ma voi siete sicuri di sapere che …


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3602

In SISTEMI DI POTERE (scritto in forma di ‘dialogo’) Noam Comsky risponde a una serie di domande che interessano una quantità di argomenti su come va il mondo, ci descrive un ‘pacchetto completo e preconfezionato’, una specie di ALL IN, a cui noi (secondo loro) dovremmo attenerci, senza porci domande, anzi, ringraziandoli per averci tolto l’incombenza di pensare alle necessità delle nostre esistenze.
Il problema è che i più sono super convinti che il ‘progresso’ sia quello che gli presentano, mentre, nella realtà, non è altro che un moltiplicatore di problemi ai quali (sempre loro) troveranno altre soluzioni alle quali succederanno, all’infinito, nuovi problemi e nuove ‘adeguate’ soluzioni.
per fare una battuta si potrebbe dire … ‘senza soluzione di continuità’ …

Non preoccupatevi se durante la lettura vi dovesse capitare di provare rabbia a causa delle descrizioni che troverete ‘conformi’ alla realtà che ben conoscete,
non preoccupatevi perché è più che normale          😉
(NdR)

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3696

DOMANDA: In diversi Stati, dalla Cina agli Usa, cresce la preoccupazione per Internet e i social media.
Si moltiplicano le richieste di controllo e di censura per Internet

CHOMSKY: sul tema, proprio in questo momento (2013, ricordiamolo ndr), è in corso una grande battaglia tra i colossi dell’industria su una nuova proposta di legge denominata ‘Stop Online Piracy Act’.
L’industria cinematografica, quella discografica e altri grossi operatori vogliono fermare la cosiddetta pirateria, ovvero che la gente prende i loro prodotti senza pagare o senza permesso.
Di contro, alcune multinazionali hanno preso le distanze da loro; Wikipedia ha chiuso per un giorno in forma di protesta, e anche Google ha protestato.
In tutti i paesi ricchi e sviluppati si pratica la pirateria.
Durante la loro rapida crescita, gli Stati Uniti hanno carpito la tecnologia più avanzata ed efficiente dagli inglesi.
La Gran Bretagna, a sua volta, ha fatto altrettanto con i paesi che sottometteva.
E’ la stessa accusa che oggi muoviamo alla Cina, la quale non fa altro che seguire le nostre orme.
Gli accordi commerciali imposti dai ricchi e dai potenti prevedono pesanti sanzioni contro la pirateria.
I cosiddetti diritti di proprietà intellettuale sono inseriti nelle norme dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio e in vari accordi commerciali, con obblighi molti rigorosi.
Uno degli esempi più eclatanti è la tutela dell’Industria Farmaceutica.
Esistono, ad esempio, delle direttive volte a impedire all’industria farmaceutica di alcuni paesi, come l’India, di produrre farmaci a basso costo che, se venduti al pubblico, ridurrebbero i profitti delle maggiori multinazionali.
Le case farmaceutiche dicono che i profitti servono per investire nella ricerca e nello sviluppo (seeeee … come no …, ndr).
L’industria cinematografica e quella discografica affermano che gli ingenti introiti servono a sostenere gli artisti.
Motivazioni plausibili fino a quando non si esamina la questione più da vicino.

3694

L’economista Dean Baker ha dimostrato una volta per tutte che tali argomentazioni non reggono.
Rispetto alla ricerca e allo sviluppo in ambito farmaceutico, ad esempio, stando ai suoi calcoli (che a me paiono abbastanza ragionevoli) se le aziende farmaceutiche fossero costrette a stare sul mercato e l’intero costo della ricerca e dello sviluppo venisse sostenuto dal settore pubblico, si avrebbe un enorme risparmio per le persone, perché la gran parte del lavoro è comunque già finanziata da sovvenzioni pubbliche nelle università, negli Istituti nazionali di Sanità.
Le aziende farmaceutiche si accollano per così dire la coda del processo, fanno la sperimentazione, il ‘marketing’ e il confezionamento.
Quindi effettivamente danno un contributo, ma il grosso dei loro sforzi è rivolto alla produzione dei cosiddetti farmaci-copia: basta spostare una molecola e ottieni un prodotto da vendere (che è anche possibile pubblicizzare, oltretutto… ndr).
Anche per quanto riguarda gli artisti, Baker avanza delle proposte che mi paiono sensate.
A suo avviso dovrebbero ricevere finanziamenti pubblici.
E’ ciò che in pratica accade con la musica classica e con l’opera (da noi anche per teatro e cinema ndr).
Se si potesse estendere questo tipo di finanziamento, non ci sarebbe bisogno dei diritti di proprietà intellettuale e il problema della pirateria scomparirebbe.”

3695

Chomsky fa un’analisi ‘informata’ della realtà che, dialetticamente, cioè in sintesi, ha tutti i connotati di una gigantesca presa per il q.lo, con intenti truffaldini.
Chi ha la consapevolezza ‘reale’ della situazione ‘globale’, sa, e lo sa da molto (Chomsky docet), che è in atto una immane mistificazione della realtà come potrebbe essere (che è quello che cercano di far credere essere il ‘loro’ obiettivo) e quello che è fattualmente: una continua e sotterranea ‘rapina’ alle risorse dei singoli e degli Stati.
Alcuni ti diranno : ad opera di chi ? Azz … Allora significa che son proprio de coccio !!!
Eppure, nonostante le denunce che si fanno, nessuno ha la volontà di sottoporle a una discussione ‘dialettica’, come mai ?
Eccovi, allora, dimostrato ancora una volta che la ‘dialettica’ esisteva ed esiste ancora, solo che è tenuta volutamente ‘segregata’ in prigioni segrete.
Non vorrete mica che la gente se ne riappropri cominciando, magari, a rompere i “cosiddetti” ai manovratori ?
Daiii, un po’ di ‘buon senso’, su … (ed intanto, sollazziamoci pure con le puttanate che ci raccontano…
(NdR)

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