Essere liberi dal “giogo delle Forze”


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“Non conoscendo le leggi cui è soggetta la sua opera, l’uomo s’illude di essere lui ad agire, a fare, a costruire, a decidere; non si rende conto di essere dominato, nelle sue scelte, da forze superiori; non vede che cosa lo induce a muoversi in un modo piuttosto che in un altro, a ripetere ciclicamente le stesse operazioni; non riconosce il suo grado di meccanicità, il suo stato di letargia, di autoipnosi, di automistificazione.
In genere l’uomo ha soltanto desideri, e ciò che chiamiamo una volontà forte o debole non è altro che la permanenza più o meno forte dei nostri desideri.
La volontà autentica è un potere derivato non tanto dai vari desideri, di regola contraddittori, appartenenti ai diversi “io”, ma derivato dalla coscienza e governato da un io unico e permanente.
Soltanto questa volontà agisce e trasforma; può essere definita libera, perché è indipendente dal caso e non può essere modificata o diretta dall’esterno.”

(G.I. Gurdjieff)

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Questa affermazione si presta a diverse interpretazioni.
Mi voglio soffermare su una in particolare, mia personale, che non so quanto sia stata presa in considerazione dall’autore (anche in considerazione del tempo in cui è vissuto).
Mi riferisco alle scelte che vengono (a suo dire) condizionate da forze superiori.
Non possiamo negare che questa sia una verità ma la mia considerazione verte sull’ubicazione delle forze in questione;
non rassegniamoci all’idea che si tratti esclusivamente di forze superiori in senso trascendentale.
Molte delle forze che ci manipolano, ci condizionano, ci modificano sono opera dell’uomo stesso e non sono casuali.
ora rileggere il brano di cui sopra in questa ottica ci mostra uno scenario molto diverso, ci rendiamo conto che veramente più che ‘agire’ siamo ‘agiti’ …

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Ed ecco allora che possiamo far chiudere il cerchio del ragionamento ancora al filosofo armeno.
Le conclusioni mi sembrano affacciarsi spontaneamente alla mente …

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“Le possibilità dell’uomo sono immense, ma nel sonno nulla può essere raggiunto.
Nella coscienza di un uomo addormentato, le sue illusioni, i suoi “sogni”, si mescolano alla realtà.
L’uomo vive in un mondo soggettivo al quale gli è impossibile sfuggire.
Ecco perché non può mai fare uso di tutti i poteri che possiede e vive sempre soltanto in una piccola parte di sé stesso.
Ma anche se l’uomo comprendesse nel modo più chiaro le sue possibilità, questo non lo farebbe progredire di un solo passo verso la loro realizzazione.
Per essere in grado di realizzare queste possibilità, deve avere un desiderio di liberazione molto forte, deve essere pronto a sacrificare tutto, a rischiare tutto per la propria liberazione.”

(G.I. Gurdjieff)

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Quanto pensate sia disposto a lottare l’uomo contemporaneo, a suo parere civilizzato,
quanto credete desideri realmente essere liberato,
quanto sarà pronto a sacrificare, a rischiare, per ottenere la propria liberazione ???

Non pensate che invece si sia accomodato nel soffice giaciglio della sua coscienza ???

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