la feticizzazione del denaro


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di    Patrick Viveret     (clicca sul nome)

“Il denaro da molti che ne hanno poco o nulla (3 miliardi di esseri umani, per esempio, non hanno accesso al sistema bancario) è visto sostanzialmente come un freno agli scambi.
Qual è la causa di questa situazione paradossale, in cui esseri umani che hanno a un tempo la capacità e il desiderio di scambiare beni, di creare attività, non possono farlo per mancanza di mezzi monetari?

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Questo paradosso, sul quale ha riflettuto molto Jacques Duboin e che è stato teorizzato da Karl Marx, ha origine dal processo di ‘feticizzazione’ del denaro che consiste nel trasferire nella moneta il valore dello scambio che ha luogo fra esseri umani.
Questa feticizzazione era tanto più forte in quanto la copertura dei metalli preziosi poteva far credere, come sosteneva il mercantilismo denunciato da Adam Smith, che la moneta fosse in se stessa ricchezza.

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E’ qui che entra in gioco l’altra faccia della moneta, quella di strumento di dominio anziché di scambio.
Qui la scarsità della moneta, creata artificialmente da attori in posizione dominante, costringe i dominati a utilizzare soltanto una piccola parte del loro potenziale di scambio e di attività.
L’elemento della moneta che tende per sua natura a dare allo scambio un’impronta di rivalità (e di accaparramento) è l’interesse.
E’ per questo che in genere le grandi religioni, a cominciare dal cristianesimo, prima della Riforma, hanno considerato il prestito gravato da interesse eccessivo, superiore allo stretto compenso del servizio reso, il più grave dei peccati mortali.
Infatti sostenere la possibilità che ‘il denaro lavori da solo’ è un attentato contro Dio, solo padrone del tempo (argomento teologico), nonché contro gli esseri umani (feticismo del denaro che svaluta gli uomini).
L’altro elemento portatore di dominio, ossia di violenza, dipende dal fatto che la moneta ufficiale è indifferente alla natura e alla finalità di scambio in cui interviene.

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E’ la questione del ‘denaro sporco’ (che è poi, nientemeno, il detto latino ‘pecunia non olet’ ndr) e dei luoghi privilegiati in cui circola, i paradisi fiscali.
La caratteristica propria delle monete assegnate o dedicate è quella di agire esattamente su questi due aspetti.
Si tratta di una moneta che da un lato, non frutta interessi e non autorizza la speculazione, e, dall’altro. è dedicata a regolare un certo tipo di attività o di rapporti prestabiliti che hanno una funzione positiva per l’individuo e/o per la collettività.

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E’ essenziale tenere presente che queste due caratteristiche servono all’obiettivo fondamentale: spingere la moneta (ufficiale) verso la sua funzione conciliatrice.
In questo senso le monete assegnate non si pongono come un’alternativa a quella ufficiale, ma come monete complementari che riprendono la funzione inerente alla moneta, quella dell’intermediazione degli scambi, e premono affinché la moneta ufficiale divenga anch’essa uno strumento del ‘commercio equo’, invece che un vettore di violenza sociale (ossia di attività a dominante mafiosa o criminale).”

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Utopia vero ?
Poi pensate se si interrompessero ‘istantaneamente’ tutti i traffici criminali e/o illeciti … entreremmo nella più grande crisi economica che il mondo abbia mai conosciuto.
E tutto questo per mantenere nell’opulenza una parte minima degli abitanti della terra … che girano poi il mondo facendo la ‘morale’ a tutti.
E se per puro caso vi viene alla mente un certo Flavio ‘bimilionario’ … beh … non è colpa mia      😉        

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