la ‘crescita’ … (ancora ??? … eh si …)


§

La ‘magia’ (e non per tutti i libri e di conseguenza ‘autori’) accade quando li si rilegge, magari a distanza di anni, accorgendosi che essi avevano una capacità premonitrice che non è frutto di doti sciamaniche, ma di ragionamenti e processi mentali assolutamente ‘onesti’ (nel senso che non dovevano ‘servire’ niente e nessuno).

3176

§

In questo senso il filosofo André Gluscksmann ha detto e scritto:
“Ho spesso il torto di avere ragione troppo presto*
(quindi in anticipo rispetto ai tempi).

§

2843

Per dare un senso a quanto sopra, un libro che può provocare tale ‘magia’ è sicuramente:

ANTIMANUALE DI ECONOMIA

scritto da Bernard Maris, che è fonte quasi inesauribile di spunti e analisi che, oggi, appaiano di una chiarezza ed una ‘ambientazione’ temporale a dir poco sfolgoranti.
Questo argomento poi mi è particolarmente caro …

Capitolo:   LA CRESCITA

§

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Rifiutare la crescita?
Alcuni economisti/filosofi (per esempio Serge Latouche) nel filone della ‘crescita zero’ propugnata nel rapporto Meadows e dal rapporto del Club di Roma degli anni settanta, rifiutano la crescita, considerata un fattore di degrado delle condizioni dell’esistenza.
Come migliorare le condizioni di vita?
Rifiutando la crescita del PIL, sostituendo la ‘quantità’ con la ‘qualità’.

3178

John Kenneth Galbraight condivideva grosso modo questo punto di vista.
Dominique Meda (filosofa e sociologa ndr) segnala qualche costo ‘occulto’ della crescita, al di là del danno collaterale provocato all’ambiente: per esempio, il costo della flessibilizzazione.
La rinascita del mercato del lavoro, l’intensificazione del lavoro, l’aumento dello stress e del malessere provocati dal lavoro, l’angoscia dovuta ai costanti mutamenti e al rischio di disoccupazione, l’investimento in formazioni professionali inutili, le qualificazioni a obsolescenza rapida, il lavoro ‘usa e getta’ rappresentano costi sociali cospicui, la cui misura viene per altro data dalla consistente spesa pubblica destinata a sostenere i disoccupati e gli esclusi (sta descrivendo la Francia, ricordiamolo ndr).
Il presidente della Repubblica ha svolto una campagna sul tema:
*Un disoccupato costa quanto un salario minimo*.
E’ giusto.

3179

Si potrebbe rispondere che ciò che perde il lavoratore lo guadagna il consumatore, che può beneficiare di prodotti a basso costo grazie alla produzione ‘just-in-time’, alla scorta zero e al degrado ambientale.
Come l’operaio proprietario di azioni della sua azienda si licenzia nel nome del valore del capitale, così il consumatore-lavoratore si rallegra di trovare i prezzi bassi in supermercati stracolmi di merci di qualità inferiore, in cambio dello stress spaventoso che subisce nella sua attività.
A questo povero schizofrenico la ‘crescita’ propone prodotti ‘innovativi’ la cui vita commerciale è sempre più breve, prodotti precotti surgelati che assomigliano a cibi per gatti e il cui prezzo copre per due terzi inutili spese di pubblicità e di marketing.
*Non ci si innamora mai di un tasso di crescita* diceva uno slogan dei giovani tedeschi.
Ahimè è vero.
Questa crescita libera forse gli uomini dal bisogno?
No.
Fra l’altro, oggi si chiede loro di lavorare più a lungo.
Allora, si deve rifiutare la crescita?
Sostituirla con una crescita qualitativa?

3180

John Stuart Mill, ‘il vecchio saggio’, propendeva per lo stato stazionario, pensava che l’umanità, non più costretta a lottare per la sopravvivenza, affrancata dal vincolo dei bisogni materiali, avrebbe potuto finalmente dedicarsi al vero progresso, il progresso morale e culturale.
Posizione di un sognatore colto, alla Rousseau?
Forse.
Mill sosteneva che la rendita era un *unearned increment*, un sovrappiù non guadagnato, e che lo Stato doveva confiscare le rendite fondiarie.
Auspicava una severe limitazione dei diritti ereditari.

3181

In breve, Mill si opponeva all’accumulazione e prevedeva anche la generalizzazione del lavoro dipendente e del sistema delle cooperative… (cfr: Principi di economia politica – 1848) non era tanto lontano dalla ‘altra-economia’.
[…]
Che cosa determina la crescita?
Risposta degli economisti: il lavoro, il capitale e il progresso tecnico.
Quest’ultimo, in sostanza, è costituito dall’organizzazione del lavoro e delle macchine.
Per organizzarle si punta su alcune straordinarie invenzioni umane, che vanno dalla contabilità e dalla moneta scritturale, nota già agli antichi babilonesi, passando per Internet e gli acceleratori di particelle.
Gli economisti sono a disagio nel trattare il progresso tecnico.
Da dove viene?
Piove dal cielo, come si diceva nei modelli di crescita degli anni sessanta, assimilandolo alla ‘manna celeste’?

3182

Recentemente si è cercato di attribuirne l’origine alla stessa crescita, immaginando una sorta di processo circolare in cui la crescita produce il progresso che produce la crescita.
Prima di occuparci di questa interessante ‘crescita endogena’, che in qualche
modo si auto-genera, è necessario ritornare, per ribadirle, alle premesse dell’economia e della teoria del valore: l’economia esiste soltanto perché vi sono cose scarse, e quindi prezzi.
E la crescita è innanzitutto una lotta contro la scarsità, che si affronta mobilitando i fattori della produzione: il lavoro, il capitale, la terra (la natura), la tecnologia.”

Fine PRIMA PARTE

la successiva verterà su : IL PROGRESSO TECNICO CONTRO LA SCARSITA’

§

The Pythian Priestess on the Tripod

in attesa della seconda parte possiamo comunque trarre qualche riflessione;
questo testo se fosse firmato dalla ‘Pizia’ non ci sarebbe da meravigliarsi;
Se gli uomini fossero retti e saggi (cosa che da tempo non è più) si prodigherebbero nel valutare tutte le possibili teorie e scuole di pensiero; nella realtà (volutamente e coattamente) circola invece il pensiero ‘unico’ !
Cosa insegnano le Università economiche in materia ?
Con quale cognizione è stato scelto ed imposto questo modello di economia iper capitalistica ?
Domande retoriche, ovviamente … sappiamo bene le risposte …

§

Annunci

Un pensiero riguardo “la ‘crescita’ … (ancora ??? … eh si …)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...