il Lavoro, una scelta o …


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da    NOUS QUE DESIRONS SANS FIN
– 1996 – di Raoul Vaneigem

“Il lavoro e stato quanto di meglio l’uomo ha trovato per non fare nulla della propria vita.
Ha meccanizzato là dove si trattava di esercitare la fantasia e l’inventiva.
Ha privilegiato la specie a scapito dell’individuo, quasi si dovesse, per perpetuare il genere umano, rinunciare al godimento di sé e del mondo e disumanizzarsi.
Lo stato di degrado planetario, causato dalla trasformazione della natura in materia morta, servirebbe egregiamente a illustrare, nei futuri musei della barbarie arcaica, l’avviso salutare: ‘Imparate a creare, non lavorate mai!’.
L’aristocrazia dell’ancien regime considerava ignobile l’attività lavorativa. Coglieva nel segno, ma per ragioni sbagliate.
Grazie alla pletora di titoli signorili attribuiti a qualche mandato celeste, re, principi, sacerdoti e signorotti si difendevano dalla sensazione di essere né più né meno che proprietari impegnati a far fruttare le loro terre, a gestire laboriosamente i corpi per mezzo dello spirito, semplici pedine disposte sulla scacchiera dell’ordine e del disordine economico, nel ruolo privilegiato di lavori intellettuali.
La borghesia, affrancata dall’avvilente disprezzo con cui era vista dalla cosiddetta nobiltà, conferì al lavoro un alone di gloria che il proletariato – o quanto meno i suoi rappresentanti – si affrettò a rivendicare, mentre ne era la vittima più sventurata
Un simile equivoco fu senz’altro meno estraneo di quanto si creda alla lunga rassegnazione dei lavoratori.”

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Ed il punto è sempre quello.
Ognuno dovrebbe imparare ad essere se stesso (autenticamente), non quello che gli converrebbe essere né tanto meno quello altri vorrebbero che sia (utilizzando ogni espediente, anche economico).

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5 pensieri riguardo “il Lavoro, una scelta o …

  1. sono d’accordo Claudio, purtroppo!
    Ho la fortuna di aver potuto scegliere un lavoro che mi piace –piace… e da qualche anno di aver potuto, voluto più che altro, scegliere di lavorare meno, anche a costo di un’entrata in meno
    Improvvisamente mi sono sentita più ricca……… meno soldi ma più ricca
    Il tempo è prezioso e impagabile
    ciao Claudio!!

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    1. il ‘lavoro’ in ultima analisi è un grande imbroglio, è una grande gabbia …
      nell’antichità era una necessità per ottenere il sostentamento,
      ma con la tecnologia odierna dovremmo non necessitare dei medesimi sforzi … invece …
      sarà forse che oggi si è perso il concetto di necessario e si è inculcato quello che rende necessario il superfluo ???
      Oltre al fatto che a ‘qualcuno’ occorre che il popolo sia ‘schiavo’ e silente come un ‘gregge’ ???

      ciao Tiziana 🙂

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    1. e lo so si … certo che è così ma non è così semplice;
      oggi è molto difficile ma anche quasi 40 anni fa occorreva accontentarsi di quello che si trovava, non sempre si riusciva a scegliere …
      io non ho avuto questa fortuna …
      però pur essendo vero quello che dici (a livello di aforisma di sicuro) ci sono comunque dei limiti che ho esposto con alcuni post da me … (tipo l’ultimo video che ho messo di Silvano Agosti, ad esempio):
      il lavoro se occupa troppo del tuo tempo non ti lascia tempo per la vita … vita che scorre molto più velocemente di quanto si creda verso la fine …

      ciao Tiziana 🙂

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