Come il nostro spirito è d’impaccio a se stesso


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Ed ecco il momento adatto per presentare un personaggio ‘antico’ che tanto ha lasciato a chi ha cercato di capire il ‘tutto’.
Il Piergiorgio nazionale, tra questi.
Il Piercarlo, il Pierferdinando o i Pierpiero, ça va sans dire, certamente NO!      😉    

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Da    ESSAIS
di Michel Eyquem de Montaigne,
meglio noto come Montaigne…

CAPITOLO XIV
Come il nostro spirito è d’impaccio a se stesso
(e già questo pare un paradosso ndr)

“E’ un’idea curiosa immaginare un spirito in perfetto equilibrio fra due desideri uguali.
Infatti non c’è dubbio che non prenderà mai partito, poiché la decisione e la scelta comportano ineguaglianza di pregio; e se fossimo posto fra la bottiglia e il prosciutto, con ugual voglia di bere e di mangiare, non ci sarebbe certo altro rimedio che morire di sete e di fame.
Per rimediare a questo inconveniente gli ‘stoici’, quando si domanda loro donde venga nella nostra anima la scelta tra due cose indifferenti, e che fa si che da un gran numero di scudi prendiamo piuttosto l’uno che l’altro, pur essendo essi tutti uguali e non essendovi alcuna ragione che ci induca alla preferenza, rispondono che quel moto dell’anima è fuori dell’ordine e della regola, venendo in noi da un impulso estraneo, accidentale e fortuito.
Mi sembra che si potrebbe dire piuttosto che non c’è cosa che ci si presenti nella quale non vi sia qualche differenza, per lieve che sia; e che, alla vista o al tatto, c’è sempre qualche di più che ci attira, sebbene impercettibilmente.
Allo stesso modo immaginando uno spago ugualmente forte in ogni punto, è assolutamente impossibile che si rompa; infatti da che parte volete che cominci la rottura?

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E che si rompa dappertutto contemporaneamente, non accade in natura.
Chi a questo aggiungesse anche le proposizioni geometriche che deducono dalla certezza della dimostrazione che il contenuto è più grande del contenente, il centro grande quanto la circonferenza, e che trovano due linee che si avvicinano progressivamente l’una all’altra senza potersi mai congiungere, e la pietra filosofale, e la quadratura del cerchio, dove la ragione e l’esperienza sono così contrastanti, ne trarrebbe forse qualche argomento per rafforzare quel detto ardito di Plinio :
*solum certum nihil esse certi, et homine nihil miserius aut superbius*
(non c’è altra certezza se non che niente è certo, e niente è più miserabile e più orgoglioso dell’uomo)
– Naturalis Historia, II, VII. “

Che dire? Montaigne è SEMPRE spettacolare !

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