La Società dei Consumi


§

2935

Baudrillard è un filosofo molto particolare per come approccia i temi che affronta, ed anche per una sua ‘sfrontatezza’ nel tirare conclusioni, anche radicali, che hanno però il pregio di provocare prima, per far riflettere poi;
è probabilmente un autore per pochi, ma i concetti arrivano ‘forti & chiari’ …

Da:    LA SOCIETA’ DEI CONSUMI    ( 1976 )
di Jean Baudrillard

“Ancora una volta non si può che essere d’accordo con Galbraith (John Kenneth, notissimo economista, critico del capitalismo tradizionale ndr) e con altri, e ammettere che la libertà e la sovranità del consumatore non sono che mistificazioni.

2950

Questa mistica ben alimentata (in primo luogo dagli economisti) della soddisfazione e della scelta individuale, in cui culmina tutta la civiltà della ‘libertà’, è l’ideologia stessa del sistema industriale, ne giustifica l’arbitrio e tutti gli svantaggi collettivi: sporcizia, inquinamento, deculturazione ; di fatto il consumatore è sovrano in una giungla di bruttezza, in cui gli si è ‘imposta la libertà di scelta’.
La trafila inversa (cioè il sistema del consumo) completa così ideologicamente e si alterna al ‘sistema elettorale’.
Il drugstore e la cabina elettorale, luoghi geometrici della libertà individuale, sono anche le due fonti di nutrimento del sistema.
[…]
Sul ‘principio economico’ Galbraith dice:
*Quel che si chiama lo sviluppo economico consiste largamente nell’immaginare una strategia che permette di vincere la tendenza degli uomini a imporre dei limiti ai propri obiettivi di reddito, e dunque ai loro sforzi*.

2951

*La pressione dei debiti, unita all’emulazione relativa al vestiario, trasformò rapidamente questa razza felice e svogliata in una moderna forza di lavoro*.
E lo stesso capita in tutti i paesi sottosviluppati, in cui la comparsa di gadget occidentali costituisce la miglior carta vincente di stimolo economico.
Questa teoria che si potrebbe chiamare dello ‘stress’ o dell’addestramento economico al consumo, è seducente.
Essa fa apparire l’acculturazione forzata verso i processi di consumo come la ‘conseguenza logica’, nell’evoluzione del sistema industriale, dell’addestramento orario e gestuale, in atto dal XIX secolo, dell’operaio ai processi di produzione industriale.”

§

Troppo in anticipo, troppo!
Ne son già passati 40 ma forse fra altri 30 anni, qualcuno, (chissà … ma forse eh) comincerà a comprendere che il tanto decantato e spacciato ‘progresso’, non è che un’ulteriore e ‘sofisticata’ presa per i fondelli.

Scusate se mi soffermo spesso su questo argomento ma è una pietra angolare della costruzione che incarna il NON futuro dell’Uomo …

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3 pensieri riguardo “La Società dei Consumi

    1. ovviamente …
      ma il discorso è globale … 😉
      prendi un farmaco, avrà effetti positivi in un ‘punto’ ed effetti collaterali negativi in altri;
      la sua utilità è sempre data dalla mediazione tra le due cose e da quale piatto della bilancia ‘pesa’ di più …
      (e se avesse solo effetti negativi lo userebbero solo i drogati … 😉 )
      per il progresso è la stessa cosa :
      ci sono (pochi) effetti positivi e (molti di più) effetti negativi che vengono però tenuti nascosti … difetti ‘vestiti’ da pregi …
      quello che per il ‘progresso’ viene fatto pagare all’Uomo sotto il profilo umano è sotto gli occhi di tutti …
      ciao Viki e buon WE 🙂

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