Comprensione e luoghi comuni


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In relazione alla manifestazione di ieri a Milano, evidenziato il senso di sconforto che non possiamo spendere ormai quotidianamente per una massa di rimbambiti e decerebrati, ci è partita una riflessione intorno al tema delle ‘immigrazioni’ su cui tutti cazzeggiano, ma con nessuno che prende in seria considerazione il principio di causalità…
Come mai questa situazione ha assunto delle dimensioni bibliche ?
Noi pensiamo di saperlo, ma noi non contiamo.
Abbiamo i ‘professionisti’ dell’aria fritta che, attraverso i megafoni dei media, disquisiscono, litigano, si stracciano le vesti, fanno riferimento alla ‘civiltà’ (che di certo non è una loro virtù), allo spirito cristiano (che per loro è pura e semplice ipocrisia), al motto della rivoluzione francese (che non conoscono, perché se la conoscessero, certe stronzate eviterebbero di dirle) ma che comunque riconducono con lo slogan: liberté, egalité, e soprattutto fraternité … da piegarsi dal ridere per non piangere !

Facciamo un piccolo esempio, apparentemente di poca significanza, che riguarda l’escalation delle partenze dalla Libia.
Sappiamo (noi almeno lo sappiamo) che in Cina stanno producendo gommoni extra size che sono poi quelli utilizzati dai cosiddetti ‘scafisti’.
Allora ci domandiamo: con gli attuali mezzi, ma ‘ste cavolo di ‘Intelligence’ quanto ci metterebbero a scoprire chi acquista questi gommoni (se davvero lo volessero fare) ?
E, fatto questo, risalire la filiera di chi sta guadagnando cifre enormi in questo esodo di derelitti umani (con qualche figlio di puttana incorporato).
Inoltre, se devono pagare un viaggio migliaia di dollari, non mi si può neppure continuamente venire a dire che chi parte è figlio della povertà più brutale.
La domanda successiva vien da se: ma allora perché non la fanno questa indagine ?
Forse perché ci sono degli interessi in campo che non si possono ostacolare ?
E che interessi sono ?
Fatelo anche voi un ragionamento, e senza aver paura di arrivare a certe conclusioni che, è vero che non si potranno mai provare (cfr. Pasolini), ma che non si discosteranno molto dalla realtà, senza dietrologie fanatiche, e senza parvenze di ‘complotti’.
Ad essere sincero io che sarei sicuramente tacciato di essere un complottista (per le mie idee) ritengo che la situazione sarebbe da rovesciare diametralmente;
il vero complottista è colui che rifiuta la versione ufficiale o tutti coloro che l’hanno ‘costruita’ per mistificare la verità ?
Kennedy per me l’ha ucciso la Cia, tra me e la Cia chi è che ha ordito un complotto ?
Idem per Moro, idem per le Torri gemelle e via discorrendo …
I complotti ci sono, e tanti, ma non è la gente ‘comune’ e, perché no, onesta che li crea, piuttosto chi, con questo immane casino ci vive e ci sguazza, sia facendo il ‘buonista’, sia facendo gli affaracci suoi.
Come dice il ‘bonario’ emiliano che, pur non avendo capito un piffero del mondo e dell’uomo, continua indefesso a sparare i suoi aforismi demenziali, spacciandosi per un ‘saggio’ de noantri:
*E’ quest’acqua qua* …

A proposito di ‘aforismi’, proviamo invece a rivolgerci a chi, queste cose le sapeva fare, e pure bene.
A chi mi riferisco?
Ma ad Arthur Schopenhauer no!?

(commento scritto a 4 mani)

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Da    AFORISMI SULLA SAGGEZZA DEL VIVERE

Capitolo    CONSIGLI E MASSIME

“La maggior parte della gente è così soggettiva che in fondo non prova interesse per altro che per se stessa.
Ne consegue che gli uomini, in tutto quello che viene detto, pensano subito a se stessi, e ogni casuale riferimento anche lontanamente attinente a qualcosa di personale attira e occupa tutta la loro attenzione, sicché essi non sono minimamente in grado di afferrare il contenuto oggettivo del discorso; ne deriva anche che per loro nessun argomento conta quando gli si contrappongono il loro interesse o la loro vanità.
Perciò si distraggono tanto facilmente, ed è così facile ferirli, offenderli, mortificarli che quando si parla con loro, anche nel modo più obiettivo, di qualunque cosa, non si sta mai abbastanza in guardia per evitare possibili riferimenti che potrebbero risultare urtanti per il loro prezioso e delicato ‘io’;
perché questo solo importa loro, e nient’altro; e mentre essi non comprendono e non gustano nel discorso altrui quanto c’è di vero, di bello, di raffinato, di spiritoso hanno la più delicata sensibilità per tutto ciò che, anche alla lontana e indirettamente, potrebbe ferire la loro meschina vanità, o che potrebbe riflettersi in qualche modo negativamente sulla loro preziosissima persona; nella loro suscettibilità essi somigliano a quei cuccioli a cui è così facile montare inavvertitamente sulle zampe, sicché poi siamo costretti ad ascoltarne i guaiti; oppure anche a un inferno pieno di piaghe e bubboni, col quale si deve prendere ogni precauzione per evitare ogni possibile contatto.
In qualche caso si arriva al punto che costoro considerino un’offesa il fatto che durante una conversazione con loro si mostri, o non si nasconda abbastanza, spirito e intelligenza, anche se al momento riescono a dissimularlo; ma poi quell’interlocutore ignaro si lambiccherà invano il cervello sul perché si sia attirato il loro rancore e il loro odio.
Persone simili però è altrettanto facile lusingarle e conquistarle.
Pertanto il loro giudizio è per lo più opportunistico, ed equivale a una dichiarazione in favore del loro partito o della loro classe, non è un’affermazione obiettiva e giusta.
La ragione di tutto questo è che in essi la volontà prevale di gran lunga sulla conoscenza, e il loro mediocre intelletto è completamente al servizio della stessa volontà, da cui non riesce a liberarsi neppure per un attimo.
[…]
Per ogni assurdità detta in pubblico o in privato, o comparsa in un’opera letteraria e accolta con consenso, o quanto meno non confutata, non si deve disperare e ritenere che ormai non ci sia più niente da fare; ma si deve essere consapevoli e confidare che col passar del tempo la cosa sarà rimuginata, chiarita, meditata, considerata, discussa, e nella maggior parte dei casi infine rettamente giudicata; sicché dopo un intervallo di tempo proporzionato alla sua difficoltà, alla fine pressoché tutti comprenderanno quello che la mente illuminata aveva visto subito (per i più, è necessario che si trovino nella merda fino al collo ndr).
Nel frattempo, naturalmente, bisogna pazientare.
Infatti chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male.
Lui solo conosce l’ora esatta, ma a che gli giova ?
Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l’ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l’ora giusta”.

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Saranno ora chiari i perché di certe dinamiche sociali, perché certa politica sia fatta in un certo modo, perché certa gente ‘partecipi’ (in maniera acritica) ad happening, spacciati per ‘battaglie’ di civiltà, senza nessuna contezza della cause e dei motivi che danno origine a sommovimenti di interi popoli, in fuga o spinti a lasciare il loro paese per un incerto futuro altrove, dove troveranno (come sempre è stato) chi è disposto ad accoglierli, per poterli poi sfruttare.
In ‘soldoni’ gli interessi in piazza ieri, erano questi e solo questi, anche per gli ‘eventuali’ ignari che sfilavano (fermo restando che la stra grande maggioranza era probabilmente composta da ‘stranieri’ cioè gli ‘accolti’ e non gli ‘accoglienti’ …).
Il ‘viaggio’ che abbiamo fatto (con tanti post precedenti) nelle pieghe della cosiddetta ‘economia’, ci permetterà di ‘incastrare’ questo ‘nuovo’argomento’, perché (piaccia o non piaccia) nel puzzle che è la nostra vita, sono aumentati, e di molto, i tasselli …
Sempre più difficile e complesso, ‘siore e siori’, ma non impossibile, sempre che ci stia a cuore conoscere e comprendere, non fosse altro per non farsi prendere per il q.lo …       🙂
(ri-citazione)

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