Perché ???


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Perché
Quante volte devo provare a dirti
Che mi dispiace per le cose che ho fatto
Ma quando inizio a farlo
Tu mi dici: hey… questo tipo
Di problema è solo l’inizio.
Dico a me stessa così tante volte:
Ma perché non impari mai A tenere la boccaccia chiusa?
E’ per questo che fa così male sentire le parole
Che continuano a caderti dalla bocca
caderti dalla bocca
caderti dalla bocca
Dimmi…
perché?
perché?

Posso essere matta
Posso essere cieca
Posso essere crudelmente insensibile
Ma riesco ancora a leggerti nel pensiero
Ed ho sentito dire troppe volte:
E’ meglio che tu te ne vada
Inoltre…
Perché non riesci a vedere che questa nave sta affondando
(questa nave sta affondando)
Andiamo sulla riva dell’’acqua
Possiamo far naufragare questi dubbi
Alcune cose è meglio non dirle
Ma ancora mi sconvolgono
mi sconvolgono, mi sconvolgono
Dimmi…
perché?
Dimmi…
perché?

Questo è il libro che non ho mai letto
Queste sono le parole che non ho mai detto
Questo è il sentiero che non ho mai percorso
Questi, invece, sono i sogni che io farò
Questa è la gioia che raramente si diffonde
Queste sono le lacrime…
Le lacrime che abbiamo versato
Questa è la paura
Questo è il terrore
Questi sono i contenuti della mia testa
E questi sono gli anni che insieme abbiamo trascorso
E questo è quel che rappresentano
Ed è così che mi sento.
Sai come mi sento?
Perché non penso che tu sappia cosa provo
Non penso che tu sappia cosa provo
Non penso che tu sappia cosa provo
Tu non sai cosa provo

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“Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno”. Le intercettazioni choc del luminare della Terapia del dolore Guido Fanelli


Diceva: “Io procuro i malati e mi prendo il 10%“. Le mazzette erano affare di famiglia. Indagati anche moglie e due figli

Sorgente:      “Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno”. Le intercettazioni choc del luminare della Terapia del dolore Guido Fanelli

Quante volte (recentemente) avete visto in TV medici trattati come ‘divinità’ … detentori della ‘verità assoluta’ … forse perché era la ‘loro verità’ ???

Populismo: il mercato della politica 


Un amico mi ha segnalato questa pagina (che trovo interessante e quindi ve la propongo);
una sola premessa da parte mia :
io ho una mia concezione del termine ‘populista’ che è diametralmente opposta a quella cui fanno riferimento i media ed i politici;
io trovo che i veri ‘populisti’ (in senso dispregiativo) siano proprio i politici che di questa parola si riempiono la bocca ma che nei fatti si adoperano per riempire le tasche proprie e degli amici di prebende e privilegi;
tutti coloro che lottano nell’interesse della collettività e difendono soprattutto gli interessi della parte più debole ed indifesa di essa per me fanno ‘alta politica’ …
ma se proprio vogliamo continuare (sbagliando) a considerarli ‘populisti’ … ebbene io son fiero di essere ‘populista’ …

Sorgente:     Populismo: il mercato della politica | L’ intellettuale dissidente

ma la Ricchezza è per caso una ‘nozione politica’ ???


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Bernard Maris scrisse:

Capitolo   LA RICCHEZZA E’ UNA NOZIONE ‘POLITICA’ ?

“Ricordiamoci della Russia di Kruscev;
cresceva al ritmo dell’otto per cento all’anno e avrebbe ben presto raggiunto gli Stati Uniti.
Nel frattempo il mare d’Aral si svuotava e i campi dell’arcipelago Gulag si riempivano.
Si dirà che la crescita un versione sovietica era barbara e produttivistica, che è giusto diffidare di una felicità valutata da un calcolatore secondo i parametri stabiliti da un governo (ma perché oggi nella teorica ‘democrazia’ occidentale è molto diverso, in special modo con i governi ‘tecnici’ ? ndr).
Ma allora, che cosa si deve pensare della versione di mercato della felicità ?
Dopo tutto, l’accumulazione monetaria, mercantile, sancita e valorizzata dal mercato, versione liberale dell’accumulazione comunista, è un buon mezzo per incanalare le passioni umane.
Meglio questo di una ‘felicità’ imposta alle popolazioni, che spesso ha dato loro solo sofferenze.
Keynes dice: *E’ meglio che un individuo eserciti la tirannia sul suo conto in banca che sui suoi concittadini*.
Alfred Hirschmann era d’accordo:
*fra tutte le passioni, in fondo quella per la ricchezza e per gli oggetti è la meno funesta per gli uomini*. (cfr. La passione e gli interessi – 1979)
Diffidiamo degli uomini che vogliono con troppa forza il bene dei loro simili!
Spesso imporranno la loro felicità in modo crudele.
Negli anni sessanta tutti salutarono con entusiasmo la grande diga di Assuan, vera icona della catastrofe ecologica.
Allora ?
Felicità pianificata o felicità generata dal mercato ?
In realtà si tratta di un falso dilemma.
In primo luogo il capitalismo non si fa legare le mani dalla democrazia: il lucro, la cupidigia, l’accumulazione di ricchezza sono sempre andati d’accordo con la tirannia.
D’altro canto, qualsiasi definizione della ricchezza è più o meno sociale giacché, come abbiamo visto, ogni forma di contabilità nazionale riflette una volontà politica: e se questa volontà è democratica, perché non dovrebbe introdurre un elemento etico nella definizione della ricchezza ?
Le imprese sono sempre più interessate ad ‘attestati etici’ da cui risulti che non sfruttano il lavoro infantile o che non hanno nulla a che fare con la produzione delle mine antiuomo.
L’esperienza dimostra che le imprese connotate in senso ‘sociale’ ottengono buoni risultati.
Se la contabilità riflette una volontà politica, è del tutto logico chiedere al potere politico di introdurre un’attenzione per l’etica nella misura della crescita.
Quello che si spende in un anno nel mondo per la pubblicità, inducendo infantilismo e idiozia, è dieci volte maggiore di quanto basterebbe per sradicare la fame nel mondo, dare a tutti l’accesso all’acqua potabile, combattere le grandi epidemie.
L’adozione di farmaci generici mette in pratica il principio ‘la salute degli uomini non obbedisce sempre alle regole del mercato’.
E’ probabile che i farmaci generici, al contrario di quelli i cui prezzi sono gonfiati dalle spese pubblicitarie, si rivelino in fin dei conti molto produttivi per l’umanità.
Ma questo risultato non è immediato, come quello prodotto dalla vendita di un farmaco non generico che gonfia immediatamente il PIL facendovi figurare il valore di una pubblicità demenziale destinata a smerciarlo, ma, in quanto cura un minor numero di persone, e quindi determina un minore risparmio di forza lavoro, carica il PIL di oggi a scapito di quello di domani, che avrebbe potuto contare su un maggior numero di lavoratori sani.
Il ritorno dell’etica nell’economia è una buona cosa, ma bisogna guardarsi dal difendere l’etica in nome dell’efficienza, giacché, in questo caso, gli sciocchi dalla vista corta hanno sempre ragione.
Dal punto di vita dell’efficienza, Internet non aveva alcuna ragione d’essere, non più di quanto ne avesse l’industria automobilistica nella Corea del Sud.
E’ possibile, ed è tanto meglio, che l’efficienza derivi in misura crescente dall’etica (per esempio gli schiavi sono meno produttivi dei lavoratori liberi).
Ma non è l’efficienza che deve determinare le regole etiche, regole che non derivano dal mercato e che, è il caso di dirlo, non devono rendere conto in alcun modo al mercato.
Dopo la guerra del 1870, i militari francesi capirono che la loro disfatta era dipesa, fra l’altro, dal fatto che il loro esercito era molto meno istruito di quello tedesco…
La cultura anche ai militari !”

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Pensieri che hanno quasi 3 lustri di età ma, ogni giorno che passa, sempre più attuali e rispondenti alla realtà che potremmo osservare solo togliendo le fette di salame dagli occhi, un salame metaforico costituito da un insieme di fattori richiamati più e più volte …

ma ormai gli esseri umani (definizione non sempre corretta) sono nella fase del letargo … e chissà mai se ci potrà essere una successiva ‘primavera’ …

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Ecco a che serve la filosofia


« Schopenhauer è “piacevole e confortante” perché leggendolo ci si sente meno soli e si comprende la chiave dell’esistenza.
Che non può essere la rincorsa del desiderio ma la scelta di fare un passo di lato, contemplare la bellezza del mondo, che pure esiste, senza lasciarsi sopraffare dalla “logica del supermercato”;
prendere coscienza del dolore come verità ultima dell’universo ma trarne la capacità di provare compassione per animali e uomini, che come noi vivono e quindi soffrono. »

Sorgente:      Corriere della Sera

Ecco perché …


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Ripensando …

alla attuale gestione dell’informazione sui media tradizionali ed alle conseguenze di tali comportamenti,
alla comunicazione (invereconda) effettuata dalla politica ‘tradizionale’,
al martellamento sistematico da parte della pubblicità …

son portato a credere che, con larghissimo anticipo, qualcuno aveva già ‘capito’ quale potesse essere l’unica spiegazione plausibile …

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