora, rileggendo questa voce, si prova a sostituire mentalmente le espressioni ‘scultura’ e ‘opera d’arte’ usate da Henry Moore con la parola ‘educazione’, i risultati possono essere sorprendentemente interessanti.”

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