I come Impronte


§

3672

Dal libro  SFAMIGLIA   di Paolo Crepet

capitolo   I come IMPRONTE

“Una delle più belle metafore che descrivono l’età giovanile è di Artemidoro di Daldi, misteriosa e affascinante personalità.
Vissuto in Asia Minore nel II secolo dopo Cristo, gran viaggiatore, era un oniromante girovago, cioè un raccontatore di sogni: ne ha trascritti più di tremila nel suo LIBRO DEI SOGNI.

4024

Sosteneva che i figli sono ‘impronte’.
Un’immagine di concretezza e insieme di fugacità (spesso esortava a osservare come *gli uomini scorrono i libri […] perché in questo modo si può comprendere come essi trascorrono la vita*).
Potremmo interpretare l’affermazione di Artemidoro come quello che i genitori imprimono sul terreno e che tuttavia evolve, muta, fluisce nel divenire.
Nella metafora dell’impronta si può trovare la somma di qualcosa che ha a che fare con la natura (quindi pure con la genetica), con l’educazione (ovvero con l’esempio, con ciò che un genitore apporta attraverso la propria esperienza esistenziale), ma anche con qualcosa di aleatorio che sfugge a ogni programmazione perché comprende transizione e trasformazione, inizia in un porto e procede per lidi sconosciuti allo stesso maestro.
Nell’impronta si può cogliere un che di sublime: essa si perde nel procedere, esce dal nostro controllo, dallo sguardo paterno.
Riecheggiano i versi scritti a sedici anni da Arthur Rimbaud, il poeta – anch’egli grande viaggiatore – delle ‘suole di vento’.

4025

*Nelle serate d’estate blu, io andrò per i sentieri,
pizzicato dal grano, a calpestare l’erba minuta:
sognatore, ne sentirò la freschezza ai miei piedi.
Lascerò il vento bagnare la mia testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
ma l’amore infinito mi salirà dentro l’anima,
e andrò lontano, molto lontano, come un bohémien,
nella Natura, felice come con una donna*.

Rileggendo questi versi ripenso a una sera in cui stavo a Firenze per lavoro.
Mi ero liberato prima del previsto, e avevo deciso di andare ad ascoltare il mare in una delle ultime notti d’inverno.
Alloggiavo in un piccolo albergo vicino al lungomare.

Geometria del dolore - Geometry of pain

Mentre passeggiavo sulla spiaggia silenziosa e umida del tramonto, mi era tornato in mente un amico che non sentivo né vedevo da oltre venticinque anni: a Londra avevamo lavorato a un progetto da cui era scaturito poi un libro, LA GEOMETRIA DEL DOLORE; da quel che ricordavo, si era poi trasferito nei suoi luoghi d’origine, in un paesino arroccato nell’entroterra versiliano.
Tornato in albergo, avevo chiesto al portiere se conosceva Romano Cagnoni.
– *Certo. E chi non lo conosce. Parla del grande fotografo, vero?*
Un attimo dopo provavo a chiamarlo a un numero fisso: mi aveva risposto la sua voce inconfondibile.
Gli avevo detto chi ero, e lui subito:
– *Tra mezz’ora davanti a un bicchiere di vino, in piazza, a Pietrasanta.*

4027

Il tempo non lo aveva cambiato.
Lo avevo visto arrivare con la sua andatura leggera e la smorfia ironica che i toscani più intelligenti non tolgono mai dalla bocca.
– *Non invecchi mai, sei sempre uguale. Quanti anni hai adesso?* gli avevo chiesto davanti a un calice di rosso.
– *Non avresti dovuta farmi questa domanda, non è quella giusta!*
– *E qual’è quella giusta?*
– *Quella di Indiana Jones…*
– *Devi chiedermi quanti chilometri ho fatto in tutti questi anni*
Già. Che importa quanti anni sono passati se non hai fatto nulla?
E che importa se ne sono passati molto quando li hai occupati per vedere il mondo, per contagiartene?

4028

Romano Cagnoni (uno dei più straordinari fotoreporter di guerra italiani, il primo occidentale a fotografare Ho Chi Minh), basta uno sguardo per capire quanta strada ha fatto.
E dal suo si capisce che morirà curioso, come tutti i grandi di questo pianeta.
La gente, come i pesci al mercato, dovrebbe essere giudicata dagli occhi, da quello sfavillio che trasmette vita, mai resa, disincanto.
Quando incontro un giovane, mi piacerebbe chiedergli:
-*Quanti chilometri hai fatto?*
Ma temo (tremo) che potrebbe non capire il senso della domanda.”

§

4029

§

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.