Teorie Economiche e Bar Commercio


§

3593

§

*Le migliaia di oscuri cucinieri della grande rosticceria della scienza*
– José Ortega y Gasset –

§

Penso che anche voi seguiate un po’ le trasmissioni che parlano di politica (parlano è un termine ‘forte’ e forse pure inadatto, idem per ‘trasmissioni’ … forse meglio dire ‘pollai’ dove ci sono più faine che polli      😉       );
è inevitabile che parlare di politica equivale a trattare argomenti correlati all’economia e di conseguenza occorre diventare esperti anche di questa ‘disciplina accademica’ … per il saggio principio che è meglio sapere di che morte morire, almeno non ci coglie impreparati …
ma è davvero possibile diventare esperti in una scienza così ‘fumosa ed aleatoria’ ???

§

BERNARD MARIS

Il pezzo che segue è ‘sempre’ del nostro amico Maris, e del suo ‘spettacolare’ libro

Capitolo TEORIE ECONOMICHE E BAR COMMERCIO

“Allora, di che cosa parlano gli economisti ?
Di ‘òikos nòmos’, ovvero della gestione della casa: della massaia, la ménagère dei francesi, da cui deriva il ‘manager’ degli anglosassoni.

3592

Possiamo ricordare che Sully (Massimiliano di Béthune, conte di Muret e di Villebon, visconte di Meaux, duca di Sully che fu ministro delle finanze del re Enrico IV di Francia, ndr), il capo del consiglio delle finanze di Enrico IV, era il ‘bon mesnager’ del dolce regno di Francia…
Il mio amico Alain, direttore di una grande rivista molto apprezzata dai professori di economia, grande conoscitore dell’economia, ripete che nulla lo diverte quanto le ‘teorie’ economiche che si riducono a dire, con molte pagine di equazioni e in un gergo incomprensibile per il 99 percento degli stessi economisti professionisti, quello che si racconta fra un bicchiere e l’altro al bar Commercio:
*Domani andrà meglio, sempreché non vada peggio, se ritorna la fiducia e se la gente avrà voglia di consumare, chiaro ?
Versamene un altro*.
Una delle grandi superfetazioni della casistica economica di questi ultimi anni è la ‘teoria degli incentivi’ (per la miseria … mi ricorda qualcosa … ma non ricordo ‘cosa’ …       😉      ).
E’ servita a riempire qualche biblioteca di articoli tanto impenetrabili e laboriosi quanto evanescenti, che si potrebbero sintetizzare così: per produrre meglio servono fiducia e trasparenza.
Giù il cappello !
Nel Medioevo e fino all’Illuminismo la casistica ha fatto vivere generazioni di studiosi dediti a una ‘scienza’ che ha finito per scomparire allo stesso modo forse un giorno scomparirà anche l’economia.
Anzi, non è già scomparsa ?
Oggi il miglior economista non è forse un capo di Stato che disinnesca un conflitto sociale e ristabilisce la ‘fiducia’ dei suoi concittadini nel futuro ?

3594

Il generale de Gaulle faceva la sua politica senza dare troppo peso al gracidio delle Cassandre economiche e diceva:
*Ricreiamo la fiducia e l’economia seguirà!*
Jacques Attali (discutibili alcune sue teorie ed il suo ‘rapporto’ con Macron, ndr), un grande economista, se mai ve ne sono, definisce un economista come *colui che riesce sempre a spiegare magistralmente perché s’è sbagliato il giorno prima*.
Keynes diceva approssimativamente la stessa cosa e raccomandava i suoi pari un atteggiamento modesto, deferente, come converrebbe ai dentisti capaci di curare con strumenti, farmaci e metodi che sono stati inventati da altri.

3595

*Noi semplicemente non sappiamo cosa accadrà domani*. affermava Keynes. L’economista cozza e cozzerà sempre contro il muro di bronzo dell’incertezza.
D’altronde, se conoscesse, se prevedesse il il futuro economico meglio degli altri, sarebbe milionario.
Invece lo vediamo barcamenarsi mentre fra un lezione universitaria e l’altra, tenta di rispondere, sui giornali o alla radio, alla domanda:
‘Sì d’accordo, ma come andrà domani ? Le cose si sistemano ?’
E allora si capisce che l’economista non può fare molto per noi.

Altri economisti (Kondratieff, Schumpeter, Marx e anche lo storico Braudel) credevano nell’esistenza di grandi ‘pulsazioni’ economiche, di grandi fasi di espansione e di contrazione.
Ma si tratta di credenze piuttosto che di vere leggi, dal momento che non esistono leggi economiche”.

§

Il grande merito di Maris è quello di averci ‘donato’ pagine di argute analisi e riferimenti storici, tutti in controtendenza rispetto alle ‘narrazioni’ paludatissime di una schiera, sempre più vasta, di scienziati del ‘nulla’ che, con l’abituale spocchia, e nella solita cerchia ‘autoreferenziale’ cercano di ‘sdoganare’ una sequela di cavolate per spiegarci, sempre il giorno dopo, perché il giorno prima è andato dal male al malissimo.
Quindi i vari premi Nobel per l’economia si succedono ogni anno, ma, se leggiamo un lustro dopo le loro teorie salvifiche, ci accorgiamo che non ci capivano una mazza, oppure che ci capivano, ma erano pagati per avvelenare i pozzi, convincendo (forti della loro ‘scienza’) gli sprovveduti a ‘fidarsi’ dei loro ‘calcoli’.
Insomma dei novelli Balanzone che con i loro astrusi linguaggi hanno prodotto danni più della peste.
Cosa che la ‘massaia’ non sarebbe riuscita a fare, neanche volendo …
(citazione)

§

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...