Sfamigliando


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Chi mi segue avrà letto i vari articoli tratti da capitoli del libro ‘SFAMIGLIA‘ di Paolo Crepet;
Costui lo conoscerete (forse anche per i suoi molti libri) in quanto appare qualche volta in TV ospite di programmi di dibattito.
A volte quanto si può valutare assistendo a tali performances televisive non delinea a sufficienza lo spessore reale del personaggio, nasconde alcune cose e ne altera e distorce altre.
Solo la conoscenza a 360° del suo lavoro, e anche impegno, che mette al servizio di una ‘disciplina’ di cui si sta perdendo di vista l’importanza potrebbe invece fornirne un ritratto più verosimigliante.
Dicevo ‘disciplina’ di cui si sta perdendo di vista l’importanza a causa dei tanti ‘limiti’ (della famiglia, della scuola, degli adulti, della società in senso lato) che hanno relegato questa materia, nell’angolo delle cose di minore importanza.
E gli effetti di ciò si possono vedere … basta aprire gli occhi …

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Nel libro: SFAMIGLIA, Crepet, come introduzione, scrive un ‘biglietto di accompagnamento’ che vi voglio proporre nella speranza che possiate cogliere il ‘sentimento’ che porta un uomo a scrivere questo, sapendo riconoscere ciò che è retorico e demagogico, da quello che esce spontaneo e sincero.

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“Ho deciso di scrivere spinto da un bisogno impellente, comune alle persone di buon senso: la percezione che ciò che stiamo vivendo non sia frutto di errori di percorso o involuzioni impreviste, ma di una straordinaria mutazione antropologica che coinvolge la famiglia, o giovani e le loro culture, ovvero l’intera comunità.
Una mutazione che non dovrebbe indurre spavento ma curiosità, attenzione, voglia di provare a capire cosa sta accadendo e cosa potrà accadere.
Questo vademecum (il libro, ndr) nasce dunque dal desiderio di cercare e accettare il confronto con tale nuova e inusitata complessità, anzi, di sfidarla.
Ho cercato una modalità di scrittura nuova per me, che accogliesse le necessità di guardare alla cronaca come a una metafora, a volte annichilente, delle nostre relazioni; di raccontare ciò che vedo e ascolto perché da gesti semplici e parole quotidiane si possa trarre ragionamento e critica; di ripensare ai mie vecchi e più recenti maestri per dire alla mia generazione che senza di loro si procede alla cieca; di riascoltare la mia musica e di ripercorrere alcune mie letture formative per ricordare a me stesso e a chi leggerà quanto dietro e dentro una nota o una pagina ci siano risposte a domande che abbiamo smesso di farci.

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Un libro dalla forma di Suk, il suono di una jam session, i colori di uno di quei cieli che mio nonno chiamava ‘da battaglia’, sovrastanti il combattimento campale di una raffigurazione seicentesca.
Contiene spunti, riflessioni, citazioni, note attorno al tema più importante e alla prova più determinante che dobbiamo affrontare: il nostro comune futuro, ovvero l’educazione e la crescita delle generazioni nuove.”

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In troppi si sono sottratti, ed hanno lasciato soli (come al solito) i pochi ‘folli’ che hanno cercato, con le loro possibilità, di porre rimedio al disfacimento del tessuto sociale di questo paese che già faceva fatica a diventare Paese.
La ‘nostra’ generazione, che ha ‘goduto’ del benessere del dopo guerra, ha poi miseramente fallito, ed ora sta ai suoi figli pagare, e pagheranno caro, anche perché sono totalmente sprovvisti di ogni anticorpo intellettuale e culturale.
Pessimista ???
Guardatevi intorno …
(ndr)

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2 pensieri riguardo “Sfamigliando

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