Roma kaputt mundi


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Eccovi un testo del 2009, che riguarda, come esempio, Roma, su cui si discute in questi giorni (in una maniera a dir poco sconcia) senza MAI prendere in carico i veri problemi di una città in cui si è distrutto, e da tempo, il suo pur precario tessuto sociale.

Da    SFAMIGLIA    di Paolo Crepet

Capitolo   ‘N’ COME NICHILISMO

“In una Roma lontana anni luce dal bianco e nero delle pellicole del neorealismo, la cronaca segnala quasi settimanalmente risse, spedizioni punitive, alterchi in scuole, strade e piazze anche del centro storico e dei quartieri alto-borghesi; coltelli spuntano dai jeans e finiscono nella carne di avversari o vittime individuate.
Non si tratta più di bande rivali, di regolamenti di conti tra la malavita periferica descritta da Pier Paolo Pasolini o più recentemente da Giancarlo Di Cataldo, ma di gruppi di ragazzi incensurati, spesso studenti, e anche di ragazze.
E’ proprio incolpando gli effetti imitativi dell’omonimo serial televisivo di successo tratto da Romanzo Criminale di De Cataldo (ascesa e fine dei componenti della famigerata banda della Magliana) che il sindaco di Roma Gianni Alemanno tenta di individuare un capro espiatorio per il cancro che morde la città da lui governata: cancro, né tipicamente né soltanto romano, ma che investe anche la politica amministrativa delle metropoli.

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Il fenomeno dell’imitazione degli atti violenti riportati da libri, giornali, radio, TV e cinema non è invenzione del sindaco romano: da decenni si studia l’- effetto Werther – (dall’epilogo di: I dolori del giovane Werther, il capolavoro di J.W. Goethe pubblicato nel 1774, che scatenò una serie di suicidi giovanili ispirati al gesto estremo del protagonista, tanto che il romanzo fu proibito per qualche anno).
Come ci ha insegnato Emile Durkheim, l’imitazione riguarda individui, non gruppi.
Mi sembra assolutamente fuorviante voler focalizzare l’analisi su esempi negativi fabbricati dai media, perché essi non spiegano come mai una violenza con le caratteristiche sopra descritte scoppi proprio adesso.
Rinunciando a facili semplificazioni, occorrerebbe che anche e soprattutto la politica si occupasse della complessità del fenomeno e non di una sua particolarità: se non si può teorizzare un rapporto causa-effetto tra i contenuti di certe trasmissioni e gli attuali comportamenti giovanili, ciò non significa che non si possono identificare e criticare responsabilità di contesti e scelte culturali.
Basterebbe accendere il televisore in qualsiasi pomeriggio per assistere a una programmazione deprimente, imperniata su ragazzi e ragazze il cui povero erotismo è veicolato da apparati muscolari o vestiti microscopici, trucchi da viado, tacchi da passeggiatrici di strade provinciali.
Questi giovani si sbranano per conquistare chi nemmeno conoscono, discutono per ore del nulla assoluto: volgarità, lingua disancorata da ogni minima intenzione o efficacia comunicativa.
L’ – esibizionismo isterico – denunciato da Montale già tanti anni fa.
[…]
E le innumerevoli fotografie di signorine che smontano dagli yacht e si tuffano nelle piscine dei potenti che cosa insegnano alle loro coetanee?
Che per contare nella vita bisogna alzarsi all’alba per andare all’Università, o che invece è consigliabile farsi bastare un sandalo tacco dodici e frequentare cene alla moda?
Perché i ragazzi e le ragazze che assistono a simili esempi non dovrebbero essere indotti a pensare che, per diventare qualcuno e non limitarsi a sopravvivere, bastano addominali, soldi, jeans di marca, disponibilità ad ogni compromesso?
Che non sono necessari cultura, merito, talento?
Temo che nell’assoluto cinismo nei confronti delle nuove generazioni convergano da un lato l’indisponibilità di amministratori e politici a creare per loro spazi reali, dall’altro l’interesse all’audience di autori televisivi e giornalisti.
Fossi il sindaco di Roma, impedirei che i locali pubblici restino aperti fino all’alba, che si possa bere a qualsiasi età (in un paese civile un minimo di regole c’è ed è fatto rispettare), che si urini impunemente sulla statua di Giordano Bruno filmandosi per You Tube, che si spacci cocaina nei vicoli del centro storico, che si venda qualsiasi cianfrusaglia e falsificazione senza ombra di licenza.
Me la prenderei più con gli esercenti che con gli scrittori.
Non sarebbe forse un modo per dire ai cittadini più giovani che esistono adulti che non sono piegati a interessi corporativi di gruppi di elettori?
Potrebbe un autore televisivo evitar di copiare l’ennesimo format importato e usare il proprio cervello per capire i nostri ragazzi, tra cui evidentemente ci sono anche i suoi figli, per indicare strade di creatività?
Insomma, pensare e far pensare?

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A me sembra che il nesso rintracciabile sia tra ciò che accade ai giovani e la cultura nichilista degli adulti, quella che faceva dire al giovane Werther di Goethe:
*Io esco senza speranza e senza uno scopo e torno a casa come ne sono uscito*.”

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Poi gli ipocriti benpensanti, i moralisti, le ‘anime belle’ non si stupiscano se nascono giovani cinici e scollati da ogni contesto civile e educativo, entrando di ‘diritto’ in quella schiera di sgomitanti che si definiscono, bontà loro, i VINCENTI.

Son trascorsi 8 anni e la situazione è sempre quella.
Anzi oggi se la attuale sindaca dice o fa qualcosa i media ed i politicanti di vecchio corso (e di vecchie abitudini) riescono (come sempre) a travisare i fatti.
Omettendo verità, inventando a volte, spostano l’attenzione su altro pur di non entrare nel merito dei provvedimenti o delle scelte.
Negli ultimissimi giorni ne avete avuto l’esempio riguardo ai campi Rom ed agli immigrati: di cosa avete sentito parlare in Tv o letto sui giornali dell’argomento ?
Di ‘svolta a destra del M5S’ oppure di ‘che strano che ne parli a cavallo dei ballottaggi visto che hanno perso alle amministrative’ o ancora ‘ma di che parla che a Roma i migranti sono pochi’ e così via.
Questa è ormai la prassi di come in questo Paese si trattino mediaticamente gli argomenti di interesse generale : sempre seguendo gli sporchi interessi di bottega !!!
E la gente ?
La gente ne è in parte complice ed in parte vittima.
Non è accettabile ne possibile che ci siano moltissime persone che sono state convinte (con l’inganno) che la Raggi dia le case ai Rom e non le dia agli italiani.
Troppo sconveniente (per i loro sporchi interessi) precisare che i soldi utilizzati sono provenienti dall’Europa e che si possono utilizzare solo e soltanto per quello scopo (altrimenti non arrivano proprio).
Ehh … ma a Roma ci sono i topi …

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