della Destinazione Ultima del genere umano


§

3940

Da:    LEZIONI DI ETICA
Immanuel Kant
Capitolo   DELLA DESTINAZIONE ULTIMA DEL GENERE UMANO

“L’ultima destinazione del genere umano è quella più alta perfezione morale, ottenuta dalla libertà, per cui l’uomo diviene suscettibile della più alta felicità.
Dio avrebbe potuto fare l’uomo già così perfetto, da assicurare a ciascuno la felicità.
Ciò però non sarebbe stato attenuto allora dal principio interno del mondo, perché il principio interno del mondo è la libertà.
La destinazione dell’uomo è, dunque, acquistare la perfezione maggiore facendo uso della propria libertà.
La volontà di Dio non è soltanto che dobbiamo essere felici, ma che dobbiamo renderci tali: è questa la vera moralità.
Il fine universale dell’umanità è costituito dalla più alta perfezione morale.
Ora, se tutti agissero in modo che la loro condotta s’accordasse con il fine universale dell’umanità, la più alta perfezione sarebbe stata così raggiunta.
Ognuno deve sforzarsi a orientare la propria condotta conformemente a questo fine, fornendo il proprio contributo in modo che, se ciascuno facesse lo stesso, la perfezione sarebbe raggiunta.
Ora, a che punto è giunto il genere umano sulla strada che conduce ad essa?
Se consideriamo la parte più ‘illuminata’ del mondo, troviamo che tutti gli stati stanno in armi gli uni contro gli altri, affilando in tempo di pace i loro strumenti di guerra.
Ciò implica conseguenze tali, che la possibilità dell’uomo di avvicinarsi al fine universale della perfezione ne risulti impedita.
[…]
Poiché, tuttavia, l’idea del diritto non esercita sui diritti la stessa autorità della propensione all’indipendenza, alla sovranità nazionale e al potere dispotico, nulla consente di nutrire speranze da questa parte.
Allora, come va ricercata la perfezione e in quale direzione occorrerà orientare le nostre attese?
In nessun’altra parte che non sia l’educazione.
Essa dovrà essere adeguata a tutti i fini della natura e della società civile e domestica.
La nostra presente educazione, sia domestica che scolastica, è però ancora notevolmente manchevole, sia riguardo alla cura delle attitudini e in fatto di disciplina e di dottrina, che in merito alla formazione del carattere secondo principi morali.
Si è sempre pensato più all’abilità che all’intenzione di servirsene bene.
Una volta affidati a persone, la cui educazione non è stata migliore, come possono gli stati essere governati diversamente?
Se, però, l’educazione venisse indirizzata in modo che le attitudini si sviluppassero bene e il carattere fosse formato secondo principi morali, le conseguenze di ciò salirebbero fino ai troni e i principi sarebbero educati perciò da persone idonee allo scopo.
Finora, però, nessun principe ha contribuito in qualcosa alla perfezione del genere umano, alla sua intima felicità, al suo valore, badando ciascuno di essi, come suo compito fondamentale, al benessere del proprio stato.
Divenuta invece più adeguata la loro educazione, essi si formerebbero in modi che eserciterebbero un benefico impulso sulla disposizione a trattare.
Una volta piantati, i semi maturerebbero una volta diffusasi universalmente, quella disposizione si manterrebbe, sostenuta dall’opinione di tutti.
Tuttavia non soltanto il monarca, ma tutti i membri dello stato devono essere educati in tal modo; allora soltanto lo stato avrà la saldezza richiesta.
[…]
Quando la natura umana realizzerà completamente la sua destinazione e la sua più alta perfezione possibile, sarà questo il regno di Dio sulla terra.
Domineranno allora su di essa la coscienza che è dentro di noi, il diritto e l’equità e nessun altra superiore autorità di governo.
E’ questo l’ultimo fine a cui il genere umano possa arrivare e che possiamo sperare realizzata dopo un lungo corso di secoli.”
(Beh, ne sono passati altri tre e non è successo niente di buono, anzi! ndr).

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Un testo incredibilmente bello anche se io lo ‘decodifico’ depurandolo dei riferimenti religiosi; io la penso come potete leggete sulle immagini di una grande donna di scienza e questo lo sapete bene.
Kant ci parla sostanzialmente di etica e morale dicendoci delle cose di assoluto buon senso ma purtroppo alcune sono precedute da un ‘se’ che le rende aleatorie e dipendenti da una volontà che lui si auspica ma che gli umani non pare siano intenzionati a manifestare.
Ci prospetta inoltre quale possa essere la realtà umana nel caso che si seguissero i suoi insegnamenti (cosa ovviamente fin qui non successa) ma al contempo ci elenca quello che pure lui sapeva essere la realtà del suo tempo e di quelli precedenti;
quando ci fa notare l’importanza dell’educazione cominciamo a capire tanti perché, a spiegarci molte cose …
alla fine come motivare quanto è accaduto ed accade nel mondo ?
Si potrebbero trovare centinaia di cause e motivazioni ma credo che una sia dovuta al fatto che, oltre la moltitudine che è stata obbligata, la stragrande maggioranza degli umani che hanno avuto la possibilità di ‘calcare le scene di questo palcoscenico’ si siano fondamentalmente accontentati di ‘sopravvivere’, di ‘esistere’ ma non hanno mai avuto la fortuna di ‘vivere’ …

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