CULTO DEL PROFITTO, CULTO DEL DENARO


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Non mi rimane che lasciare una ulteriore traccia del ‘pensiero’ umano, quello non ancora inquinato, che spiega (il più delle volte inascoltato) ancora una volta: L’OVVIO.

3077

Da:    LA GRANDE IMPLOSIONE
(1995) di Pierre Thuillier:

Capitolo:
CULTO DEL PROFITTO, CULTO DEL DENARO

“Certo si può esitare sa considerare strettamente ‘religioso’ questo atto fondatore: facendo trionfare il denaro l’Occidente non ha sicuramente avuto coscienza di realizzare un progetto religioso, ma il culto del profitto stava per soppiantare la fede cristiana: annunciava la morte di un Dio o si inseriva quindi nella storia religiosa nel senso inteso da Edgar Quinet (storico ndr).

3078

Ai profeti, scriveva:
*la morte degli dèi indicava in anticipo la morte dei popoli*.
Non dobbiamo quindi limitarci a questa banale constatazione: la cultura dei mercanti ha funzionato come una religione.
E’ essenziale capire come l’Occidente si sia allora costruito una nuova concezione globale della vita umana (non osiamo dire una nuova spiritualità).

3079

Per dirla con Marcel Mauss (antropologo e sociologo ndr), la conversione al culto dell’Economia ha costituito un fatto sociale totale.
Non era investita solo l’organizzazione della produzione e degli scambi, ma (quantomeno a lungo termine) tutta la cultura, comprese l’arte, la morale, la politica e la metafisica.
Non c’è dubbio che il dramma dell’Occidente si spieghi anche in buona parte con il fatto che la nuova classe dominante, a causa del suo meschino utilitarismo, non ha neanche preso coscienza dell’influenza che avrebbe esercitato in tutti i campi della vita sociale.
Eppure è ciò che è accaduto: sottoponendo progressivamente tutte le attività e tutti i pensieri umani a considerazioni e calcoli economici, i nuovi padroni
(in genere senza volerlo) hanno colonizzato territori un tempo chiamati ‘religiosi’ o ‘filosofici’.
In questo senso sono stati ‘educatori’ loro malgrado, e, naturalmente, educatori molto scadenti.
Si pensi solo al modo in cui concepivano la vita, l’amore e la morte negli ultimi anni del XX secolo o a quello che intendevano per ‘successo sociale’.
E’ chiaro che l’Occidente moderno, alla vigilia della Grande Implosione, aveva praticamente raggiunto quello che il professor Dupin (Giurista: ‘Regole del diritto e della morale estratte dalle sacre scritture’ndr) chiamava il grado zero della vita spirituale.”

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