il racconto della Logica


§

3821

Avendo ripreso in mano IL MATEMATICO IMPERTINENTE (del 2005), ecco un capitoletto interessante che ci richiama all’uso della ‘logica’ sia nel linguaggio sia nella pratica di tutti i giorni.
Il tutto, raccontato da Piergiorgio Odifreddi con la solita verve.
Il Capitolo è IL RACCONTO DELLA LOGICA

“Perché non raccontare alcune vicende intellettuali della matematica alla stregua di storie, per il solo gusto di dirle a chi abbia voglia di sentirle?
E’ a questa sfida che ho cercato di rispondere, scrivendo LE MENZOGNE DI ULISSE (2004): un racconto della logica che si prefigge, come obiettivo immediato, di raccontare quelle idee, quei fatti e quegli aneddoti che esistono anche in una materia apparentemente tecnica e arida, come può essere una parte della matematica.

3830

E lo fa scegliendo, naturalmente, ciò che più si presta a essere (bis)trattato, come in un ‘trailer’ cinematografico: ciò che attira o dovrebbe attirare, cioè alla visione del film, mostrandone le scene più immediate e memorabili.
Si tratta di un racconto come quelli che si facevano una volta (e magari ancora si fanno, in ipotetici luoghi di sogno rimasti immutato dal contagio delle televisioni) sotto gli alberi nelle sere d’estate, o attorno al caminetto nelle sere d’inverno.
Un racconto che cerca di catturare le improvvisazioni orali di un professore che ha fatto innumerevoli volte sui suoi cavalli di battaglia, come un jazzista registrerebbe in studio i suoi brani preferiti.
Quanto ai temi su cui si effettuano le variazioni. essi sono da un lato le (dis)avventure personali dei maggiori logici, e dall’altro le loro massime conquiste intellettuali: prima fra tutte la costante ripulitura del linguaggio dalla ruggine generata da certa metafisica.
Per cominciare dalle vicende dei protagonisti, si potrebbe immaginare che i logici non offrano spunti particolarmente succulenti.

3831

Ma è addirittura John Nash, premio Nobel nel 1994, a testimoniare che non è così.
Quando l’ho incontrato nel 2003, e gli ho chiesto, credendo di rivolgermi a un doppio esperto in materia, che relazioni ci fossero fra matematica e pazzia, lui si è infatti schermito e ha risposto, candidamente, che non è la matematica a far uscire di testa la gente, ma la logica!
[…]
Potrei continuare a lungo, ma non voglio riscrivere il libro che ho già scritto: solo far venire la voglia di leggerlo!
E, soprattutto, non voglio dare l’impressione che esso possa essere interessato ai fatti più che ai pensieri, come i romanzi tradizionali che affollano le librerie e le folli classifiche.

3832

In particolare, il lettore non si ritroverà tra le mani un ‘pastiche’ (o, in italiano letterario, un pasticciaccio brutto) tipo IL CODICE DA VINCI, che impasta qualche rimasticatura scientifica sulla sezione aurea in un polpettone templar-leonardesco.
[…]
I miei modelli sono semmai, se lo sono, i romanzi di idee che hanno di quando in quando punteggiato la letteratura.
Perché la storia della logica è per l’appunto questo: un romanzo di idee che si snoda per venticinque secoli, e che non ha bisogno di dialoghi (a parte quelli platonici) o di cavalieri (né combattenti sul ronzino coi mulini a vento, né smontati dal biscione a Palazzo Chigi) per tener alte la concentrazione del lettore o l’attenzione dei media, ha bisogno ogni tanto di qualche divagazione (possibilmente divertenti ndr) per abbassarle, dopo aver volato alto col pensiero.
Perché a volare troppo alto, dove lo spinge ‘certa’ metafisica, il pensiero corre il rischio di bruciarsi le ali, come il caro Icaro.
E la logica serve appunto a questo: a permettere al pensiero di evitare di sfracellarsi dopo aver ceduto alle tentazioni e alle lusinghe di ‘certa’ metafisica, che lo spingono a *volar senz’ali*.

3833

La cura proposta non è una rimozione, come i tappi nelle orecchie usati da Ulisse per non sentire il canto delle sirene, ma un’analisi: logica, appunto, come quella insegnata sui banchi delle scuole di derivazione ateniese, e non psicologica, come quella praticata sui lettini degli stregoni di ispirazione viennese.
Un’analisi che parte dalla distinzione tra sostantivi, aggettivi e verbi, che indicano oggetti, proprietà e azioni: o, se si preferisce, personaggi, sentimenti ed eventi, rispettivamente descritti dai tre generi della letteratura classica: l’epica, la lirica e il dramma.

3829

Un’analisi che continua con la distinzione tra soggetti, predicati e complementi, per svelare parzialmente la quale Platone fu costretto, nientemeno, al parricidio di Parmenide.
E che termina con la distinzione tra ipotesi, dimostrazioni e conclusioni, senza la quale non si possono far ragionamenti corretti e degni di questo nome.
Il libro non istiga naturalmente, sulla scia di Platone, all’omicidio dei malpensanti e di ‘certi’ metafisici, ma vorrebbe comunque contribuire a diffondere quell’arte marziale intellettuale che permette di contenere le loro escandescenze, e che va appunto sotto il nome di logica: la stessa usata dagli investigatori polizieschi o scientifici, da Sherlock Holmes s Kurt Godel, per smascherare gli assassini del pensiero chiaro e distinto, che dai pulpiti e dagli schermi continuano a perpetrare in varie forme le menzogne di Ulisse.”

§

che dite … logico no ???
E vi meravigliate se guardandovi intorno scoprite una miriade di episodi di accadimenti in cui la logica non è stata neppure invitata a partecipare come comparsa ???

§

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...