L’Economia parla della Felicità ???


§

3351

Da  QU’EST-CE QUE LA RICHESSE ?
(Cos’è la ricchezza ?)

– 1999 – di Dominique Meda (filosofa e sociologa).

L’ECONOMIA PARLA DELLA FELICITA’?

“La felicità e il benessere sono concepiti in un’ottica fondamentale soggettiva: l’utilità non può mai essere altro che quella del singolo individuo e, come scrive lo specialista francese di contabilità generale, * il benessere può essere apprezzato soltanto soggettivamente, e si può dimostrare che è impossibile aggregare le preferenze individuali per ottenere la preferenza su scala nazionale. Pertanto il concetto di benessere nazionale non è fondato teoricamente.*
Questo è il problema di fondo.

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Un gran numero di beni – fra i quali, probabilmente, i più importanti – sono assolutamente collettivi, ossia utilizzabili da tutti, dall’intera società per il suo benessere e il suo progresso, senza che nessuno possa appropriarsene individualmente.
Soffermiamoci un istante sui rapporti fra PIL e benessere.

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Dopo molti anni gli economisti non sembrano d’accordo sul fatto che il PIL sia un indicatore di benessere: nel 1949, nei ‘Comptes de la nation’, François Perroux scriveva:
*E’ dunque alquanto contestabile che la grandezza più adatta a indicare il benessere di una popolazione sia il prodotto nazionale netto ai prezzi di mercato.
Per dedurne la misura desiderata sarebbe necessario
1) che fosse registrata la totalità dei beni e dei servizi di cui godono gli individui durante un dato periodo;
2) che lo sforzo compiuto per ottenerli fosse valutato esattamente;
3) che i prezzi esprimessero tutte le utilità marginali dei beni e dei servizi. Tutte condizioni che non sono soddisfatte.*

3354

Nel 1953, in un testo ciclostilato adottato in un corso dell’ENA (Scuola Nazionale di Amministrazione – come da noi… ;.) ndr) e intitolato ‘Reflexions sur la comptabilité nationale e le budgets nationaux’, Simon Nora scrive:
*Per misurare il benessere di una nazione, e benché questa misura sia molto discutibile, la grandezza da considerare è verosimilmente il prodotto nazionale netto ai prezzi di mercato. Il prodotto nazionale netto o lordo può servire da base per valutare il potenziale su cui una nazione può contare nell’eventualità di uno sforzo bellico o di ricostruzione (es: un terremoto ndr).*
Si noterà che i due autori si collocano in un’ottica finalizzata alla ricostruzione che è altresì utilitaristica.
[…]

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Senonché, dopo gli anni settanta, (*) in genere gli economisti (quelli liberi… ndr) che si occupano della questione rifiutano l’assimilazione del PIL a un criterio di benessere.
Rifiuto legato al fatto che, con l’aumento delle risorse materiali, la definizione di benessere è cambiata e non può più essere circoscritta a queste ultime”.

§

3356

Ora, provate a far combaciare questo testo con le ‘narrazioni’ economiche, sociali, politiche che uno stuolo di cialtroni e incapaci elargiscono a un popolo in gran parte ignorante, e avrete l’esatta misura della distanza che c’è tra la significanza delle parole e dei termini, e il loro abuso… ‘intollerabile’.
Ma, se non ci si sveglia… hanno ragione ‘loro’ !
(citazione)

§

(*) io aggiungo solo, a corredo di questo testo, di andare a riascoltare il famoso discorso (pre-assassinio) di Robert Kennedy del 18 marzo 1968 …
Il Pil è (come tante altre ‘invenzioni’ dell’Economia liberista moderna) una solenne presa per il ……

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