la Morte e l’Aldilà


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La Storia, è fisica, materiale, quindi ‘dimostrabile’ oggettivamente;
la ‘metafisica’, al contrario, è quello che sentiamo e/o intuiamo. e che riguarda la nostra interiorità, ma che, proprio perché ‘meta’ non può essere empirica, ma riguarda soltanto *gli elementi contingenti delle nostre esperienze sensibili, quindi degli aspetti che riteniamo più autentici e fondamentali della realtà;
la metafisica concentra la propria attenzione su ciò che considera eterno, stabile, necessario, assoluto, per cercare di cogliere le strutture fondamentali dell’essere.*
(cit. Wiki).

Leggendo CAPIRE IL TAOISMO, di cui abbiamo già parlato, si possono trovare ulteriori spunti che pongono di fronte ai veri ‘misteri’ dell’esistenza che sono, appunto, metafisici.

LA MORTE E L’ALDILA’

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Da: Hsi-yu chi (Viaggio a Occidente) di Wu Cheng’en

“Devi afferrare fino in fondo questo importante segreto…
Risparmia e coltiva le forze della vita…
Tutto è composto di seme, respiro e spirito,
Fa’ attenzione mettili al sicuro; ferma ogni dispersione.
Ferma ogni dispersione, preservali nel corpo.
Accogli i miei insegnamenti e la Via prospererà…
Rimuovono i cattivi desideri, conducono alla purezza.
Conducono alla purezza, splendente e luminosa.
Tu puoi volgerti alla Piattaforma di Cinabro e godere della splendente luna.
La luna tiene il Coniglio di Giada, il sole tiene il Corvo,
Di là anche la Tartaruga e il Serpente, attorcigliati assieme.
Attorcigliate assieme, le forze della vita sono potenti,
Puoi piantare il loto d’oro nel mezzo del fuoco.
Raccogli le Cinque Fasi; invertile per usarle.
Una volta terminato il lavoro, puoi essere un Buddha o un immortale, a tuo piacere.”

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Posto così è un brano quasi incomprensibile perché letto seguendo i canoni cui siamo abituati; una lettura certamente’non facile’ soprattutto perché distante dalla nostra antropologia culturale, che è così diversa da quella cinese.
Allora proviamo a leggere il commento di Jennifer Oldstone Moore, che queste ‘antropologie’ le ha studiate e ora sta cercando di diffonderle, come ‘conoscenze’, non certamente come ‘dogmi’.

“Questo brano proviene da Viaggio in Occidente, noto anche come ‘Scimmia’, un romanzo di grande intrattenimento scritto nel 1592 de Wu Cheng’en.
Letto ancora oggi in Cina, racconta la storia di un monaco buddhista e dei suoi quattro discepoli in un pellegrinaggio in India.
Ma questo popolare racconto può anche essere interpretato come allegoria dell’immortalità taoista, dell’illuminazione buddhista e della coltivazione della mente confuciana (che vengono raggiunte tutte e tre alla fine del romanzo).

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Gran parte del testo è carico di simbolismo, avendo luogo nel corpo di un iniziato e presentando ovunque sottili riferimenti alle pratiche taoiste.
La storia mostra in quale maniera i ‘tre insegnamenti’ di taoismo, buddhismo e confucianesimo si possono abbracciare simultaneamente.
Questa poesia contenuta nel romanzo si riferisce alla iniziazione taoista della Scimmia (uno dei personaggi principali del libro, nonché il migliore dei discepoli), che è stato ritenuto degno di ricevere gli insegnamenti segreti di un patriarca taoista.
I versi presentano molte nozioni alchemiche: la conservazione e purificazione dei fluidi corporei; simboli quali il serpente e la tartaruga usati dai taoisti per denotare yin e yang; e l’inversione delle ‘cinque fasi’ (cinque elementi o agenti ‘wu-hsing’ sono diventate un potente principio organizzatore per il pensiero cinese e taoista), per invertire gli effetti del tempo, un’indicazione della ‘Via’ che alla fine porta a trascendere la morte e a conseguire l’immortalità.”

Da sottolineare che in questo testo, si fa riferimento all’alchimia, che il pressapochismo semantico in uso oggi, considera come un qualcosa legato alla ‘stregoneria’ o all’esoterismo più spicciolo.
Non è così !
L’alchimia era, all’epoca, una pratica ‘scientifica’ (con molte similitudini con la chimica moderna) che, non avendo mire di ‘mercato’ (a parte i soliti cialtroni…) si dedicava alla ricerca della ‘pietra filosofale’ intesa come: *l’esercizio di una filosofia (scienza) come propedeutica al raggiungimento di uno stato ‘metafisico’ di conoscenza, un processo di liberazione spirituale.*
(mi sono fatto ancora aiutare da Wiki)

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3 pensieri riguardo “la Morte e l’Aldilà

    1. beh … qui si parla di una concezione orientale della vita e della morte;
      profondamente diversa da quella occidentale;
      credo che le ‘idee’ che circolano da millenni su ‘luoghi’ particolari siano antiche ma anche infondate e che quindi non rispondenti alla realtà (qualunque essa sia);
      credo altresì che (sempre che non ci sia solo il ‘vuoto assoluto’) tutti hanno avuto in passato ed avranno in futuro delle sorprese …
      ciao 🙂

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