Perché gli economisti hanno occultato la questione della distribuzione ?


§

2843

Da    ANTIMANUALE DI ECONOMIA
di Bernard Maris

Capitolo   MA DI CHE COSA PARLA L’ECONOMIA ?

“Allora siete cocciuti!
Le belle analisi formali, le equazioni, i modelli non vi bastano ?
Vorreste sapere cosa c’è dietro …
Di che cosa parla l’economia ?
Della distribuzione.
Della distribuzione della ricchezza.
Chi è interessato alla torta, chi tiene il coltello ?

3426

Era questo lo scopo assegnata all’economia politica dal grande David Ricardo nell’opera: PRINCIPI DELL’ECONOMIA POLITICA E DELLE IMPOSTE che ha visto la luce nel 1817, e da allora non è stato detto nulla di meglio al riguardo.
In sostanza l’economia è costituita dalla questione della distribuzione.
Perché ?
Perché la questione della distribuzione è legata a quella della scarsità, e senza scarsità non vi sono problemi economici.

3375

Nelle società dell’abbondanza descritte da Marshall Sahlins, vere e proprie società precedenti lo stadio economico, dove l’uomo come tutti gli altri esseri, non è che un parassita e una parte minuscola del ciclo della Natura, non vi sono problemi di scarsità né di distribuzione.
Certo, anche ‘come si produce la torta ?’ è una bella domanda che può essere fatta propria dagli economisti.
Quali sono gli ingredienti della torta ?
Automobili, inquinamento, farmaci, software, libri ? Terra ? Paesaggi ?
Con quali forze si produce questa torta ?
Lavoro, capitale, denaro, tecniche, conoscenza…
Gli economisti hanno occultato la questione della distribuzione.
Parlano di mercato, bisogni, servizi, domanda e offerta, senza chiedersi da dove vengano questi beni, questi servizi, questi bisogni, questi mercati, né perché siano stati creati.
Gli economisti hanno occultato anche la questione del potere.
Parlano di contratti quando evocano il mercato, e chi dice contratto dice reciprocità, un’idea che occulta i rapporti di potere.
Purtroppo il mondo è incerto. Molto incerto.
E’ per questo che chi ha qualche chiave per decifrare il futuro (gli iniziati, o fabbricanti di informazione, i diffusori di statistiche, chi conosce l’esatta situazione delle finanze aziendali) ha potere sugli altri.
Ha potere sugli altri anche chi può comperare il tempo attraverso un contratto di lavoro.
Chi ha il compito di consegnare apparecchi televisivi scarica i suoi televisori e se ne va libero; chi ha venduto il proprio tempo di lavoro e deve ‘consegnarlo’ rimane nel luogo di lavoro, a disposizione del padrone…
Il che non può non porre qualche problema di alienazione della libertà, soprattutto se il lavoro domina la mente e i pensieri di chi lo fornisce…
Perché gli economisti hanno occultato la questione della distribuzione ?
In Francia, la questione della distribuzione si è ripresentata in modo estremamente acuto nel maggio-giugno 2003 (anno della prima pubblicazione del libro ndr).
Il governo aveva proposto una riforma del sistema pensionistico e si poneva il problema di prolungare il periodo di versamento dei contributi.
Alla fine è diventato evidente che la questione delle pensioni era quella della distribuzione, la ‘ben nota equazione delle scelte di ripartizione del reddito fra lavoro e capitale’.

3427

Tra generazioni, certamente, ma anche tra lavoratori dipendenti e capitalisti.
Chi avrebbe pagato per gli anziani, tenendo presente che l’incidenza delle pensioni sul PIL sarebbe salita del 2% entro il 2020 e del 4% entro il 2040 ?
Bella domanda, sapendo che i lavoratori dipendenti hanno trasferito ai capitalisti, in senso lato (titolari di redditi non di lavoro, utili, canoni di locazione, rendite, dividendi, etc), il 10 % di questo stesso PIL in meno di 25 anni, a partire dal 1980.
La risposta fu: tocca ai lavoratori dipendenti.
Ricardo (come Malthus) aveva una visione molto pessimistica della lotta per la spartizione della torta.
Prevedeva un pianeta sovrappopolato da un’umanità oppressa, la cui vita si sarebbe ridotta a mera sopravvivenza.

3428

Dopo Ricardo quasi tutti gli economisti hanno occultato (anche la Chiesa, per i ‘suoi’ motivi dogmatici ndr) il problema della distribuzione preferendo parlare di mercato, di domanda e offerta, di prezzi tutte cose che sono incapaci di spiegare.
Maynard Keynes aveva un posizione molto più ottimistica.
Pensava che nel 2030-2040 il problema economico sarebbe stato risolto, intendendo con ciò che sarebbe stato assicurato il soddisfacimento dei bisogni fondamentali e l’uomo avrebbe potuto dedicarsi alle attività che Keynes considerava superiori, quelle culturali.

3429

Anche John Stuart Mill sognava una società stabilizzata, dove gli uomini avrebbero cercato una sola cosa: divenire sempre più intelligenti.
Keynes e Mill sollevarono la domanda che oggi viene posta dai sostenitori di ‘un’altra’ globalizzazione: che cos’è la torta da dividere ?
Di che cosa è fatta?
Questi interrogativi sono essenziali e del tutto nuovi.
Ci si può poi domandare chi ha diritto e a che cosa, dai beni materiali a quelli di ogni altro tipo.
Allora scopriremmo come gli economisti abbiano ‘naturalizzato’ l’economia, l’abbiano cioè sottoposta a pseudo-leggi naturali o immanenti per evitare i temi di fondo; chi crea il denaro che consente alle persone di vivere ? Chi rende opachi i mercati ?

3430

Perché occultare il ruolo nefasto e l’inefficienza dei mercati ?
Perché occultare il ruolo sostanziale svolto dall’altruismo e dalla gratuità nel processo economico ?
Chi ha interesse a che il problema economico (il problema della scarsità) non sia mai risolto, superato, messo in secondo piano, come auspicava Keynes ? “

§

Quante domande per le quali non sappiamo quanto dovremo aspettare per conoscere le risposte; in verità qualcuno che sommessamente tenta di far presente che le risposte non saranno piacevoli c’è … ma non è ascoltato.
Troppo tronfi e sicuri di se i cosiddetti ‘esperti’ cercano di spiegarci (ed imporci) quali siano le leggi che regolano il tutto, studiate nelle ‘loro’ scuole grazie ad insegnanti per nulla ‘liberi’.
Peccato che tali leggi regolino l’economia in modo unidirezionale e sembrano dettate dal Marchese del Grillo !
Quindi possiamo tranquillamente affermare che non poche colpe sono da addebitare a questi tecnici del pensiero unico e che i danni arrecati non sono terminati e soprattutto rimediabili.

§

 

Annunci

2 pensieri riguardo “Perché gli economisti hanno occultato la questione della distribuzione ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...