Profusione & Planopia


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E mi direte …    3472

A seguito del post precedente, chi se non un ‘folle’ (in senso buono) come Jean Baudrillard potrebbe meglio compendiare (esponendo i fattori negativi di una crescita acefala) il testo di Maris ?
E chi oggi, pur dichiarandosi e schierandosi a favore di un mondo più pulito, sano, rispettato, poi, NEI FATTI, fa esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare, per coerenza ?
E chi, mi domando, conosce il genuino concetto di ‘rispetto’, del mondo, degli altri, ma soprattutto di se stesso ?
E chi si sottopone, ogni tanto (non dico tutti i giorni) a un esame autocritico, che sia però ‘inflessibile’ e non ‘accomodante’ ?
Un amico mi ha detto ciò (parlando dell’argomento) :
“Piove governo ladro, e va bene (comunque non sbagli, perlomeno non nel nostro ameno paese) ma porcazozza, non è che a troppa gente piaccia farsi pisciare in testa ?
Ah, già… ma quale testa ?”

3474

Da    LA SOCIETA’ DEI CONSUMI
(del 1976 ricordiamolo) di Jean Baudrillard

LA PROFUSIONE E LA PANOPLIA
(qui intesa come: sfoggio, vanteria)

“L’accumulo, la profusione sono evidentemente i tratti descrittivi più stupefacenti.
I grandi magazzini con la loro abbondanza di scatolame, di abiti, di prodotti alimentari e di confezioni, sono come il luogo primario e il luogo geometrico dell’abbondanza.

3470

Ma tutte le strade con le loro vetrine ingombre, sfavillanti (la luce, senza la quale le merci non sarebbero quel che sono, è infatti il bene più diffuso) con la loro ostentazione di salumi, con tutta la festa alimentare e di abiti che mettono in mostra, tutte stimolano la salivazione fiabesca.
Nell’accumulo vi è qualcosa di più della semplice somma dei prodotti: e cioè l’evidenza del surplus, la negazione magica e definitiva della penuria, la presunzione materna e lussuosa del paese di Bengodi.

3469

I nostri mercati, le arterie commerciali, i nostri Superprisunic, mimano così una natura ritrovata, prodigiosamente feconda, sono le nostre vallate di Canaan dove, invece di latte e miele, scorrono le onde del neon sul ketchup e sulla plastica, ma che importa!
V’è qui la violenta speranza che ce ne sia non solo a sufficienza, ma troppo, troppo per tutti: voi portate via la piramide pericolante di ostriche, carni, pere o asparagi in scatola, comprandone una piccola porzione.
Comprate la parte per il tutto.
E questo discorso metonimico (allusivo, metaforico ndr), ripetitivo della materia consumabile, della ‘merce’, ridiviene, mediante una grande metafora collettiva, l’immagine del ‘dono’, della prodigalità inesauribile e spettacolare tipica della ‘festa’.”

3468

Una mente, sicuramente ‘originale’ ed eclettica, ha ‘spiegato’ ormai quarant’anni fa, la piega che avrebbero preso gli eventi.
Detto che io no ce l’ho, e ci mancherebbe, con chi NON ha letto Baudrillard, purtuttavia mi interrogo sul fatto che, oltre lui, parecchi altri e da vari punti di vista, hanno messo sull’avviso politici, categorie, popolazioni, media (un caso per tutti Slow Food, con il suo Terra Madre), e mi domando: dov’era la gggente quando qualcuno si impegnava (a favore di tutti) studiando, viaggiando, comunicando con altre culture, comprendendo per poi spiegare cos’è realmente il ‘mondo’?
L’unica risposta che riesco a darmi è che erano a qualche ‘festa’ e non hanno sentito…      🙂
(citazione)

3473

Io vi confesso che Baudrillard neppure sapevo che fosse mai esistito e lo sto imparando a conoscere insieme a voi, eppure certi concetti e certi ragionamenti dovrebbero nascere spontanei in ognuno di noi, in ogni uomo con una coscienza (pulita) ed in particolar modo in ogni governante, invece …
Egoismo e denaro … che pessimo connubio …

3471

« Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »

(J. Baudrillard, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà)

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