Riflessioni


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Raffaele La Capria nel libro    LO STILE DELL’ANATRA    (del 2001) sintetizza alcuni concetti, anche complessi, in una maniera apparentemente ‘qualunquista’ ma con uno studio critico di alcune realtà che in alcuni momenti sfiorano l’ovvio. Eccovi alcuni esempi.

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“La verità non è solo quella problematica o metafisica, ma anche quella che è semplicemente contraria alla menzogna”.

“Un’intervista?
E’ un mezzo che noi usiamo per delegare a uomini autorevoli, o ritenuti tali, il compito di avere delle opinioni.
In tal modo il volgo si sente autorizzato a non averne, coltivando così la propria inclinazione all’indifferenza”.

“L’ovvio e la verità sono negati, contro ogni evidenza, quando la fonte di provenienza è ‘moralmente incompatibile’ e risulta tale ogni volta che l’ovvia verità non conviene a chi dovrebbe prenderne atto”.

“Esiste un sesto senso difensivo.
Questa capacità di selezione guidata dall’istinto e dal senso comune, ed è per me la cultura.
Sono colto perché non leggo questo e non leggerò mai quest’altro”.

“Il senso comune si muove nell’ambito di tutti ciò che è direttamente intuibile e non si lascia stordire dalle parole.
Si potrebbe definire anche dissenso comune, cioè il coraggio di una percezione disinteressata di una realtà diversa di quella che vorrebbero farci apparire i media, i giornali e la televisione. e diversa dal pensiero ‘conforme’ che la spiega quotidianamente, a destra come a sinistra”.

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“Il buon senso ha sempre a che fare con il pregiudizio dominante in un determinato luogo, è locale; il senso comune, libero da tali condizionamenti, è universale.

Il buon senso bada al ‘particolare’, è autoprotettivo e piccolo borghese; il senso comune non bada alle convenienze, non obbedisce i pregiudizi di un luogo o di classe e segue la sua via, inevitabilmente”.

“Contro il vigile controllo del senso comune è schierata anche tutta la burocrazia, degli studi, del potere critico, letterario, accademico, quello dei professori, degli interpreti autorizzati, degli specialisti di questa o di quella scienza, con la loro sicumera e la loro mentalità’.

“Il concettualismo degradato di massa si manifesta, al suo livello più inconscio, con una componente di sadismo e di sfregio che risalta con maggior evidenza sull’intonaco messo a nuovo dei palazzi appena restaurati, con quei graffiti, quelle frasi, come un confuso rumore di fondo che sale dal cuor di tenebra d’una società sgangherata e insoddisfatta”.

“L’azione deve essere inaspettata, scatenare l’imprevisto.
Deve essere insensata, soltanto l’azione insensata ha senso in un mondo senza senso”.

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