Siamo sottili come carta


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Questa innegabile verità dovrebbe indurci a vivere diversamente,
dando più valore alle cose veramente importanti,
trattando le altre con il dovuto distacco;
dovrebbe altresì indurre coloro che vivono solo in funzione dell’accaparrare denaro e potere a rivedere le loro priorità :
alla fin fine il denaro non si mangia e non serve poi molto portarlo con se nella tomba,
molto meglio vivere amando piuttosto che odiando,
molto meglio essere amati che essere odiati …
ma purtroppo viviamo in un mondo dove conta più il prezzo delle cose rispetto al ‘valore’ delle cose …

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passato, presente, futuro


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Da    AFORISMI SULLA SAGGEZZA DEL VIVERE

Capitolo    DEL NOSTRO COMPORTAMENTO VERSO NOI STESSI

“Come un operaio che coopera alla costruzione di un edificio senza conoscere il progetto nell’insieme, o comunque senza averlo sempre presente, così si comporta l’uomo che fila uno per uno i giorni e le ore della sua vita nei confronti del complesso di quella stessa vita, e del proprio carattere.
Quanto più degno, ispirato a valori, coerente e personale è questo carattere, tanto più è necessario e utile che di tanto in tanto la pianta di esso, il progetto, gli venga sotto gli occhi.
Naturalmente è anche necessario che egli sia stato alquanto introdotto al concetto del ‘conosci te stesso’, e dunque sappia ciò che veramente e prima di tutto vuole, ossia la condizione primaria della sua felicità, e quindi quello che viene al secondo e terzo posto; come pure che riconosca quale sia in linea di principio la sua vocazione, il suo ruolo nel mondo e il suo rapporto con esso.
[…]
Un punto importante della saggezza del vivere risiede nell’attenzione giustamente proporzionata da prestare al presente e al futuro, perché l’uno non ci rovini l’altro.
Molti vivono troppo nel presente: sono gli sconsiderati; altri troppo nel futuro: sono gli ansiosi e gli apprensivi.
E’ raro che uno tenga il giusto mezzo.
Coloro che non aspirano a speranze vivono solo nel futuro, guardando sempre avanti a sé, e che impazienti si affrettano ad andare incontro alla cose future come alle sole in grado di portare la vera felicità (e lasciando passare frattanto il presente sena badargli e senza goderne), sono paragonabili (nonostante la loro aria saputa) a quegli asini il cui passo, in Italia (sic), è affrettato da un fascio di fieno che penzola da un bastone fissato sul loro capo, e che le bestie si vedono davanti vicinissimo e sperano sempre di raggiungere.
Infatti costoro ingannano se stessi e l’intera loro esistenza in quanto vivono solo ‘ad interim’, finché arriva la morte.
Dunque invece di affannarci sempre ed esclusivamente con piani e preoccupazione per il futuro, o al contrario, invece di abbandonarci alla nostalgia del passato, non dovremmo mai dimenticarci che solo il presente è reale e certo; il futuro invece quasi sempre è diverso da come lo immaginiamo, persino il passato è stato diverso da come lo pensiamo. sicché entrambi sono meno importanti di quanto a noi sembri.
Infatti la lontananza, se rimpicciolisce le cose agli occhi, le ingrandisce al pensiero, Soltanto il presente è vero e reale: è tempo davvero adempiuto, ed esclusivamente in esso consiste la nostra esistenza.
Perciò dovremmo riservargli sempre una lieta accoglienza, e quindi godere consapevolmente come tale ogni ora sopportabile, indenne da incombenti avversità o dolori, vale a dire senza turbarla col rammarico per speranze deluse del passato e preoccupazioni per l’avvenire.
Perché è assolutamente da stolti respingere un’ora bella del presente, o guastarla volontariamente per i crucci del passato o e apprensioni per il futuro. Alla sollecitudine, d’accordo, persino al rimorso sia dedicato il tempo dovuto; ma dopo si deve pensare al presente, e si deve rendere quest’unico tempo reale il più piacevole possibile:
*singulas dies singula vita puta*
(considera ogni giorno come una vita a se stante)
Seneca
Hanno ragione di inquietarci esclusivamente quei mali futuri che sono certi, e il cui arrivo avverrà in un momento altrettanto certo.
Ma saranno ben pochi: perché i mali o sono solo possibili, o al più probabili; o sono certi, ma il momento del loro arrivo è assai incerto.
Se ci assoggettiamo a queste due eventualità, non avremo più un istante di quiete.
Quindi per non perdere la tranquillità dell’esistenza con mali incerti o indeterminati, dobbiamo considerare i primi come se non dovessero mai venire, i secondi come se avessimo la certezza che non arriveranno presto”.

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Ora mi sorge spontanea una domanda :
ma siamo certi di vivere nelle migliori condizioni psicologiche e morali possibili ?
Siamo certi di vivere al meglio il presente ?

Il mondo che ci circonda è mistificatorio, menzognero, millantatore, imbastardito perché rappresentato da uomini che sono tali, che non sono autentici e non sono veri, che sono opportunisti ed egoisti … sproloquiano sul passato, ci inquinano il presente e ci rendono nebuloso il futuro

E se pensate che mi stia riferendo a politici e giornalisti (e qualche altro) ci avete preso in pieno …
chiacchierano tanto (per nulla) ma con le loro ‘azioni’ poi non ci consentono di vivere come meriteremmo e sarebbe nostro diritto;
dovremmo ‘ringraziarli’ anche in considerazione del fatto che questa che stiamo vivacchiando è l’unica vita a nostra disposizione …

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