la sana arroganza


§

3864

Da    VIVA TUTTO    (del 2010) di Franco Bolelli

“Ho sempre sentito il corpo quasi parossisticamente, ma non sempre in passato riuscivo a liberarmi da certi schemi ‘intelligenti’, di avanguardia che in realtà non mi appartenevano.
Ora, da diverso tempo, ogni pensiero, ogni architettura teorica, è l’espressione diretta delle energie del corpo, i riflessi, gli slanci, i languori e i ripiegamenti, le chimiche degli sguardi e degli incontri in qualunque situazione mi trovo.
Il mio corpo mi segnala istantaneamente – prima che la mia mente riesca a decifrarlo – l’eccitazione o il disagio; il mio corpo mi dice di scappare o di abbracciare.
E non sbaglia mai.
Quando mi dice di scappare, non sta giudicando: mi sta semplicemente dicendo che quella cosa lì, quella situazione, quella persona e io non siamo compatibili.
[…]

3865

Credo ci sia un’arroganza odiosa e un’arroganza sana.
La prima è quella che a sua volta se ne fa vanto, che mira a ostentare la sua diversità.
L’arroganza sana è semplicemente il guizzo vitale impertinente di chi non ha paura di giocarsela, di chi si prende le responsabilità delle proprie scelte e ne accetta i rischi, e non perde tempo né a compiacersi né ad arrovellarsi.
Perché è soltanto ai caratteri forti che ti puoi affidare ogni volta che le cose cominciano a farsi complicate.
Quando parliamo di sfrontatezza non è certo di sparate verbali che si tratta né di plateali provocazioni.
Perché ogni carattere forte è sfrontato; ha la stessa doppia natura di un diamante, splendente e tagliente.
E il coraggio di metterci sempre la faccia e di affrontare a testa alta, senza alibi, senza ipocrisie le conseguenze delle tue scelte e anche dei tuoi errori.
Mai allontanarsi dal proprio carattere, anzi valorizzarlo in tutta la sua pienezza, nelle parti più creative e luminose quanto in quelle scomode e non negoziabili.
Senza compiacimenti, senza auto-referenzialità, senza atteggiarsi facendo la faccia dura.
Alleggerisci il carattere da questa sfrontata durezza e ti rimane giusto la virtù, che è bella, e buona, e modesta, e tollerante, e moralmente giusta, e socialmente presentabile, e perfettamente inutile se c’è da giocarsi un’impresa.
Se vuoi conquistare qualcosa, se vuoi fare l’evoluzione e non soltanto guardarla, allora è la forza, la confidenza e anche la sfrontatezza che fa la differenza, tutta la differenza del mondo.
[…]

3866

Quando vado a fare conferenze, dove ci sono giovani studenti, mi rendo conto che, spesso, hanno idee e talento, ma si sentono invischiati un un sistema (mentale e pratico) che non favorisce l’eccellenza, non la motiva, ma semmai la deprime.
L’idea che i ‘creativi’ debbano essere bizzarri, di avanguardia, stravaganti, non al centro ma ai confini, continua a fare danni irreparabili.
[…]
Prima di poter davvero comprendere la storia, i classici e tante cose del passato, si deve capire chi si è.
Prima metti a fuoco il tuo carattere, la tua ‘essenza’, le cose che più di altre nutrono e rafforzano, e soltanto dopo puoi ottimizzare le tue conoscenze.
La conoscenza è fatta per creare, non soltanto per conoscere.”

§

Una riflessione breve ma lucida.
Da contrapporre alle tante che si stanno sentendo in questi giorni (OK … dovremmo dire non ‘giorni’ ma decenni’ …);

3863

i discorsi ormai sanno di stantio, di naftalina, di muffa ormai incrostata, hanno una patina di demagogia insopportabile che li offusca ma a quanto pare non tutti se ne rendono conto;
ho ripetuto più volte che il “divide et impera” non è per nulla casuale, tutt’altro, e ciclicamente lo vediamo in azione;
ad esempio in questi giorni sono ritornati alla ribalta il fascismo e l’anti fascismo a riempire di ‘bla bla bla’ i salotti e gli schermi, è sotto i riflettori una nuova (ed inutile) legge presentata a mio parere per distogliere l’attenzione da ben altro (leggasi decreti fatti passare con la fiducia senza la possibilità per il Parlamento di dire una sola parola in merito).
Ed allora dividiamoci … i fascisti di quà e gli anti di là …
Sono rimasti in pochi coloro che il fascismo l’hanno vissuto per davvero e mi fa specie che ci siano invece molti ‘nostalgici’ con età che non spiegano come ciò sia possibile, addirittura molti giovani …
leggere dei libri (anche di scuola) non potrà mai far capire appieno cosa è stato il fascismo e l’appartenenza senza vera conoscenza è sempre pericolosa.
Il fascismo dovrebbe essere morto e sepolto e ricordato solo a scopo di ‘monito’;
i metodi fascisti invece esistono ancora e li vediamo applicati quotidianamente anche dai nostri governanti ma vengono mascherati (come in un ininterrotto carnevale) da ‘democrazia’ …

… tutti al mareeeeee …

§

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